Sicurezza
Favarin si dimette dall’incarico Adesso comanda il dg Reggiani
La società lascia in albergo tutto il giorno il ds Gibellini per poi dargli il benservito Materazzi sarà il nuovo direttore tecnico e stamani è pronto a dirigere l’allenamento
LUCCA
La dignità non ha prezzo. E Giancarlo Favarin, bravo allenatore e persona perbene, alle 20,45 sale nella sua camera dell’hotel Bernardino a Porta Elisa, riempie lo zaino e le valigie e se ne torna a casa. La sua avventura con la Lucchese è finita il primo giorno di raduno allo stadio. Inutile girarci intorno: comanda il direttore generale Ivano Reggiani. E Arnaldo Moriconi con la sua fedele segretaria Marcella Ghilardi ne è perfettamente consapevole ed è d’accordo con il biondo agente Fifa cugino dell’ex calciatore Giovanni Piacentini. Evidentemente il patron rossonero - che adesso avrà tutta la piazza contro - è sicuro che con Reggiani rientrerà dei soldi spesi nel calcio. Per ora ne ha azzeccate davvero poche. Tra queste c’era l’assunzione di Favarin, allenatore amato e vincente. Ma con un cuore, un carattere e un’umanità che hanno pochi allenatori a livello di serie C. «Preferisco mangiare pane e cipolla piuttosto che venir meno ai miei principi e soprattutto all’affetto e alla riconoscenza che ho con la gente di Lucca e con i suoi tifosi. Ringrazio pubblicamente chi si è battuto per me facendomi tornare nella Lucchese. Ma non posso tradire questa buona e brava gente» le poche parole cariche di amarezza dell’ormai ex allenatore, che non aveva ancora depositato il contratto in Lega, e che a Lucca ha vinto due campionati e che era pronto a dare il 110% per cercare di centrare quest’anno l’impresa (quasi disperata) della salvezza in considerazione della forte penalizzazione. Pensate: ieri mattina, assieme al preparatore Riccardo Guidi e ad altre persone, aveva cercato di rendere il Porta Elisa, diventato una discarica a cielo aperto con cumuli di spazzatura, leggermente più accogliente improvvisandosi netturbino. E stava iniziando i test con i 18 giocatori in ritiro (non 20, perché da Pisa fanno sapere che sia Favale che Cuppone non erano a Lucca) con una caparbietà e una voglia di far bene degna di miglior sorte.
Sull’addio di Favarin ha sicuramente influito la decisione di non affidarsi come direttore sportivo a Mauro Gibellini. Un gentleman che a 65 anni - chiamato dal mister per il mercato di C - aveva firmato un contratto in bianco. «La cifra ce la metta lei» aveva detto domenica sera al patron Moriconi. Che lo aveva portato a cena e poi all’hotel Bernardino. «In tarda mattinata mi avrebbe chiamato per metterci d’accordo sull’operatività. Invece sono rimasto tutto il giorno in albergo e alle 19,30 la segretaria della Lucchese mi ha chiamato dicendo che lo scenario era cambiato e potevo pure lasciare la città. In tanti anni di calcio una roba del genere non l’ho mai vista. Dispiace per il mister, che è una persona serissima, e per la piazza che merita altri palcoscenici». Perchè l’ìmprovviso dietro front? Perché è comparso il direttore generale (sfebbrato) e ha subito proposto come direttore sportivo Beppe Materazzi. Uno che ha fatto l’allenatore, non il diesse. E che ha proposto a mister Favarin calciatori di D ed Eccellenza. Tra l’altro certi elementi di settori giovanili importanti (Zaccagno e Procopio del Torino, senza far nomi) nonostante le assicurazioni del dg non si sono visti. I procuratori hanno preferito dirottarli altrove. Qualcosa vorrà pure dire. E adesso? Un caos totale. Per ora c’è Materazzi in panca. Poi arriverà un nuovo allenatore: Maurizi o Gautieri? —
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