Lutto
La Boreas Capital rilancia per la Lucchese e intanto slitta la costruzione della squadra
Mister Giancarlo Favarin ha atteso invano sino alle 20 una telefonata, peraltro annunciata, da parte del club rossonero
Lucca
Tanto tuonò che piovve. Mentre tutte le altre squadre - Cuneo compreso che pure si è iscritto all’ultimo tuffo proprio come la Lucchese - sono già in ritiro, Arnaldo Moriconi e il suo manipolo di stretti collaboratori (la segretaria Marcella Ghilardi, il responsabile marketing Gabriele Minchella, l’amministratore di Città Digitali, Giuseppe Bini e l’amministratore unico dell’As Lucchese Libertas, Carlo Bini) sfoglia la margherita e decide di non decidere. Così Giancarlo Favarin, allertato nella giornata di ieri da Carlone Bini (unico dei pretoriani ad essere seriamente preoccupato per la situazione venutasi a creare), è rimasto a casa ad aspettare quella telefonata che non è mai arrivata. Anche perché dopo gli abboccamenti di questi giorni doveva essere il patron della Sice a invitare Favarin al Porta Elisa per addivenire ad un accordo e dare il via alla stagione 2018-2019. Stesso discorso vale per il diesse Antonio Obbedio. Con una difficoltà ulteriore: che è contrattualizzato (biennale) con la Viterbese e per liberarsi deve avere delle garanzie. E occorre pure sottolineare bene come in questo caravanserraglio non siano mai stati coinvolti, come invece avrebbero dovuto essere, gli altri soci di «Lucchese Partecipazione» (Gonzadi, Campani, Zappelli, Nannini) che sino a prova contraria hanno contribuito in modo decisivo all’iscrizione al campionato di serie C e potrebbero avere altre piste, magari più vicine, da battere.
È noto a tutti che Boreas Capital Sarl, un veicolo di investimenti con sede in Lussemburgo che appartiene al gruppo I.G.S. Holding che opera a Dubai, rappresentata dall’ingegner Francesco Pioppi ha rilanciato per l’acquisizione della maggioranza dell’As Lucchese Libertas. Attraverso la mediazione dell’ex amministratore rossonero Fabio Bettucci e con la supervisione del dg Tito Corsi avrebbero nuovamente contattato Arnaldo Moriconi offrendo subito una cifra superiore alle iniziali 100mila euro (200mila?) e poi il resto - per arrivare a quota 464mila - in rate annue da oltre 50mila euro. La nuova proposta però è condizionata al responso di una due diligence (ci risiamo...) per stabilire se effettivamente il debito, dopo la ricapitalizzazione, ammonta a una cifra inferiore a1,2 milioni. Il rischio è un avvitamento senza fine con ulteriori adempimenti da compiere entro il 31 luglio, la composizione dei gironi il 7 agosto e l’inizio della Coppa Italia il 13. Ciò che sconforta maggiormente è che in questo magma informe pure i referenti della Boreas Capital Sarl sarebbero favorevoli all’idea di assumere come allenatore Giancarlo Favarin, ben visto da una piazza dove ha vinto due campionati e abituato a lottare per la salvezza in considerazione della penalizzazione (minimo dai 6 agli 8 punti) che verrà inferta dalla Lega dopo l’uragano Grassini e i mancati pagamenti effettuati nei tempi stabiliti dalle normative. E allora: perché Moriconi a ieri sera non ha chiamato Favarin? Gioca su altri tavoli? Da Ulisse con Sturba e Biagioni e perché no lo stesso Lucchesi a Reggiani sino ai vari Galante, Torma, Ciccone e adesso anche un gruppo umbro-romano (Cozzella)? Così non si va da nessuna parte. Anzi, c’è la certezza di andare a sbattere. Se invece il presidente della Sice vuol proseguire da solo basta che lo dica. L’importante ora è ripartire. Ed è già tardi.
Stante la situazione anche se ci fosse qualche imprenditore locale di buona volontà disponibile ad allargare la base societaria e magari a prendersi il 30% delle quote (se solo avessero coinvolto Giorgio La Cava!) con quale spirito ora uscirebbe allo scoperto? La notte porta consiglio. Speriamo che il coyote Moriconi dopo aver riflettuto ponga fine a questo stillicidio. —
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