Gioco
Lucchese, oggi si decide sull’allenatore Favarin a un passo dal ritorno dopo 8 anni
Il ds potrebbe essere ancora Antonio Obbedio che deve ancora rescindere con la Viterbese di patron Camilli
LUCCA
25 ottobre 2010-24 luglio 2018. Non è la data di un epitaffio, ma di un ritorno atteso quasi otto anni. Perché oggi pomeriggio dovrebbe essere (il condizionale è d’obbligo in questi casi) il giorno di Giancarlo Favarin, 60 anni il 28 agosto, due promozioni in 24 mesi con la Lucchese (dal 2008 al 2010, dalla D alla Prima Divisione), 48 partite vinte sulle 82 vissute in panchina con 156 gol fatti contro 73 subiti. Con Erbstein, Orrico, Zavatti, Melani e Olivieri, è il mister più vincente della secolare storia della Pantera. Quel 25 ottobre, dopo due anni di trionfi e di record e nel giorno del suo debutto al Master di Coverciano, una telefonata dell’allora presidente Giuliano Giuliani interruppe l’idillio con una piazza e una tifoseria che gli aveva, corrisposta, sempre voluto bene per quel carattere schietto, deciso e sanguigno che ne hanno fatto un tecnico onesto, serio, preparato e vincente. In una parola: una persona perbene. Come lo era Giovanni Lopez, sicuramente il più bravo mister della serie C.
Giancarlo Favarin - al di là di ogni nostalgia - ci pare una mossa azzeccata. Per una serie di motivi. In primo luogo perché la passata stagione ha vissuto un’esperienza simile. Venne chiamato al capezzale del Gavorrano dopo 7 turni con la squadra maremmana ultima in classifica a quota zero sconfitta pure dal Prato, poi retrocessa direttamente. Dal suo arrivo - sconfitta interna 4-1 con l’Arzachena - il Gavorrano iniziò una rimonta incredibile arrivando a superare prima i lanieri e poi il Cuneo. Se l’Arezzo fosse stata estromessa (come era accaduto per il Modena nel girone A) dopo una serie di irregolarità finanziarie e mancati pagamenti, i maremmani non avrebbero disputato i playout e si sarebbero salvati direttamente. Invece la squadra - che a gennaio cambiò pelle grazie ai suggerimenti del mister, ormai un profondo conoscitore della categoria - subì una penalizzazione di due punti (ritardo nel pagamento degli F-24) e incappò in un paio di partite negative nel finale di stagione. Terminò terz’ultima e perse lo spareggio salvezza con il Cuneo dopo una partita incredibile allo stadio Zecchini di Grosseto con 4-5 palle gol gettate al vento. Sarebbe bastata una rete per la permanenza in categoria del Gavorrano. Un mezzo miracolo targato Favarin. Rispetto ad altri allenatori il mister di Arena Metato ha il vantaggio di conoscere la piazza e quindi di creare un feeling importante con i supporters. La Lucchese partirà con una forte penalizzazione (6-8 punti) e perdere la trebisonda dopo un paio di sconfitte sarebbe deleterio e fatale. Infine c’è un’altra considerazione legata all’ingaggio del tecnico che per Lucca è disposto a qualsiasi sacrificio economico.
In pole position resta l’ex ds Antonio Obbedio. È nella sua abitazione di Giulianova e attende una telefonata per raggiungere Viterbo e firmare la rescissione con patron Camilli che ha già scelto il suo successore: Giuseppe Magalini, ex Alessandria e Reggiana. Difficile, ma non impossibile. Ammesso e non concesso che il «Comandante», com’è stato ribattezzato l’imprenditore proprietario della ILCO (lavorazione carni ovine), sia disponibile a lasciare libero il direttore sportivo pronto a rinunciare a due anni di contratto pur di tornare nella Lucchese. Particolare non di poco conto: c’è grande stima tra diesse e allenatore. L’ideale per poter partire - in netto ritardo rispetto a tutte le altre (anche il Cuneo si è radunato) - e provare a mantenere la categoria. —
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