Attenzione
Menichini e il vice D’Urso attendono un colloquio con i dirigenti rossoneri
L’ex dg Lucchesi aveva depositato il contratto per entrambi «Non vogliamo essere un ostacolo, ma anche noi siamo vittime»
LUCCA
Nelle prossime 48-72 ore Arnaldo Moriconi assieme ai soci di «Lucchese Partecipazione» deve iniziare ad operare sul mercato per dare il via alla stagione 2018-2019. Servono idee chiare e soluzioni sicure perché il tempo è tiranno e incombe la pesante penalizzazione. Dai 6 agli 8 punti, ma potrebbero essere anche di più se non vorrà fornita una spiegazione esaustiva legata ad un’iscrizione all’ultimo tuffo quando anche Gabriele Gravina ormai aveva perso le speranze di vedere la Lucchese ancora nei professionisti.
Moriconi in questo frangente andrà avanti da solo, con l’aiuto dei soci della prima ora oppure cercherà in queste ore nuovi imprenditori? Pare che la multinazionale Boreas - tramite Fabio Bettucci - abbia fatto una nuova offerta decisamente migliore rispetto a quella precedente che dovrà essere vagliata lunedì. E all’orizzonte c’è ancora un imprenditore della Piana. E si vocifera pure di telefonate intercorse tra Arnaldo Moriconi e Stefano Ulisse (ricordate Grifone Monteverde?) legato all’ex calciatore Alessandro Sturba e ad Oberdan Biagioni (anche lui ex attaccante e già responsabile di Grifone Monteverde). Infine spunta anche l’interessamento dell’ex ds dell’Andria, Gianluca Torma, ex rossonero di fine anni Novanta. Paiono essere definitivamente tramontate tutte le altre piste: da Ciccone con Ruggeri a Cioni e Coscia con Belardelli a Ivan Reggiani. La speranza è che prevalga il buon senso e la pista che porta all’interno dei confini provinciali ci pare la più rapida e percorribile.
Parlare di Giancarlo Favarin in panchina e Antonio Obbedio dietro la scrivania (tra l’altro tra i due c’è stima reciproca) ci sembrerebbe ovvio e scontato. Perché garantirebbe continuità e sarebbe una soluzione gradita alla stragrande maggioranza del popolo rossonero. Ma con Moriconi mai dire mai. Le sorprese sono sempre dietro l’angolo. E oltretutto occorre capire se, imprenditori e cordate interessate, propongono - dopo aver cacciato i soldi s’intende - i loro tecnici e i loro direttori. Tuttavia c’è un problema da risolvere: quello legato a Leonardo Menichini e al vice Massimo D’Urso. Per entrambi l’ex dg dimissionario Fabrizio Lucchesi aveva depositato un contratto biennale di un certo peso dopo aver avuto il nullaosta da Lorenzo Grassini e dall’amministratore delegato Gianni Ferruzzi. Massimo D’Urso, contattato al telefono, attende una chiamata: «Io e il mister siamo persone serie. Ci ha portato un direttore che non è più nella Lucchese. Ne siamo consapevoli e ci mettiamo a disposizione. Tuttavia nessuno della dirigenza rossonera ci ha mai chiamato per metterci intorno a un tavolo e discutere le nostre posizioni. Noi siamo vittime e prigionieri di quanto è accaduto. Potevamo avere altri contatti, ma adesso le altre squadre hanno già preso i loro allenatori. Rischiamo di restare fermi per tutta la stagione. Dobbiamo trovare un’intesa. Ma senza dialogo tra le parti è difficile». —
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