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Il “doppio” giorno della verità tra iscrizione e proprietà

Nicola Nucci
Il “doppio” giorno della verità tra iscrizione e proprietà

Oggi la Covisoc esprimerà il suo parere alla Figc sull’ammissione alla Serie C Intanto a mezzogiorno scade l’ultimatum degli imprenditori veneti per l’acquisto

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Oggi è il giorno della verità, quello in cui la Covisoc esaminerà il ricorso presentato dalla Lucchese contro la sua esclusione dal campionato ed esprimerà un parere motivato, da inviare poi al commissario straordinario della Figc. Per la decisione sulla concessione della licenza nazionale, quindi per sapere se i rossoneri saranno riammessi o no, ci sarà però da attendere domani. Almeno a livello ufficiale (già oggi infatti, sia pure a livello ufficioso, si dovrebbero avere delle indicazioni).

In caso di riammissione la squadra rossonera partirà con un fardello pesante, tra i 6 e i 10 punti di penalizzazione. Insomma sono altre ore frenetiche e di grande attesa per i tifosi.

Intanto sul versante societario Arnaldo Moriconi sta valutando le diverse opzioni sul tavolo per la cessione del pacchetto di maggioranza, tornato nelle sue mani (anche se formalmente le quote sono detenute “pro-tempore” da Carlo Bini). E già oggi una trattativa potrebbe chiudersi, in un senso o nell’altro. La multinazionale veneta, che come anticipato dal Tirreno è la Boreas Capital, società di investimenti con sede in Lussemburgo, ha dato tempo fino a mezzogiorno di oggi per avere una risposta o una controproposta da parte di Moriconi. Una sorta di ultimatum al patron della Sice. «La scadenza alla nostra proposta è fissata per oggi a mezzogiorno – dice il mediatore Fabio Bettucci – perché i tempi sono troppo stretti e se tutto andrà per il verso giusto avremo bisogno di almeno due settimane per organizzare la stagione sportiva. Stiamo aspettando una risposta, queste persone sono abituate in questo modo, altrimenti ognuno andrà per la propria strada e Moriconi sarà libero di scegliere altre soluzioni».

L’ex ad rossonero rivela che la cordata veneta è «un gruppo solido, con prospettive importanti, ma che vuole fare i passi giusti, senza illudere i tifosi». Il gruppo che ha proposto di rilevare il 70 per cento delle quote della Lucchese, ripianando i debiti e coprendo la cifra sostenuta per la ricapitalizzazione dai soci lucchesi, è interessato a entrare nel mondo del calcio (ci ha già provato col Vicenza ma il tentativo è abortito) e a sviluppare le proprie attività in Toscana. «Ho suggerito Lucca perché è una città bellissima e con grandi potenzialità, ci ho lasciato il cuore anche se il mio lavoro non è stato apprezzato da tutti».

In caso di cessione al gruppo veneto direttore generale sarebbe Tito Corsi, ex manager di Fiorentina e Pistoiese. Un’altra pista invece porta a un imprenditore lucchese che al momento vuole stare dietro le quinte. Adesso è il momento di decidere. Ma prima c’è il verdetto della Figc. «Restiamo coi piedi per terra» dice l’amministratore Carlo Bini. Non resta che aspettare e sperare di tornare finalmente a parlare di calcio dopo le ultime ansiogene vicende. —

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