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Lucca

Presentato il ricorso a Roma e il tifo rossonero può sperare

Nicola Nucci
Presentato il ricorso a Roma e il tifo rossonero può sperare

Ricapitalizzazione fatta e arretrati pagati con un grosso sforzo di Moriconi. Grassini cede le quote a Bini, all’orizzonte un gruppo di imprenditori veneti

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LUCCA

All’ultimo giorno la Lucchese risorge. Il miracolo rossonero che sembrava impossibile è riuscito ad Arnaldo Moriconi, Carlo Bini e agli altri soci di “Lucchese Partecipazione” che lunedì 16 luglio, all’ultimo giorno, hanno messo in regola la società e consegnato nella sede Figc di Roma sei minuti prima della scadenza (fissata alle 19) il ricorso contro l’esclusione dalla Serie C decretata giovedì dalla Covisoc.

Lo ha fatto superando lo scoglio più grosso, ovvero la ricapitalizzazione e il pagamento di stipendi e contributi. Un grande sforzo economico (circa 464 mila euro) per garantire un futuro all’ultracentenaria Pantera rossonera. Tutta in una giornata dopo che Lorenzo Grassini, nella mattinata, si era deciso a cedere le sue quote a Carlo Bini, tornato alla guida pro-tempore del club, e l’ennesimo sacrificio economico del patron della Sice e di Carlo Bini, Gianluca Campani, Gianfranco Zappelli, Marco Gonzadi e Gianni Nannini.

L’operazione salvataggio, con quella scadenza delle 19 come una spada di Damocle, è iniziata alle 10.30 di lunedì 16 a S. Concordio nello studio di Matteo Benigni, commercialista del club rossonero. Come in mosaico tutti i pezzi dovevano andare al loro posto. La prima mossa è arrivata con le dimissioni del direttore generale Fabrizio Lucchesi (che aveva un contratto biennale da 120 mila euro netti a stagione) e dell’amministratore unico Gianni Ferruzzi, e il passaggio dell’80 % delle quote da Grassini al “nuovo” amministratore unico Carlo Bini, presente alla riunione con il segretario generale Marcella Ghilardi. Poi la ricapitalizzazione per oltre il 50% sostenuta da Moriconi e il resto da “Lucchese Partecipazione” (non hanno concorso invece Lucca United e Moreno Micheloni). Alle 13.38 il via ai bonifici e l’assegno circolare da 9 mila euro da allegare al ricorso. Alle 15.30, documenti alla mano, dopo averli inviati via Pec, la frenetica corsa in auto per Firenze e da lì in treno per Roma. Ore spasmodiche fino alle 18.54 quando la segretaria Ghilardi e Giuseppe Bini di Città Digitali e uomo di fiducia di Moriconi, sono arrivati in Figc ed è iniziata la verifica della documentazione.

Ora bisognerà attendere giovedì 19 per sapere se tutto sarà tutto in regola e se i rossoneri, che comunque partirebbero con una maxi penalizzazione (da 8 a 10 punti), saranno riamessi. Una missione che sembrava impossibile fino al giorno prima, anche se Moriconi in segreto portava avanti le trattative per evitare il terzo crac in dieci anni. E domenica, dopo una riunione-fiume, i soci lucchesi (Moriconi in testa) hanno deciso ancora una volta di salvare la Lucchese, come già fatto nel febbraio 2017 dopo l’uscita di scena di Andrea Bacci. Per quanto riguarda la fideiussione sarà cambiata se la Lega comunicherà di sostituirla dopo il caso Finworld a cui si sono rivolti anche altri club. 

«Abbiamo consegnato il ricorso, facendo il possibile per amore della Lucchese – ha commentato a caldo Carlo Bini – ora attendiamo giovedì sperando che sia il giorno della resurrezione». —
 

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