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A RISCHIO IL PROFESSIONISMO  

La Lucchese non paga neanche i contributi e adesso i punti di penalizzazione sono 4

Luca Tronchetti
La Lucchese non paga neanche i contributi e adesso i punti di penalizzazione sono 4

Depositati in Lega due assegni per il versamento della tassa d’iscrizione. Ore contate senza ripianamento delle perdite

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LUCCA

Se tutto va bene siamo rovinati. Citando il titolo di una commedia all’italiana del 1984 con Gigi e Andrea come protagonisti, la Lucchese di Lorenzo Grassini al primo vero esame finanziario è andata a schiantarsi contro l’iceberg dei criteri economici imposti dalla Lega di C. E dopo il mancato pagamento degli stipendi ecco che nella giornata di ieri non è stato ottemperato neanche al versamento degli F-24 (contributi previdenziali e assistenziali). Così la Lucchese partirà da -4 in classifica. Peggio aveva fatto soltanto la società guidata da Fouzi Hadj che nel giugno 2008 era riuscita nell’intento di arrivare ad una penalizzazione di 7 punti. Ma alla fine la società - travolta dai debiti (8 milioni) dell’uomo d’affari siro-armeno - non si iscrisse al campionato professionistico della C1 e ripartì dalla serie D con altra denominazione sociale. Le scuse adesso stanno a zero: la nuova dirigenza è davvero ad un bivio.



E oggi alle 5 della sera - parafrasando l’immenso Federico Garcia Lorca nel suo cordoglio funebre per l'amico torero che muore in corrida - si decide il destino dei 113 anni di storia dell’As Lucchese Libertas 1905. Il sindaco revisore Matteo Romani di fronte al notaio Maria Daniela Biserni nello studio di via San Girolamo in considerazione dei mancati pagamenti dovrà verificare l’intenzione del socio di maggioranza: l’«Aigornetto Limited» di Lorenzo Grassini e Nicoletta Cardin che detiene l’80% delle quote. C’è da azzerare e ricostituire il capitale sociale e ripianare una perdita di 463mila euro. Se dall’assemblea dei soci - non è ancora certo chi effettivamente parteciperà all’incontro in rappresentanza di «Città Digitali» (16%), «Lucchese Partecipazione» (1%), «Lucca United» (1%) e se saranno presenti i soci Moriconi e Micheloni (1%) - uscirà un nulla di fatto, il revisore contabile sarà costretto giocoforza a portare i libri in tribunale e a chiedere ai giudici la messa in liquidazione della gloriosa squadra di calcio. Se non ottemperasse a questo compito che gli impone la legge avrebbe ripercussioni a livello penale.



Una cosa è certa: la Lucchese non figurerà nell’elenco Co.Vi.So.C delle squadre iscritte al campionato di serie C 2018-2019. E nella sua casella verrà riportata la dizione «Documentazione incompleta». Il motivo? Ieri pomeriggio alle 17 il presidente Lorenzo Grassini è salito in macchina portando alla sede fiorentina della C in via Iacopo di Accetto - oltre alla documentazione sull’agibilità e il nullaosta alle manifestazioni sportive del Porta Elisa - la fideiussione ottenuta attraverso l’intermediario finanziario Finworld spa di Roma, società che, stando all’avvocato della serie C, non ha approvato o depositato il bilancio d’esercizio del 2016 (soltanto tre club in Lega Pro si sono rivolti a quella finanziaria: ci chiediamo cosa ne pensa la Co.Vi.So.C.) e due assegni circolari per un totale di 30mila necessari per l’iscrizione al campionato. La domanda sorge spontanea: ma nel comunicato della società di martedì, Grassini non assicurava che la dirigenza si impegnava a pagare sia i contributi che gli emolumenti dei tesserati? Lo slittamento, si leggeva, era dipeso da questioni bancarie indipendenti dalla volontà societaria. E ieri cos’è accaduto? Il bonifico si è bloccato di nuovo in Svizzera? Dall’Inghilterra, a causa della Brexit, non si riesce a far partire i denari? Oppure i soldi devono arrivare dagli Emirati, magari da Dubai? È davvero imbarazzante quello che sta accadendo. E non ci raccontino che le banche hanno il potere di bloccare il denaro. Possono soltanto, in caso di operazioni e trasferimenti di capitali sospetti, fare una segnalazione alla Banca d’Italia che a sua volta mette in azione l’antiriciclaggio. —

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