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Lucca

Grassini a sorpresa: «La Lucchese non è in vendita»

Grassini a sorpresa: «La Lucchese non è in vendita»

Il presidente smentisce voci provenienti da Siena su una fantomatica ipotesi di cessione del club

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LUCCA. La notizia arriva alla fine della conferenza stampa. «La Lucchese non è in vendita. Noi vogliamo restare e vincere: tra qualche anno si vedrà». Excusatio non petita, accusatio manifesta la locuzione latina (letteralmente «chi si scusa si accusa») calza a pennello con quanto pronunciato dal presidente Lorenzo Grassini proprio al termine dell’incontro con il nuovo allenatore della Lucchese. Anche perché, nessuno degli addetti ai lavori, aveva messo in dubbio che Grassini volesse emulare Thohir (Inter) o Ponte (Siena). Vale a dire acquistare una società di calcio, aumentarne il valore e rivenderla nel giro di poco tempo. È questa l’intenzione del self made man di Colle Val d’Elsa? Lui spiega il motivo che l’ha portato a fare l’inattesa dichiarazione: «Non mi riferivo a cose dette a mezza bocca in città , ma a quanto mi è stato detto da un caro amico a Siena. Lui aveva saputo che c’erano delle chiacchiere, da parte di esponenti della tifoseria senese, che io dopo averla acquistata avevo già rivenduto la Lucchese. Niente di più falso. Se ho preso questo club storico e prestigioso e mi sono affidato a una persona competente come poche altre come Fabrizio Lucchesi è perché voglio fare calcio, almeno per qualche anno, e ci tengo a far bene e possibilmente a vincere. Sgombro quindi il campo da qualsiasi illazione». Niente da eccepire, per carità. Ma, a nostro modesto avviso, il presidente poteva evitare di dare peso alle parole in libertà di un tifoso della Robur, forse seccato dal fatto che un uomo d’affari senese invece di acquistare la squadra cittadina si era rivolto altrove. Ma si sa, nemo propheta in patria (tradotto: nessuno è profeta nella sua patria). Con la solita simpatia Grassini - accompagnato dalla bella moglie Nicoletta Cardin, dal fedele amministratore unico Gianni Ferruzzi, in giacca per l’occasione, e dall’imprenditore romano Stefano Ulisse - aveva iniziato l’incontro con i giornalisti presentando il nuovo tecnico: «Menichini non lo conoscevo. L’ho incontrato assieme a mia moglie e sin dal primo impatto ho avuto a pelle un’ottima impressione. Una persona squisita che continua a darmi dei lei con un rispetto difficile da riscontrare oggi. Mi ha ringraziato e si è detto orgoglioso e lusingato di guidare la Lucchese, lui che è stato alla Roma, al Bologna e in altri club titolati». Sul ritiro al complesso sportivo-residenziale de Il Ciocco è decisamente entusiasta: «C’ero stato una ventina d’anni fa e già era una bella struttura. L’ho trovata migliorata in tutto e per tutto». Sul capitolo amichevoli c’è ancora molto da lavorare. La palla passa a Lucchesi: «Per fare amichevoli con grandi squadre abbiamo due limiti e un vantaggio: i limiti sono la capienza dello stadio e le condizioni del campo. La capienza è ridotta per una squadra di A e il manto erboso andrà rimesso in sesto. Il vantaggio è il luogo del ritiro: possiamo scendere e tornare su la sera stessa». Un’ultima osservazione: le telecamere di Dì Lucca erano spente. E del socio di minoranza Arnaldo Moriconi nessuna traccia.

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