Il dolore
L’Aquila Sant’Anna rinuncia alla Seconda
Dopo 40 anni il club bianconero non si iscrive nei campionati dilettantistici e resterà come club di settore giovanile
LUCCA. Desta un po’ di sorpresa per un pezzo di storia del pallone dilettantistico che cessa l’attività e tanto dispiacere per le motivazioni esposte, segno dei tempi dove sempre meno giovani si appassionano al pallone dei dilettanti e sempre meno sono i volontari al seguito delle associazioni, tra cui anche quelle impegnate nel calcio e, più in generale, nello sport minore. Con un comunicato stampa l’Aquila S. Anna ufficializza la rinuncia a prendere parte al campionato di seconda categoria, tagliando la propria prima squadra e diventando di fatto un club di solo settore giovanile.
Se il problema dello scarso seguito e della mancanza di risorse umane è un problema generale nel mondo del volontariato, questo lo è in maniera ancora più accentuata per l’Aquila S. Anna, società che non rappresenta un paese, tradizionalmente più unito attorno ai propri colori sportivi, ma un quartiere popolare con tutte le problematiche di una moderna periferia.
Questo il comunicato del club bianconero. «L’Asd Aquila S. Anna comunica ufficialmente la scelta di rinunciare a disputare il campionato di Seconda categoria per la stagione 2018-2019, trasformando la società da dilettantistica a società di puro settore giovanile. Due le motivazioni che hanno indotto la dirigenza a tale dolorosa scelta dopo 40 anni di attività sportiva, di cui venti giocati dalla prima squadra nelle categorie regionali di Prima e Seconda categoria. Innanzitutto, pende sulla società ancora l’esito di quanto riportato sul CU 59 del Comitato Regionale Toscano del 3 maggio 2018 che fa riferimento all’aggressione al direttore della gara Aquila S. Anna – Calci. I fatti avvennero fuori dall’impianto di via del Tiro a Segno da parte di persone totalmente estranee alla società, ovviamente coinvolta a mero titolo di responsabilità oggettiva in ambito sportivo e nonostante il giudice sportivo abbia riconosciuto la “fattiva collaborazione” dei dirigenti, la società ha comunque subìto danni economici ai quali, oltre alla multa, va sommata l’incognita della cifra da sborsare per eventuali danni subiti dall’arbitro. Dispendio economico che potrebbe comportare ingenti esborsi non ancora quantificabili, che consigliano maggiore prudenza sulle spese da sostenere. Il secondo motivo inerente la rinuncia all’allestimento della prima squadra è da riscontrare nella scarsa partecipazione del quartiere nel seguire la sua più antica squadra: difficile, se non impossibile, trovare dirigenti, volontari che decidono di seguire e contribuire a tramandare la tradizione del calcio dilettantistico a S. Anna. Già nella stagione corrente, dirigenti e tecnici disponibili al seguito erano ridotti ai minimi termini e vani sono stati fino ad ora i tentativi di coinvolgimento. La speranza è che già dalla stagione 2019 – 2020 la società riesca a trovare tra i “santannesi” le risorse umane necessarie per seguire con passione l’allestimento della propria squadra dilettantistica. Restano ovviamente invariate le attività del settore giovanile che, oltre a voler crescere nuove leve da lanciare nel pallone dilettantistico, intende mantenere e promuovere fattivamente i valori umani e sportivi che hanno da sempre contraddistinto l’Asd Aquila S. Anna».
Un addio al calcio dilettantistico che, probabilmente, non sarà l’unico tra le formazioni di Prima, Seconda e Terza categoria in Lucchesia e nella Versilia.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
