Proteste
Moriconi cede la Lucchese a zero euro
Grassini pronto ad accollarsi i debiti pregressi e la fidejussione. E nelle prossime 48 ore il dg Lucchesi sarà operativo
LUCCA. Quarantotto ore per decidere il futuro della Lucchese. Un ultimatum rivolto al sor Arnaldo: prendere o lasciare. Il self made man di Colle Val d’Elsa attraverso il suo legale Duccio Bari ha formulato la proposta irrevocabile d’acquisto che scade nella giornata di domani (mercoledì per chi legge). Una proposta che si riassume in poche parole: Lorenzo Grassini prende la Lucchese accollandosi i debiti - nel frattempo pare lievitati a 700mila euro (ma senza un perito super partes che un giorno qualcuno nominerà non lo sapremo mai con certezza) - e garantendo la fidejussione necessaria per l’iscrizione (350mila euro). Ma delle originarie 600mila euro pattuite come prezzo di vendita dal patron della Sice Telecomunicazioni non verserà neanche un euro.
SCENARI
A questo punto tre le possibilità dell’imprenditore lucchese. Cedere senza pretendere niente in cambio a Grassini e Lucchesi, portare le chiavi al sindaco Alessandro Tambellini e investendo così l’amministrazione comunale della patata bollente oppure rifiutare la proposta e proseguire (da solo, assieme a Pietro Belardelli o assieme ad altri imprenditori non locali che nel frattempo starebbero per affacciarsi all’orizzonte). La notte porta consiglio. Arnaldo Moriconi dovrà valutare e ponderare bene tutte le ipotesi sapendo quali saranno i pro e i contro della sua decisione. Se dovesse decidere di accettare la «resa incondizionata» proposta dalla «Aigornetto Limited» (ci domandiamo perché, visto il ritardo di tre mesi sulla conclusione della trattativa, l’interesse non si sposta su altri blasonati club come la Pro Vercelli, il Novara o la Pro Piacenza, tutte società in vendita) sarebbe evidente a quasi tutti che la situazione debitoria presentata dall’entourage di Grassini è quella reale. Una cosa è certa. Se il sor Arnaldo, d’accordo con i suoi cari, decidesse di vendere non cederebbe solo l’80%, ma l’intero pacchetto: il 97%. C’è poi la questione legata alla fideiussione e l’amministratore unico Carlo Bini sulla questione non transige: «Se il club passa di mano io, ma credo anche gli altri soci di “Lucchese Partecipazione” , vogliamo garanzie. È bene che si sappia che la fideiussione da 350mila euro per la stagione 2017-2018 è valida sino al 30 settembre perché considera anche gli stipendi di giugno che si pagano ad agosto. Quindi Arnaldo Moriconi o Grassini e Lucchesi o chi per loro devono un momento dopo aver nominato il nuovo amministratore unico o Cda che dir si voglia surrogare la fideiussione e liberarci da qualsiasi vincolo intestandosela completamente. Se non accadrà ci rivolgeremo seduta stante a i nostri legali per tutelarci in tutte le sedi opportune: civili e penali». Se invece Moriconi decidesse di rifiutare l’ultimatum alle 150mila euro di crediti in lega ne aggiungerebbe altrettante per pagare stipendi e contributi dei giocatori e - se nel frattempo l’hombre vertical non ha già firmato per l’Alessandria o per il Teramo - richiamerebbe Giovanni Lopez dando mandato al diesse Antonio Obbedio di operare sul mercato. Obiettivo: investimento di una punta che vada in doppia cifra, 5-6 giocatori del territorio (province di Lucca, Pisa, Pistoia, Massa, Livorno e Firenze) e tanti giovani di talento da valorizzare per un campionato tranquillo con vista sui playoff. In attesa di qualche imprenditore di buona volontà. Meditate gente meditate
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
