Sicurezza
Lucchese, il nodo è la fideiussione
La farà l’acquirente oppure il venditore? Domani la nuova proposta di Grassini: closing o addio al club
LUCCA. Entro 48 ore la commedia avrà un suo epilogo. Anche se, dubitiamo, che la telenovela si chiuda nella giornata di domani. In cauda venenum (il veleno è nella coda) dicevano i latini. E la locuzione calza a pennello per la storia di questa estenuante trattativa che riguarda la cessione (tentata o riuscita) della Lucchese. Perché chiunque soccomba avrà nel suo arco frecce da scagliare al vincitore: in questa disputa solo un perito super partes potrebbe aiutare a capire dove sta la verità. Ammesso che alberghi da una sola parte.
L’ORIGINE
Da un lato abbiamo una visura camerale in mano ai vertici della serie C che indica come socio all’80% la «Aigornetto Limited» (con capitale versato nella Lucchese di ottomila euro) che risulta in Camera di Commercio proprietaria della maggioranza delle quote. Dall’altro c’è il vecchio patron, il sor Arnaldo Moriconi, che attraverso la controllata «Città Digitali srl» ha ceduto l’80% delle quote senza ricevere il prezzo pattuito. In mezzo ci sono i conteggi affidati inizialmente alla «due diligence» dei professionisti di acquirente e venditore e che, una volta effettuato il passaggio notarile allo studio Mandarini di Siena, al momento dell’invio del bonifico sarebbero risultati completamente sballati. Il dg in pectore Fabrizio Lucchesi passa interi pomeriggi a spulciare le carte assieme alla segretaria sportiva Marcella Ghilardi e trova una serie di anomalie. Tanto che il debito - originariamente indicato a 945mila euro - sale vertiginosamente. Un po’ come lo spread. Il proprietario della Sice Telecomunicazioni lì per lì non si scompone e deposita dal notaio senese un’altra polizza fideiussoria a copertura per un importo di 200mila euro. Nel frattempo però i debiti aumentano ancora. E poi ancora. Vengono fuori fatture di anni precedenti che avrebbero dovuto essere annullate con versamento in conto capitale e forniture non contabilizzate di gestioni precedenti, legate all’era Bacci e addirittura alla stagione 2011-2012. Si parla pure della mancata corresponsione dei premi ad obiettivo dei giocatori (gol, presenze) e della squadra (salvezza, playoff) anche se è normale che questi impegni economici vengono contabilizzati al raggiungimento dell’obiettivo. Si arriva quindi alla nuova proposta irrevocabile d’acquisto che domani a mezzogiorno via pec Grassini invierà a Moriconi. Il redde rationem che segnerà il closing oppure l’addio.
STIPENDI E CONTRIBUTI
Vogliamo ricordare, per i distratti, che entro il 26 giugno dovranno essere pagati stipendi e contributi (circa 300mila euro, ci sono 140mila euro di crediti in Lega) mentre il 30 giugno è la data ultima fissata per l’iscrizione al campionato, con relativo versamento della fideiussione da 350mila euro. Già, la fideiussione: il nodo più spinoso. I soci di «Lucchese Partecipazione» pretendono, e hanno ragione perché i soldi e soprattutto le eventuali conseguenze civili e penali ricadranno anche su di loro, che i futuri acquirenti abbiano una loro fideiussione pronta a sostituire la vecchia dei soci lucchesi. Perché sarebbe singolare che la minoranza garantisse per la maggioranza. Stante la normativa, la sostituzione della fideiussione avviene soltanto 30 giorni dopo il perfezionamento dell’acquisto del club. E se questo avviene lunedì la fideiussione sarà sostituita il 4 luglio. Quindi sia i pagamenti degli stipendi, sia la polizza fideiussoria dovrà essere rilasciata da Arnaldo Moriconi e i soci lucchesi.
IL BONIFICO
Alla fine della storia crediamo che tutto ruoti attorno al famoso bonifico. Se i soldi, pochi o tanti con lo sconto o senza sconto, non arrivano, il sor Arnaldo si tiene il giocattolo. A quel punto o iscrive la squadra e diventa lui stesso amministratore unico o lascia la patata bollente al sindaco. Attenzione. Un conto è il fallimento un conto è la non iscrizione. E Moriconi non ha alcuna intenzione di trovarsi in tribunale con istanze di fallimento e ipotesi crac dietro l’angolo.
LOPEZ E OBBEDIO
Se il club vuol confermare l’hombre vertical e il direttore sportivo deve fare presto. Lopez è stato contattato dal ds dell’Alessandria, Massimo Cerri, tramite la Sampdoria. Obbedio invece è nel mirino del Fano.
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