Gioco
Una partita fra uomini e donne per dire “no” alla violenza
LUCCA. Finisce 3-1 la sfida calcistica mista uomini-donne a Marlia contro la violenza sul genere femminile, ma a vincere è la solidarietà. L’incontro è terminato con la vittoria dei bianchi contro i...
LUCCA. Finisce 3-1 la sfida calcistica mista uomini-donne a Marlia contro la violenza sul genere femminile, ma a vincere è la solidarietà.
L’incontro è terminato con la vittoria dei bianchi contro i rossoneri, ma per una volta non contano davvero marcatori e formazioni.
Allo stadio di Marlia, nonostante la concorrenza della finale della Champion’s League, tante persone hanno voluto partecipare per dare la propria testimonianza contro la violenza in generale e quella sulle donne in particolare.
L’iniziativa organizzata dalla Folgor Marlia e patrocinata dal comune di Capannori, dall’associazione «Basta violenza sulle donne» e dall’associazione Luna Onlus Centro Antiviolenza, è stata l’occasione per ribadire un netto no a questa pericolosa deriva della nostra società, proprio nel giorno in cui si è consumato l’ennesimo delitto che ha visto un ragazzo di venticinquenne uccidere barbaramente la sua ex fidanzata di trenta nella zona di Pisa.
La partita, ha visto giocare insieme uomini e donne, della Folgor Marlia del tecnico Luca Barsocchi e appunto le rossonere di Maurizio Corti, che hanno cercato di equilibrare le formazioni. La partita anche dal punto di vista tecnico è stata molto gradevole.
Prima della gara Gianluca Landi, presidente della Folgor Marlia e tra i più grandi sostenitori dell’iniziativa, l’assessore comunale allo sport Serena Frediani e la presidente dell’associazione Luna, Anna Della Schiava, hanno ricordato questi temi partendo dal Decalogo contro la violenza alle donne realizzato dal laboratorio di genere dell’Isi di Barga che ha vinto un premio alla rassegna letteraria nazionale «Essere Donna Oggi».
Unico neo, sottolineato dal presidente dell’Acf Lucchese Marco Chiocchetti, l’assenza di rappresentanti dell’altra società lucchese di calcio femminile: la Lucchese Libertas.
«Si è persa un’occasione per dare una bella immagine complessiva del movimento calcistico femminile. - sostiene il presidente Chiocchetti - Chi non è venuto, nonostante fosse stato contattato, qualunque siano le sue motivazioni, non ha reso un servizio al calcio femminile e soprattutto non ha portato la sua adesione a un tema così importante, che dovrebbe essere scontata e per il quale dovrebbe esserci la massima sensibilità».
Iniziative come quelle di sabato sera sono da ripetere con il coinvolgimento della federazione nazionale di calcio femminile. Perché occorre inculcare alle giovani generazioni la cultura del rispetto e dell’educazione merce sempre più rara ai nostri giorni.
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