Italia
Lucchese, l’ultimatum scade domattina
Un altro pomeriggio di estenuante trattativa allo stadio tra Fabrizio Lucchesi e Arnaldo Moriconi. Ma le parti sono lontane
LUCCA. Un altro pomeriggio di full immersion con i numeri del bilancio. Dare, avere, attività, passività. Il dubbio sorge spontaneo: ma la società oggetto di compravendita è il Milan o la Lucchese? D’accordo che i colori sono gli stessi (rosso e nero), ma i bilanci sono agli antipodi. Forse però c’è un punto in comune tra i due antichi club: l’opacità di chi è subentrato o vuol subentrare. La Fifa adesso ha chiesto al Milan - che rischia l’Europa League - numi sulla proprietà e sul piano economico-finanziario. Ci chiediamo se la serie C (ex Lega Pro) voglia fare altrettanto per non trovarsi in futuro a spiacevoli sorprese. Comunque anche la giornata di ieri è trascorsa invano. Da una parte il venditore (Arnaldo Moriconi con Città Digitali srl), dall’altra il compratore (assente Lorenzo Grassini e la Aigornetto Limited, a rappresentarlo c’era il fido Fabrizio Lucchesi). Oltre cinque ore chiusi in una stanza. A ragionar di conti e non di calcio. Materia in cui il direttore generale è decisamente il più ferrato di tutti.
BONIFICI E SCONTI
Ribadito che il bonifico elvetico ancora non si è visto dal summit di ieri sono emerse un paio di novità. Da una parte il sor Arnaldo che ha ipotizzato, in virtù di presunte nuove sopravvenienze passive contestate da Lucchesi, una nuova polizza fideiussoria di ulteriori 100 mila euro (e fanno 300 in totale). Dall’altra l’emissario di Grassini sarebbe più propenso a chiedere una diminuzione sul prezzo d’acquisto (600mila euro) in proporzione ai debiti emersi durante le verifiche incrociate. In sostanza da 600mila euro a 350-300mila euro. Occorre sottolineare però come, nonostante la grande diversità di vedute, acquirente e venditore stanno condividendo insieme questo momento di fondamentale importanza della trattativa.
DENTRO O FUORI
Bene però esser chiari. Se entro domani sera non sarà trovata la quadra il destino di Lorenzo Grassini e la sua «Aigornetto Limited» è segnato. Addio Lucchese senza rancore.E il club torna nelle mani del patron della Sice Telecomunicazioni. O, per dirla come Corrado Orrico l’Omone di Volpara, «con il quale o per il quale rimane tutto tale e quale».
I TIFOSI
Ci chiediamo visto quanto sta accadendo da tre mesi a questa parte quale sia oggi l’opinione dei tifosi. Specie dei club storici. Sino al 6 maggio scorso erano dalla parte di Grassini. E ora?
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