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Dell’Osso continua a vincere con la squadra dei migranti

Dell’Osso continua a vincere con la squadra dei migranti

LUCCA. Hanno superato il mar Mediterrano sui barconi per scampare alla fame e alle guerre che attanagliano l’Africa Sub Sahariana, ora si scoprono componenti di una squadra di calcio imbattibile...

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LUCCA. Hanno superato il mar Mediterrano sui barconi per scampare alla fame e alle guerre che attanagliano l’Africa Sub Sahariana, ora si scoprono componenti di una squadra di calcio imbattibile temuta certamente in tutta Treviso. Appena un anno fa Il Tirreno aveva esaltato le prestazioni e le vittorie della formazione amatoriale trevigiana del Nova Facility, formata interamente da calciatori migranti con domicilio nella ex Caserma Serena.

A guidare il gruppo di calciatori provenienti da Niger, Gambia e altre nazioni limitrofe c’è ancora Enrico Dell’Osso, conosciuto nel mondo del calcio giovanile e dilettante per essere stato calciatore (Aquila S. Anna) e soprattutto apprezzato tecnico di Tau Calcio, Marlia, Pontedelgiglio S. Alessio e del vivaio della Lucchese. Con Dell’Osso alla guida, la Nova Facility ha vinto nell’aprile 2017 il campionato di serie C del CSAIN Treviso; a dodici mesi di distanza ecco un altro salto di categoria con il passaggio in A. «Anche io sono emigrante – dice il tecnico analizzando la sua esperienza – perché mi trovo a lavorare in Veneto dopo aver perso il lavoro a Lucca. Qui adesso lavoro nella cooperativa di servizi che, tra le altre, segue anche i profughi della ex Caserma Serena. Nelle ore serali, trovo enorme soddisfazione ad allenare questo gruppo di ragazzi. Fare tutto questo a Treviso, città dove l’integrazione è cosa culturalmente difficile, accresce ancora di più il valore di quanto creato dal nostro presidente Gianlorenzo Marinese e del mio collaboratore Jarno Girardi. Dopo una fase di scetticismo, la nostra iniziativa ha avuto consensi ed in tutta la provincia siamo bene accolti».

Il piacere di mister Dell’Osso è tanto anche se non mancano le difficoltà; per esempio, la comunicazione è una vera e propria intesa e tra anglofoni e francofoni non sempre è facile intendersi e comprendere i dettagli. Ci sono poi i problemi logistici. La squadra non sempre ha avuto il campo a disposizione per potersi allenare e riscaldamento, potenziamento muscolare, tattiche e partitelle Dell’Osso le organizzava nei parcheggi di periferia a due passi dalla ex Caserma. L’intenzione della Nova Facility non è certo quella di fermarsi: Dell’Osso proverà a ripetersi anche nella massima serie provinciale, tra calciatori che arrivano e quelli che lasciano (trasferiti in altre strutture o con un lavoro in tasca in diverse città) e tra le difficoltà logistiche e di linguaggio con i propri calciatori. Tra questi, i fedelissimi sono il difensore Colè e il capitano Monday. L’operato di Dell’Osso è sotto osservazione da tanti addetti ai lavori: non mancano dirigenti di squadre dilettantistiche e semiprofessionistiche interessati ai profughi.

Michele Citarella

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di Redazione web