Gioco
Lopez recrimina: «Ci sono mancati i 2 punti con la Pistoiese»
LUCCA. È nella sua abitazione romana e farà ritorno in città domani mattina per dirigere l’allenamento. Non sa ancora se sarà la sua ultima apparizione nel ventre del Porta Elisa. E non vuol pensarci....
LUCCA. È nella sua abitazione romana e farà ritorno in città domani mattina per dirigere l’allenamento. Non sa ancora se sarà la sua ultima apparizione nel ventre del Porta Elisa. E non vuol pensarci. In cuor suo ci spera. Perché dal marzo 2017 ad oggi (senza prendere in considerazione l’ottima stagione 2015-2016 quando venne esonerato per colpe altrui) con i mezzi a sua disposizione ha conquistato una volta i playoff arrivando, nella stagione più difficile (quella conclusasi sabato scorso) ad un passo dalla post season. Ma il merito nel calcio - specie in certe categoria - conta meno di zero. E quando arriva una nuova proprietà si porta gli uomini di fiducia e di riferimento. «Mi auguro soltanto che mi chiamino per parlarmi. Non sono un pivellino e so come vanno certe cose. Dico soltanto che mi piacerebbe guidare una formazione competitiva. Con questo però voglio rimarcare ancora una volta il mio orgoglio per aver guidato una squadra formata da ragazzi di altissimo valore morale. Sono dieci stagioni che faccio l’allenatore e posso dire senza ombra di smentita che non ho mai trovato uno spogliatoio formato da ragazzi dotati di etica e umanità come quelli che hanno indossato la casacca rossonera. E ai tifosi, che ringrazio per il loro apporto, voglio dire ancora una volta che noi abbiamo lasciato il professionismo a Lucca. A parte tre giocatori gli altri erano tutti a scadenza di contratto. E nelle condizioni in cui abbiamo dovuto convivere per buona parte della stagione altri avrebbero tirato i remi in barca. Loro invece si sono comportati da uomini veri. In certi casi ho dovuto fare lo psicologo e le veci della società (ricordate il dopo partita con il Pontedera al Mannucci, ndr) comportandomi da duro con loro sapendo però di avere a che fare con ragazzi intelligenti che capivano la situazione ed erano pronti a seguirmi nonostante rimproveri e incazzature di fronte a microfoni e taccuini. Per questo li ringrazio e lo farò sempre per la grande disponibilità e l’attitudine al lavoro che non è mai mancata».
Il rammarico. Certo, l’hombre vertical, un rammarico ce l’ha. Quello di aver subito alcuni torti arbitrali che alla fine hanno pesato non tanto sulla salvezza conquistata con pieno merito sul campo, quando sull’accesso ai playoff: «Sono ancora arrabbiato per il recupero concesso nella partita con la Pistoiese che ci è costato due punti. Guarda caso quelli che servivano per conquistare la post season che, in virtù degli obiettivi della vigilia, era come vincere il campionato. Bissare la fantastica impresa della passata stagione era un sogno che potevamo concretizzare se questa società avesse avuto maggior peso. Pensate al rigore subito contro il Livorno e ad altre situazioni assai dubbie con la bilancia a pendere sempre dalla parte degli avversari. Ma ormai è andata. Resta comunque la consapevolezza di aver fatto un buon lavoro. Pensate ad Arrigoni che con noi si è rilanciato diventando tra i migliori nel suo ruolo in categoria e ai giovani come Baroni, Damiani e Albertoni che hanno giocato con continuità acquisendo quella personalità necessaria per poter arrivare in categorie superiori. Cosa accadrà adesso? Ci vediamo martedì..». Tutto il resto è noia.(l.t.)
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