Il Tirreno

Lucca

MACCOPPI: «Non Siamo unA Squadra in Gita Premio»

di Luca Tronchetti

LUCCA. Torna al Porta Elisa ventidue anni e undici mesi dopo quella «chiacchierata» partita dell’11 giugno 1995 (rigore non concesso ai biancorossi per fallo di Vignini su Pippo Inzaghi) quando la...

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LUCCA. Torna al Porta Elisa ventidue anni e undici mesi dopo quella «chiacchierata» partita dell’11 giugno 1995 (rigore non concesso ai biancorossi per fallo di Vignini su Pippo Inzaghi) quando la Lucchese superando 1-0 il Piacenza, già promosso in A da diverse gare, si aggiudicò una sofferta salvezza in serie B. Stefano Maccoppi, classe 1962, corazziere d’area di rigore, forse un po’ lento, ma insuperabile sulle palle alte, torna a Lucca non più in veste di calciatore, ma come allenatore di una Pro Piacenza che ha già raggiunto la salvezza matematica per il quarto anno consecutivo. Nel 1995 per la Lucchese che militava in B l’obiettivo era salvezza. Oggi l’obiettivo sono i playoff. «Una cosa è certa: non saremo l’agnello sacrificale. Scendiamo in campo per giocare la nostra partita senza fare sconti. Se poi la Lucchese dell’amico Lopez sarà più brava le faremo i complimenti. Ma noi non veniamo a fare una passeggiata». Maccoppi con il suo vice Settimio Lucci (gran coppia di difensori in serie A negli anni Novanta) è arrivato nella seconda squadra di Piacenza da tre settimane dopo un filotto di risultati negativi che aveva portato all’esonero dell’ex tecnico rossonero, Fulvio Pea: «Vivo a Piacenza da più di 20 anni ero libero dopo l’ultima esperienza in Romania ed è venuto a cercarmi il presidente Alberto Burzoni, un imprenditore di successo e una persona squisita che mantiene in categoria la seconda squadra di Piacenza che non ha pubblico e non ha incassi. Non potevo dirgli di no. Ci ha chiesto la salvezza e dopo la sconfitta nel derby maturata non per demerito, ma per colpa di episodi favorevoli al Piacenza, la squadra ha vinto 4-1 con l’Arzachena conquistando la certezza della permanenza in C». Contro la Lucchese non ci sarà l’elemento più temuto: Danilo Alessandro, bomber dei rossoneri emiliani e capace di segnare spesso e volentieri alla vecchia Pantera (chi, tra i tifosi, non ricorda la doppietta dell’allora biondo attaccante nel primo tempo di Lucchese–Pro Piacenza, il 6 gennaio 2015?). «Sia lui che il leader del centrocampo Aspas saranno in panchina perché reduci da infortuni. - sottolinea - Alessandro ha segnato anche all’andata su rigore, ma non voglio rischiarlo. Se ce ne sarà bisogno entrerà a partita iniziata». Maccoppi è un globetrotter della panchina: «Ho allenato per un mese anche in Africa (una squadra del Congo, il Tp Mazembe). Laggiù è tutto molto pittoresco: ci sono talenti naturali, ma zero organizzazione. In prevalenza sono stato in Svizzera: Bellinzona, La Chaux-de-Fonds, Locarno, Yverdon, Sion e nel settore giovanile del Neuchatel (ricordate lo stadio visitato dal gruppo Valore e ritenuto il modello da seguire per Lucca?). Ecco lì invece c’è una programmazione pazzesca. Settori giovanili molto curati dove vanno avanti le eccellenze e non chi porta i soldi, livello tecnico all’avanguardia, stadi bellissimi e funzionali. Si capisce perché gli elvetici sono all’ottavo posto nel classifica mondiale delle nazionali di calcio. Abbiamo solo da imparare».

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