Il Tirreno

Lucca

Il nuovo corso di Grassini & Lucchesi

di Nicola Nucci
Il nuovo corso di Grassini & Lucchesi

Emozionato il neoproprietario, ambizioso il futuro direttore sportivo: «Ci mettiamo all’opera per qualcosa di importante»

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LUCCA. Lucchese, un nuovo corso. Dopo l'era Bacci e la gestione dei soci lucchesi tocca a Lorenzo Grassini provare a rinverdire i fasti del passato. Il neopatron, 45 anni di Colle Val d'Elsa, Ceo della Nilor con sede a Londra e con interessi in Africa nell’estrazione di oro e metalli, però non si sbilancia troppo: niente proclami e un po’ di emozione per la sua prima conferenza stampa dopo la firma che ha sancito il passaggio dell'80% del pacchetto azionario della società dalle mani di Città Digitali all'imprenditore senese. Parla però di «obiettivi ambiziosi in linea con la tradizione e la storia della Lucchese».

Grassini, in giacca e camicia scura, è accompagnato anche dalla moglie Nicoletta Cardin, in completo floreale, che insieme al marito detiene il 50% della società Aigornetto Limited, di fatto proprietaria della Lucchese. Ci sono anche il figlio del patron, il romano Stefano Ulisse (entrerà nel CdA, probabilmente anche vicepresidente) e Gianni Ferrucci, prossimo amministratore delegato del club.

I retroscena. Una trattativa che ha rischiato di saltare tra clausole e colpi di scena. Grassini conferma, ma getta acqua sul fuoco. «È stata una trattativa normale, in realtà entrambe le parti avevano interesse a tutelarsi: noi chiedendo garanzie sulla fidejussione alla Lega di C, Moriconi sui possibili debiti futuri».

Glissa però sul reale prezzo pattuito per il passaggio di mano della Lucchese. «Abbiamo deciso di non dare informazioni vista l’esposizione mediatica dei giorni scorsi, ma siamo nei margini dell’accordo iniziale (700mila euro per l’acquisto dell’80% delle quote, ndr) e la partita si è conclusa senza appello».

Programmi e scadenze. Poche parole sul programma economico-sportivo. «Tra qualche giorno sarà definitivo, certamente sarà ambizioso, con le coperture necessarie». Tra una decima di giorni, forse prima (Grassini è via per lavoro la prossima settimana) sarà convocata l’assemblea dei soci visto che la società è senza un amministratore delegato in carica dopo le dimissioni di Carlo Bini (se non per l’ordinaria amministrazione) e l’organigramma societario è da ridefinire. A breve si definirà anche il possibile ingresso del giornalista e speaker radiofonico Federico Vespa (figlio di Bruno) con il 2%. La nuova società chiederà un confronto con l’amministrazione comunale e il sindaco Alessandro Tambellini (dopo una visita di cortesia) per discutere delle strutture sportive (stadio e Acquedotto). Rinviato, a quanto pare, l’obbligo di adeguare l’impianto di illuminazione.

Il diggì rossonero. Fabrizio Lucchesi sarà molto di più di un direttore generale. «Sarò il punto di riferimento per l’intera struttura societaria. Il tempo di sbrigare la parte burocratica e prenderò possesso della sede. Siamo ambiziosi, ci mettiamo all’opera per costruire qualcosa di importante con la consapevolezza che è meglio fare un passo avanti rispetto a due passi indietro». Da capire il futuro del diesse Antonio Obbedio (sotto contratto) e del tecnico Giovanni Lopez. «In questo momento non cambia nulla, appena finirà la stagione, augurandoci di andare ai playoff (un premio alla squadra in caso di playoff confermato da Grassini), faremo un progetto di programma e sviluppo, che per ora abbiamo definito sotto l’aspetto finanziario. Quanto allo stadio sappiamo che ci sono lavori da fare, ma vorremmo farli con una società di supporto per non gravare sul budget sportivo. Abbiamo parlato con il sindaco di Lucca e ci è sembrato molto collaborativo».

In sala stampa una trentina di tifosi che hanno subito “abbracciato” il nuovo corso targato Grassini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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