Il Tirreno

Lucca

Lucchese, ora il closing rischia di saltare

di Luca Tronchetti
Lucchese, ora il closing rischia di saltare

Le parti erano a conoscenza del contratto da una ventina di giorni, ma tra richiesta e offerta ballano duecentomila euro

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LUCCA. Potrebbe calare il sipario sulla cessione della maggioranza delle quote dell’As Lucchese Libertas 1905 a Lorenzo Grassini e al dg Fabrizio Lucchesi. A 72 ore dall’appuntamento dal notaio Alfredo Mandarini di Siena (giovedì 26 alle 17), l’accordo rischia come minimo di slittare o, probabilmente, di saltare. Il motivo? Legato al versamento di 700mila euro - stabilito nel contratto originario, da 20 giorni a conoscenza degli avvocati delle parti (Marco Antonio Gambardella, che lo ha redatto, per Moriconi; Duccio Bari di Siena, che lo ha ricevuto, per Grassini) - che adesso gli acquirenti contestano. O meglio: non accettano la clausola per cui «la parte venditrice non resta responsabile per ogni eventuale sopravvenienza passiva, anche di natura non sportiva, a titolo esemplificativo e non esaustivo derivante dai diritti che possono vantare le società dilettantistiche o professionistiche in merito ai cosiddetti piani di preparazione, indennità di formazione, ecc». E lì la trattativa si arena come una balena spiaggiata. Eppure nella bozza di contratto era scritto chiaramente che le parti «avevano determinato il prezzo di cessione sulla base della situazione patrimoniale al 28 febbraio 2018 e avevano tenuto conto, nella determinazione del prezzo, dell’alea rappresentata da eventuali future sopravvenienze attive e passive» e che «la parte acquirente dichiarava di accettare senza riserve le variazioni patrimoniali avvenute tra la data del 28 febbraio 2018 e la data odierna e che esse non determinano una revisione del prezzo».

BALLANO DUECENTOMILA EURO

Morale della favola? Ballano duecentomila euro. Che non sono bruscolini. Non più 700, ma 500mila euro. E c’è poi la questione di fondamentale importanza, pena la non iscrizione al prossimo campionato, della fidejussione bancaria. Trecentocinquantamila euro della vecchia polizza - sottoscritta da Moriconi, Bini, Gonzadi, Campani e Micheloni - già depositata per l’iscrizione al campionato in corso da sostituire con una nuova polizza del medesimo importo da depositare nella Lega di serie C dalla parte acquirente per l’iscrizione al torneo 2018-2019. Il tutto per un totale di 700mila euro. E con 4 dei 5 soci di «Lucchese Partecipazioni» che, legittimamente, chiedono contestualmente al passaggio dell’80% delle quote alla «Aigornetto Limited» (capitale sociale a ieri sera di 100 sterline) assegni circolari da incassare a copertura della vecchia polizza fideiussoria. Siamo allo stallo. E se la situazione resta quella, giovedì è inutile che le parti si trovino dal notaio.

LA BOZZA DEL CONTRATTO

Nella bozza del contratto che Città Digitali rende pubblico affinché la tifoseria possa valutare e giudicare è scritto quanto segue: «L’unica dipendente amministrativa dell’As Lucchese Libertas è la signora Marcella Ghilardi, gli altri dipendenti sono giocatori, allenatori, collaboratori di vario genere solo in ambito sportivo. I contenziosi sportivi in corso sono esclusivamente con gli ex collaboratori Bertacchini, Indragoli (causa vinta dall’ex responsabile del vivaio che dovrà ricevere circa 20mila euro) mentre quelli di natura civilistica sono quelli relazionati dall’avvocato Luca Cantini. L’inventario dei mezzi, attrezzature e macchinari di proprietà della Lucchese è quello della data del 30 giugno 2017. Il legale rappresentante della società acquirente, entro e non oltre 30 giorni dalla data del contratto, si obbliga a depositare presso la Lega Pro una nuova polizza fidejussoria di 350mila euro o dell’importo richiesto dalla Lega Pro in sostituzione di quella già depositata dalla Lucchese per l’iscrizione al campionato 2017-18. Nell’ipotesi di mancato deposito della nuova polizza nei termini indicati, il contratto di cessione di quote sarà automaticamente risolto per grave inadempimento di parte acquirente. In tal caso sarà dovuta alla parte venditrice una penale di 350mila euro».

IL MONITO DI FACCHETTI

«Vendesi antica società di calcio rispondente al nome di Lucchese Libertas, astenersi perditempo» il cartello che Gianfelice Facchetti nell’ottobre 2017 - in occasione del crac e dell’esclusione del Modena mostrò alla Domenica Sportiva parlando della crisi della C - è un monito che vale più di mille parole. Un richiamo forte ai valori autentici del calcio, una voce fuori dal coro. Negli ultimi 10 anni il club rossonero è fallito due volte: nel 2008 con la gestione dell’incantatore siro-armeno Fouzi Hadj e nel 2011 con la Valore spa dell’architetto Valentini. Adesso per il futuro della Lucchese diventa fondamentale non commettere gli errori del passato.

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