Il Tirreno

Lucca

Lucchese beffata fuori tempo massimo da una cinica Pistoiese

di Luca Tronchetti
Lucchese beffata fuori tempo massimo da una cinica Pistoiese

Gli orange pareggiano 20 secondi dopo la fine della partita Sfuma la vittoria al Porta Elisa che manca da 4 mesi e mezzo   

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LUCCA. In cauda venenum, il veleno nella coda. Sono trascorsi venti secondi dal quinto e ultimo minuto di recupero e l’arbitro - il signor Carella di Bari che sino a quel momento aveva diretto in modo egregio - si dimentica di avere il fischietto e soprattutto di doverlo usare. Morale? Il veterano Nardini - che paradossalmente aveva aiutato la Lucchese a trovare la sede del ritiro a Fiumalbo - scodella al centro il cross della disperazione e trova la testa ricciuta di Luperini che stacca più in alto di Espeche e infila nell’angolo alla sua destra l’incolpevole Albertoni, tra i migliori assieme al motorino Damiani. Stavolta la giacchetta nera serra tra le labbra il fischio e soffia.....la fine della partita. Il derby si conclude in parità e tra le polemiche. Per carità, la Pistoiese non ruba nulla. Perché sotto l’aspetto del gioco e della pressione sono gli orange a fare per larghi tratti la partita. Ma resta la grande amarezza per quella vittoria sfuggita di mano per l’ennesima volta e che avrebbe consentito di festeggiare la matematica salvezza con 4 turni d’anticipo e permesso ai ragazzi di Lopez di tirar fuori le ultime residue energie per cercare di agguantare un posto nei playoff. Adesso la Lucchese e il suo grande allenatore dovranno essere più forti della malasorte e credere ancora nell’impresa impossibile della post season. Perché ci sono ancora da giocare tre spareggi tra le mure amiche: sabato con l’Arzachena, il 21 aprile con l’Olbia e il 4 maggio con la Pro Piacenza. La forza del gruppo è stata capace di sopperire alle lacune tecniche, il carattere indomito e le qualità morali dei singoli potrebbero davvero fare la differenza nei tre scontri diretti interni e regalare un sogno al popolo rossonero che anche ieri sera ha incitato e applaudito prima, durante e dopo la fine della partita.

GOL IN APERTURA

C’eravamo illusi un po’ tutti dopo il gol lampo di Buratto, alla prima rete in maglia rossonera, la «paratona» di Albertoni su punizione di Zappa e poi, nella ripresa, quando la pressione degli orange saliva di tono costringendo i rossoneri ad una difesa quasi passiva quel cartellino rosso sventolato giustamente sotto gli occhi del centrale lucchese in maglia arancione Terigi per un inutile fallo senza palla e a centrocampo sul neo entrato Bortolussi. In dieci contro undici Lopez avrebbe sicuramente vinto la partita con una rosa più ampia e assortita. Ma davanti senza il desaparecidos Del Sante e soprattutto senza Shekiladze - che non rivedremo più a meno di non riuscire ad accedere agli spareggi promozione - tenere palla con il solo caracollante Fanucchi diventava un problema. Così la decisione di serrare i ranghi e difendersi affidando gli strappi e le ripartenze a Tavanti, Damiani e il solito Fanucchi. Fatali i 5’ minuti di recupero con la splendida deviazione in tuffo dell’attento Albertoni sulla conclusione dal limite del redivivo Surraco che, con il senno di poi, sembra rappresentare l’oscuro presagio di quello che avverrà pochi istanti dopo.

SQUADRA STANCA

Nella prima frazione con Parker a fare il guastatore grazie alle sue intuizioni e ai suoi centimetri (è lui a rubar palla ai pasticcioni centrali ospiti Mulas e Terigi per l’inserimento centrale e vincente di Buratto) e Damiani a dettare i tempi e a spezzare il ritmo con la giusta determinazione agonistica la Lucchese pare non soffrire più di tanto la pressione della Pistoiese che spinge senza continuità ed è decisamente poco concreta sotto porta. Gli arancioni sfiorano il pari solo su punizione protestando per un contatto in area tra Bertoncini e Ferrari. L’infortunio di Vrioni e l’ingresso di Surraco tra gli ospiti non sposta gli equilibri. Nella ripresa la Lucchese cede progressivamente metri e campo e anche con l’uomo in più finisce per abbassarsi troppo pur tenendo a distanza dalla porta gli uomini-gol in maglia arancione. Quando la festa sta per iniziare arriva l’ingiusta doccia gelata.

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