Attenzione
Martinelli parte benissimo con l’auto appena allestita
Il pilota di Barga, impegnato nel Trofeo Suzuki e nel campionato nazionale R1 chiude ai primi posti nonostante la vettura assemblata solo alla vigilia
BARGA. Le ruote sono ferme e i motori sono spenti, ma a giorni di distanza dal rally del Ciocco l’adrenalina è ancora alta, anche in vista delle prossime avventure di cui la gara lucchese ha rappresentato il prologo.
Sui percorsi della Garfagnana il pilota barghigiano Stefano Martinelli ha iniziato la sua nuova avventura nel Campionato italiano rally portando al debutto la nuova Suzuki Swift 1.0 Boosterjet RS, equipaggiata con il motore tre cilindri turbo, seguita dalla Gliese Engineering Motorsport.
Affiancato da Sara Baldacci, Martinelli ha catalizzato su di sé l’attenzione, anche perché l’esemplare affidatogli era stato finito di assemblare nell’immediata vigilia della gara. In pratica la strada l’ha vista per la prima volta in occasione dello “Shakedown” del venerdì mattina. Insomma, tante incognite. Ma lo stesso il portacolori della Gr Motorsport ha saputo condurre la vettura secondo posto del Trofeo Suzuki e al quarto nella classifica tricolore R1. Il valore della prima uscita stagionale al Ciocco è alto, essendosi dovuto confrontare contro vetture da corsa mentre la sua aveva soltanto la centralina “racing” e un assetto fisso.
Ma lo stesso Martinelli era riuscito a portarsi al comando della classifica del Trofeo (e al secondo in quella tricolore), per poi dover cedere il passo nella prova speciale di chiusura perché rallentato, durante gli ultimi sette chilometri dell’impegno corsi “con il buio”, per un contatto elettrico che ha limitato il funzionamento dei fari supplementari. Podio tricolore dunque mancato per un soffio, ma resta la certezza di essere già competitivi, anche in vista del “Sanremo”, fra tre settimane.
«Non nascondo – è il commento di Martinelli – che alla partenza ero un poco in apprensione. Era tutto nuovo, la vettura “stradale” temevo non reggesse una gara lunga e dura come quella del Ciocco. Invece ho scoperto una Swift soprattutto robusta e particolarmente “cattiva”. Si deve tener conto che abbiamo corso con una vettura di serie e che un rally come questo è pieno di sollecitazioni di ogni tipo. Questa prima gara è servita come test e alla fine il successo c’è sfuggito d’un soffio contro vetture che sanno tutti da tempo quanto siano competitive ed affidabili. Perciò credo che siamo partiti da una buona base, c’è solo da migliorare. Il 2018, sarà duro, ma ci sarà davvero da divertirsi».
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