Il Tirreno

Lucca

Il bunker rossonero frena le ambizioni della corazzata grigia

di Luca Tronchetti
Il bunker rossonero frena le ambizioni della corazzata grigia

La fitta ragnatela ideata da Lopez assicura il pari a reti bianche  e impedisce all’Alessandria di rendersi pericoloso in attacco

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L’Alessandria poteva giocare sino all’alba e inserire anche altri tre attaccanti oltre ai tre entrati nella ripresa, ma il risultato non sarebbe cambiato. Perché la disposizione tattica della Lucchese e l’applicazione maniacale e perfetta dei suoi interpreti avrebbe impedito qualsiasi tentativo di andare in porta ai padroni di casa. Alla fine infatti il portiere rossonero ha dovuto impegnarsi davvero su una conclusione da fuori del centrocampista grigio Nicco, deviata in corner. Al resto ci ha pensato la retroguardia guidata da un Bertoncini sempre più padrone dell’area di rigore e il centrocampo dove il bimbo Damiani ha disegnato semplici ed efficaci geometrie tenendo uniti i reparti senza mai gettar via un pallone. Davanti poi standing ovation al solito generoso e indomito Fanucchi che, a dispetto dell’età e degli acciacchi, continua a fornire un altissimo rendimento e sopratutto guida con mano ferma e sicura i compagni tenendo alto il baricentro e aiutando, alla bisogna, anche in fase difensiva. L’impiego da finto attaccante del centopolmoni Arrigoni, ormai collaudato nel ruolo in precedenti trasferte finite male a causa di errori da parte dei singoli, è stato decisamente geniale: utile nella fase di non possesso, indispensabile in occasione delle poche ripartenze. Lo 0-0 finale al Moccagatta è la logica conseguenza di quanto si è visto sul rettangolo verde. L’Orso grigio che attacca, ma che non trovando il bandolo della matassa inizia ad innervosirsi e a perdere i punti di riferimento offensivi (Marconi e Gonzales inviati alla trasmissione «Chi l’ha visto?»).

CERCASI PUNTA

La domanda e il conseguente rimpianto sorgono spontanei. Ma in un campionato così mediocre con le formazioni di testa che hanno scelto di giocare a «ciapa no» (Livorno e Robur Siena ancora sconfitte, la prima all’Ardenza con il Monza, la seconda al Mannucci con il Pontedera ormai matematicamente salvo e con 900mila euro in cassa per valorizzazioni e minutaggio) dove sarebbe oggi la Lucchese se avesse un attaccante in grado di andare in doppia cifra? È il rammarico più grande in una stagione che potrebbe anche non andare in archivio il 5 maggio. Perché l’undicesimo posto - utile per conquistare la post season in virtù della finale di Coppa Italia tra l’Alessandria e la Viterbese che libera di conseguenza un posto nella griglia degli spareggi - è ancora a portata di mano. A patto però che il 3 aprile al Porta Elisa la formazione di Lopez riesca a superare la Pistoiese, la principale candidata a conquistare l’ultimo posto utile per evitare le vacanze anticipate. Il dilemma però è sempre lo stesso: gli orange schierano Ferrari (piace alla Virtus Entella), i rossoneri, privi di Shekiladze (Del Sante ormai non lo consideriamo neanche più) devono affidarsi agli infanti Bortolussi e Parker o più semplicemente sperare in una nuova magia di Houdini-Fanucchi.

EMOZIONI CON IL CONTAGOCCE

Senza mezza squadra fermare una corazzata come l’Alessandria - che vale 6-7 volte la Lucchese come monte stipendi - poteva sembrare un’eresia. Invece Nolé e compagni sin dal primo minuto hanno mostrato una migliore organizzazione di gioco. Dell’Amico, l’ultimo arrivato, schierato sull’out sinistra ha limitato al massimo un giocatore di valore come Gonzales e il giropalla dei mediani ha impedito ai piemontesi di prendere in mano il pallino del gioco e farsi pericolosi dalle parti di Albertoni. Tanti cross, diversi angoli, ma alla fine i grigi sono parsi irretiti e non ci hanno capito più nulla. Nella ripresa, nonostante l’inserimento di Fischnaller, Chinellato, Rossini e Gatto, tutti elementi dall’alto potenziale offensivo, soltanto negli ultimi dieci minuti si è assistito ad un pressing dei padroni di casa. Un forcing confuso con tentativi da fuori o da calcio d’angolo quasi sempre del tutto velleitari. Alla fine gli applausi sono per i 30 tifosi giunti da Lucca per incitare i propri beniamini.

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