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Lopez: «Sono orgoglioso dei miei ragazzi»

Lopez: «Sono orgoglioso dei miei ragazzi»

L’allenatore sottolinea la prova di tutta la squadra complimentandosi con Dell’Amico e Parker. Ora il derby con il Prato

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LUCCA. È felice Giovanni Lopez. Ha rivisto la sua Lucchese capace di gettare il cuore oltre l’ostacolo e di disputare una grandissima prestazione al cospetto di una delle grandi del campionato. Lo aveva detto alla vigilia del match dopo l’immeritata sconfitta contro la Carrarese più frutto di un’ingenuità di Tavanti che aveva ridotto per un tempo la squadra in dieci uomini. Ed è stato ancora una volta di parola. D’altronde ormai sono mesi e mesi che Lopez e Obbedio devono remare da soli in balia delle onde attraverso voci di cessioni, ipotesi di acquisto, personaggi che entrano e che escono in una sorta di caravanserraglio che non serve a nessuno e tantomeno alla Lucchese. È esausto, ma raggiante quando fa il suo ingresso in sala stampa. E le prime parole, al miele, sono per i suoi giocatori: «Sono stati gli attori principali di una grandissima partita, contro una squadra molto forte. E vi dico che alla fine ai punti avremmo vinto noi di gran lunga. Abbiamo scoperto che Parker è un buon giocatore e io sinceramente non ho nulla da dire tranne fare i complimenti a questa squadra. Abbiamo dimostrato di saper giocare a calcio. Stavolta, poi, tra infortunati squalificati e nazionali eravamo con l'organico ridottissimo, siamo scesi in campo rimaneggiati, ma nella stanchezza abbiamo fatto bene. Dell'Amico ha disputato una buona partita e può far meglio, sempre che la condizione fisica lo supporti. Speriamo di recuperare Cecchini per sabato, ma intanto torneranno Tavanti e Baroni. Contro i laziali con l'uscita di Dell'Amico ho dovuto mettere Russo quinto di centrocampo, giusto per ribadire quanto eravamo rimaneggiati. Stiamo spremendo alcuni giocatori e oggi però sono riusciti ad andare anche oltre perché sono saltati addosso ai nostri avversari e questo è lo spirito che ci ha contraddistinto anche a Carrara, nonostante lì ci sia andata male».

Una parola su Samuele Damiani: «Il bimbo sta giocando molto bene e sta migliorando, ma può fare ancora di più. Ad esempio nel gestire le situazioni di gioco o far girare la palla nei tempi giusti. Però lo abbiamo preso che sembrava dovesse giocare due o tre partite e invece è quasi sempre titolare, quindi significa che è migliorato e sta crescendo».

La Viterbese? «Abbiamo preso gol in una situazione in cui loro sono bravi, l'uno contro uno, sono di categoria superiore. Per me è una delle squadre più solide del campionato, un attacco con Jefferson che è il più forte della categoria e Calderini uno che salta l'uomo, forse se oggi Sottili lo avesse fatto riposare avremmo vinto noi». Adesso il pensiero è rivolto alla sfida con al Mannucci con il Prato. Una vittoria metterebbe quasi una pietra tombale sul capitolo salvezza.

Arriva anche Marco Albertoni, che racconta l'episodio della deviazione sul calcio di punizione di Vandeputte: «Ho toccato il pallone e sono stato anche un po' fortunato perché poi mi è ricaduto sulla testa prima di uscire. Avremmo meritato qualcosa di più, visto il numero di occasioni. Peccato perché i nostri avversari alla prima azione costruita sono riusciti a segnare. La trasferta a Pontedera con il Prato sarà per noi fondamentale: cercheremo di arrivare all'appuntamento con la determinazione giusta per portare a casa i tre punti».

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