Il Tirreno

Lucca

Londra e l’Africa il core business di mister Grassini

di Luca Tronchetti e Nicola Nucci
Londra e l’Africa il core business di mister Grassini

Entro il 13 aprile dovrà versare 1,2 milioni  «Lucca è la piazza ideale per fare calcio»

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LUCCA. La parata va in onda poco dopo mezzogiorno e venti. Lorenzo Grassini, 45 anni, originario di Colle Val d’Elsa, un passato di agente immobiliare e un presente a Londra come consulente aziendale con forti interessi in Tanzania, fa il suo ingresso in sala stampa accompagnato dal direttore generale Fabrizio Lucchesi. Completo scuro, camicia celeste, sorridente, affabile, disponibile, Grassini si presenta a cronisti e tifosi prima ancora di essere il proprietario della Lucchese e alla vigilia di un derby assai delicato per la formazione rossonera. La domanda sorge spontanea: ma non sarebbe stato meglio organizzare la conferenza dopo Pasqua con le parti, attraverso i loro professionisti, già vicine o meglio ancora già con l’accordo definito e con la firma del contratto il passaggio dell’80% delle quote da Città Digitali alla società londinese «Aigornetto Limited» con capitale versato di 100 sterline e costituita il 16 febbraio scorso per acquistare l’Arezzo (un’operazione non andata a buon fine per i cospicui debiti, oltre 2,5 milioni, del club amaranto)? . GRASSINI E IL CALCIO

Già due anni fa il Ceo (amministratore delegato) della Nilor PLC con sede a Londra - detentore di una concessione in Tanzania derivante dall’investimento di macchinari brevettati per la lavorazione dell’oro, del mercurio e di altri materiali di pregio - e amministratore della Nilor Asset & Property Management Limited - costituita il 21 settembre 2017 e che vede come azionista di maggioranza la Aica Logistics e Technical Supplies con sede nelle Isole Mauritius - era interessato all’acquisto di squadre di calcio. Ma non in Italia: in Romania. Nel giugno 2016 avrebbe voluto comprare il Brasov, società alle prese con problemi economici. Come consulente c’era Claudio Sperduti Rampini, 66 anni, imprenditore di Tavarnelle, titolare della Clagi-Coplass, con sede nella zona industriale di Sambuca Val di Pesa, azienda che produce arredi da interno per i treni e che collabora con importanti realtà europee, fra le quali anche l'Ansaldo Breda. Ma l’aereo biposto che pilotava si schiantò al suolo e Sperduti Rampini morì assieme a una commercialista romena di 55 anni. L’affare così saltò. Allora Grassini prova ad acquisire il Cluji, club romeno con apparizioni in Champion’s League. Ma, a suo dire, i costi altissimi dell’operazione lo fanno desistere. «Finalmente - dice l’uomo della finanza - ho trovato la società giusta. C'è una proposta irrevocabile d’acquisto che obbliga entrambi e che ha permesso di iniziare una due diligence completa della società. Ma sono ottimista: non ci dovrebbero essere problemi. L’esborso è di un 1,5 milioni per arrivare a giugno, circa 800mila euro di debiti per l’acquisizione dell’80% delle quote da parte di Città Digitali. Ma Moriconi lascia una società dove una buona parte dei debiti sono dilazionati. Federico Vespa? L’ho conosciuto ad una cena conviviale. A lui interessa il settore comunicazione. Magari all’interno della Lucchese o nella televisione di Moriconi. Prenderà una percentuale tra il 3 e il 5%». La domanda sorge spontanea: il patron della Sice Telecomunicazioni sarà disponibile ad una dilazione di pagamento o vorrà al momento delle firme sul contratto del passaggio delle quote l’intero importo: ovvero 1,2 milioni tra vecchi debiti e valutazione del club?

SVILUPPO SOCIETARIO

«A Lucca vogliamo portare virtuosità economica. - prosegue Grassini - Moriconi resterà col 17%, il 3% suddiviso tra Lucca United, Lucchese Partecipazioni e Moreno Micheloni. Inutile nasconderlo: l’obiettivo è riportare la Lucchese in serie B. È la categoria che merita questa splendida città ed un club con una grande storia. Intanto abbiamo i soldi per arrivare in fondo al campionato. Per l’anno prossimo faremo un investimento adeguato a cercare di arrivare il più vicino possibile al salto di categoria. Come si fa a produrre reddito con il calcio? Bisogna guardare al modello inglese iniziando a sfruttare subito il Porta Elisa. Abbiamo incontrato l’amministrazione, il sindaco è stato disponibile e felice. Mi ha palesato le questioni e mi ha chiesto di venirci incontro». Entro il 13 aprile il closing e le firme. Altrimenti salta tutto. O per dirla come Corrado Orrico, tecnico filosofo e mito rossonero, «con il quale o per il quale rimane tutto tale e quale».

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