Il Tirreno

Lucca

Settimana decisiva per conoscere il futuro rossonero

di Luca Tronchetti
Settimana decisiva per conoscere il futuro rossonero

Si allontana l’accordo con il tandem Grassini-Lucchesi Moriconi va avanti da solo oppure rispunta Berardelli  

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LUCCA. «Adelante, Pedro, con juicio». La frase che Antonio Ferrer, il gran cancelliere spagnolo a Milano dei «Promessi Sposi», pronuncia al cocchiere Pedro affinché la carrozza si muova dopo aver calmato con parole suadenti la folla in subbuglio ben si addice all’attuale situazione in cui versa la Lucchese. E Ferrer somiglia al ritratto psicologico del plenipotenziario rossonero Arnaldo Moriconi. Difficile, se non impossibile, capire le sue mosse. Se sino a una settimana fa sembrava ormai in dirittura d’arrivo il passaggio dell’80% delle quote da Città Digitali - presieduta dal fido collaboratore Giacomo Bini - alla finanziaria londinese «Aigornetto limited» detenuta al 100% dai coniugi Lorenzo Grassini e Nicoletta Cardin con la benedizione e supervisione del direttore generale Fabrizio Lucchesi che giovedì si aggirava nel ventre del Porta Elisa a ieri pomeriggio il passaggio non sembrava più così sicuro. Anzi, il rischio che possa saltare tutto è più di un’ipotesi priva di fondamento. A conti fatti l’operazione è di quelle da far tremare i polsi. Perché Moriconi valuta la Lucchese 800mila euro quando le società di serie C hanno un valore decisamente inferiore. A quella valutazione occorre aggiungere la gestione ordinaria dal momento dell’ingresso sino al termine della stagione compreso il pagamento del 16 marzo di stipendi e contributi. E, fatti due conti, servono altri 5-600mila euro. Non solo. Nel contratto sarebbero previste delle clausole pro venditore: la garanzia della conferma a oltre 40mila euro lordi annui di un componente lo staff, quello per almeno due stagioni di ottenere il main sponsor (Dì Lucca) sulla maglia e quella di restare nel consiglio d’amministrazione. E per l’acquirente non finisce lì. Perché, se vuol costruire una squadra competitiva che punta a vincere, dopo aver sborsato poco meno di 1,5 milioni dovrà tra luglio e agosto rimettere mano al portafogli e spendere 2-3 milioni. Il tutto avrebbe rallentato la trattativa con la «limited» inglese pronta a versare subito la caparra di 80mila euro, ma meno disposta a pagare entro 20-30 giorni le 720mila euro senza la due diligence.

PISTE VECCHIE E NUOVE

Moriconi, che non è affatto uno sprovveduto, sarebbe stato avvicinato da altri personaggi del mondo del calcio. Meno di un mese fa Tito Corsi, uno dei più esperti direttori generali italiani, avrebbe indicato un imprenditore del settore alimentare (salumi) amante del calcio e già presidente di una società di serie D (Taranto, ndr) con tre aziende impiantate a Langhirano, Lodi e Salerno. Per non parlare dei due avvocati Coscia e Cioni affiancati dall’ex calciatore Picci che hanno seguito la squadra sino a due settimane fa convinti di poter rilevare la maggioranze delle quote con o senza la presenza ingombrante di Pietro Belardelli. E fine, siamo proprio certi che il settantadueenne imprenditore romano - apparso nel luglio 2017 in compagnia di un avvocato e della sua giovane compagna per acquisire la maggioranza assoluta della Lucchese - si sia davvero ritirato in buon ordine? Intanto mantiene rapporti d’affari con Moriconi e non è da escludere che sia pronto a rilanciare. Un’ultima ipotesi: vi meravigliereste se alla fine il patron della Sice Telecomunicazioni decidesse di rimanere almeno sino al termine della stagione?

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