Lutto
Podismo e pellegrinaggi per riscoprire la natura
Ogni giorno percorre a piedi una dozzina di chilometri per andare al lavoro la farmacista che ama la Galizia e i cammini di Santiago de Compostela
LUCCA. Rinunciare all'automobile e rallentare i ritmi vivendo la città, i weekend e le lunghe vacanze muovendosi solamente a piedi. Questa la scelta di vita di Simona Bertolucci, una quarantenne residente ad Antraccoli dove per sua scelta abita da sola in compagnia di Lucky, un meticcio di taglia piccola di 14 anni che appena nato prese in adozione. Lavora come responsabile del settore dermocosmetico alla farmacia «Raffo» in viale Castracani a Porta Elisa, facendo prevalentemente il turno pomeridiano ed ogni giorno raggiunge il posto di lavoro a piedi. «È un'occasione - dice Simona - per fare sport anche andando a lavorare. Lo faccio anche in questi giorni imperversati da un freddo rigido. Poi io adoro l'inverno e quindi la bassa temperatura non mi fa paura. Tutti i giorni percorro una dozzina di chilometri, perchè oltre alla distanza che separa Antraccoli da Porta Elisa, prima di entrare al lavoro faccio un giro di mura. Parto da casa alle 14 ed entro in farmacia alle 15,45». Simona pratica il podismo fin da bambina. Le trasmise la passione suo padre Marco, podista che era iscritto ai Marciatori Marliesi, scomparso nel 2015 per ischemia celebrale all'età di 63 anni. «La mia voglia di vivere ed il mio generale buon umore - ricorda Simona - furono per la prima volta intaccati da questa tragedia. Ero molto attaccata a lui e la sua morte mi creò confusione e l'angoscia mi consumava l'anima. A quel punto vinsi le sofferenze dedicandomi ancora di più alla corsa che mi aiutava a stare bene ed a scoprire posti meravigliosi dedicandomi alle mezze maratone. Ne ho disputate una quindicina e mi unisco al Gruppo podistico “Le Mele Marce”, partecipando ogni fine settimana alle gare in programma. Mi alleno salendo da Marlia verso Matraia perchè in salita è più dura e si acquista resistenza».
Ed i risultati si vedono? «Non corro per il risultato, ma soltanto perché il podismo mi fa stare bene. La preparazione prima di una gara la svolgo soltanto per offrire il meglio di me stessa e risentire meno della fatica. Poi a volte mi sono trovata la medaglia al collo facendo la "Zeronovecento"da Ponte a Moriano alle Pizzorne o alla "Casacolor Run" di Montecatini oppure dopo diverse vittorie di categoria sulla distanza dei 10 chilometri. Ma non corro, ripeto, per la medaglia. Dopo la morte di mio padre ho ritrovato il mio tradizionale buon umore perché cammino e corro molto e ricevo nuove energie che mi aiutano a connettermi con la natura ed a rilassarmi la mente».
LA SCOPERTA DELLA GALIZIA
La scoperta della natura ha raggiunto per lei l'apice di gradimento in Galizia.
«Si, una regione meravigliosa. Da tre anni dedico le mie ferie ai Cammini di Santiago di Compostela, una esperienza che consiglio di provare a tutti i podisti. Sono diversi i cammini organizzati in Galizia per raggiungere Santiago, una comunità autonoma della regione nel Nord Ovest della Spagna. È suggestivo correre nelle meravigliose campagne e colline di questa regione montuosa con percorsi tracciati sui boschi e nelle campagne dove ogni tanto si scorge un paesino di vecchie tradizioni. Sono camminate che ebbero origine nel Medioevo e tornati ad essere percorsi nell'ultimo trentennio da appassionati provenienti da diverse nazionalità. Più che un cammino questo è un pellegrinaggio. Mi munisco del mio zaino mettendolo a tracolla ed arrivata a Santiago vado a dormire in un Monastero oppure in un Ostello».
Quali sono i percorsi degli ultimi anni ed ha raggiunto la partenza con amici? «No.Preferisco andare da sola ed essere libera di scegliere i miei ritmi. A volte trovo qualcuno che mi resta simpatico e proseguo con lui diversi chilometri parlando e correndo. Tre anni fa mi recai alla partenza da S.Jean Pie du Port sul versante francese dei Pirenei percorrendo 780 chilometri in 35 tappe di difficoltà media fino a Santiago. Nel lungo tragitto è facile imbattersi in signore anziane che si prodigano per i partecipanti invitandoli a fare una merenda nelle proprie abitazioni, offrendo un'ospitalità che trascende ogni barriera linguistica. Cose inimmaginabili in Italia o nelle città cosmopolite, ma tradizioni che ancora reggono nei paesini di montagna in Galizia. Una signora mi ospitò a casa sua ed era felice di avermi messo a disposizione tutto ciò che aveva».Ci vogliono tanti giorni di ferie per compiere simili esperienza. «Generalmente suddivido le ferie in tre periodi dell'anno. Mi prendo due settimane in autunno, una a febbraio ed una a giugno. Quest'ultima è dedicata agli amici. Siamo un gruppo di una ventina di persone e generalmente andiamo a Formentera, un'isola che ci piace perché è ancora selvatica. La mattina presto corriamo ed alle 11 andiamo in spiaggia fino a sera gustandoci il sole che traspare nell'acqua cristallina del mare».
L'ultimo cammino a Santiago di Compostela? «Sono tornata da dieci giorni. Ho consumato la mia settimana di ferie invernali portando a termine il cammino da Ferrol, paese storico in provincia della Coruna, fino a Santiago percorrendo 132 chilometri portati a termine in 5 giorni, camminando per nove ore al giorno e dormendo nei centri di accoglienza».
Ma qual'è il cammino che le piace di più? «Sono rimasta affascinata nell'ultimo pellegrinaggio che ho fatto ad ottobre dello scorso anno nel "Il Cammino Primitivo"è così denominato. Partenza da Oviedo fino a Santiago. Trecentoventi chilometri immersi nella natura e nei boschi, in prevalenza percorsi ad oltre 800 metri di altezza , che ho portato a termine in 11 giorni. Una distanza lunga, quanto veramente faticosa per le molte salite da affrontare. Altro cammino suggestivo è quello che ho percorso da Santiago fino a Finisterre dove è collocata la pietra miliare del chilometro zero che indica la fine del mondo. Una corsa costeggiando le spiagge ed il mare della Galizia».
I VIAGGI
Tutti viaggi che Simona affronta partendo da sola in aereo da Pisa fino a Madrid per poi raggiungere le varie sedi di partenza. «Da sola sto meglio - conclude -sia nella vita privata che nei pellegrinaggi che faccio. Un partner per starmi a fianco dovrebbe adeguarsi ai miei gusti ed ai miei comportamenti perché io sto troppo bene con me stessa. In passato ho diviso la casa con un convivente, ma francamente sto meglio da sola. Odio la televisione che non guardo quasi mai e la tecnologia anche se cerco di restare aggiornata con lo smartphone di ultima generazione anche se spesso ne faccio a meno. La sera dopo cena mi rilasso leggendo libri e romanzi. Divoro le biografie della scrittrice cilena Isabel Allende legate alle esperienze di vita. Un altro autore che leggo volentieri è Randy Pausch e consiglio a tutti "L'ultima lezione"un libro che parla al cuore». Podismo e pellegrinaggi, corsa e fede immersi nella natura e all’aria aperta. Per Simona Bertolucci la vita e lo sport sono racchiusi nel medesimo cammino.
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