Il Tirreno

Lucca

Nottoli e l’Atalanta «Una palestra di vita che ti aiuta a crescere»

di Michele Citarella
Nottoli e l’Atalanta «Una palestra di vita che ti aiuta a crescere»

Il centrocampista di 18 anni punto di forza del GhiviBorgo  soddisfatto della sua prima esperienza nella A dei dilettanti

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LUCCA. Una esperienza con l’Atalanta che lo ha temprato a livello caratteriale e fatto crescere come uomo e come calciatore. Parlare con Edoardo Nottoli, appena diciottenne, è come parlare con una persona matura per affrontare scelte personali importanti e per preparare le sfide di campionato che verranno. Il mediano del GhiviBorgo spiega così il suo carattere: «Dopo due anni di Atletico Lucca e di Margine Coperta, all’età di 14 anni mi sono trasferito a Bergamo, nel vivaio dell’Atalanta. Questa esperienza mi ha portato a maturare in fretta lasciando prima di tanti miei coetanei, dormendo da solo e vivenda in una città diversa privo di amici e persone care». Adesso Edoardo Nottoli è un giovane under del GhiviBorgo, pur avendo fatto parte del vivaio dell’Atalanta: rimpianti? «Un po’ sì, anche se ho fatto il massimo. Ci sono persone che hanno giocato in serie D facendo meno sacrifici. Ho fatto parte del settore giovanile più importante d’Italia ed è stato spiacevole sapere ad un certo punto di non essere confermato. Ogni cento tesserati sono pochi quelli che continuano nello stesso vivaio, meno ancora coloro che giocheranno in prima squadra. Ma all’Atalanta e ai suoi dirigenti non posso rimproverare nulla: ho imparato tanto, avevano interesse anche ai miei studi, alla crescita umana di tutti i ragazzi. Mettevano a disposizione di ogni baby calciatore cinque istruttori/educatori. Davvero un bell’ambiente, lontano dagli stereotipi che si possano pensare. Oltretutto, rispetto ad altri giovani, ero fortunato in quanto i miei genitori avevano la possibilità di venirmi spesso a trovare».

Cosa ha fatto tornando a Lucca? «Ho ripreso contatti con gli amici di sempre. Ho prestato ulteriore attenzione allo studio e ho continuato a fare quello che mi piace: giocare a calcio, passando alla Lucchese, dove ho militato in Berretti». Vero che all’Atalanta si provano anche diverse posizioni in campo? «Sì, anche al Margine Coperta. Ho fatto la seconda punta, l’interno di centrocampo, l’ala e ancora il trequartista. Sulla trequarti mi trovo più a mio agio».

Giovane under in Serie D: può esserci il rischio per una quota di vivere una illusione di essere calciatori di Serie D salvo poi scoprire di fare la categoria solo perché giovani? «La scelta di far giocare gli under la vedo positivamente: è l’occasione per far giocare le quote che devono dimostrare di mantenere la categoria. In questo modo, gli under devono sentirsi motivati a dare il massimo».

Oltre al calcio come passa il tempo libero?«Sono single, il tempo extra calcio è dedicato interamente allo studio. Sono al quinto anno di liceo e voglio chiudere con le scuole superiori. Ho scelto la scuola pubblica: molto impegnativa e senza possibilità di saltare le lezioni».

Montecatini, Albissola e poi Rignanese. Tre gare importanti per la salvezza. Come vive le vigilie di queste sfide? «Molta serenità, con un prepartita caratterizzato da chiacchierate con compagni di squadra e musica da ascoltare. All’Atalanta ho avuto formazione anche a livello mentale che ora voglio mettere a servizio del GhiviBorgo”.

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