Sicurezza
Gesam, dentro i mali di una crisi
Tre sconfitte consecutive al PalaTagliate: manca un punto di riferimento
LUCCA . Due passi falsi a inizio stagione, in Supercoppa contro Schio e contro Broni all’Opening Day, poi la Gesam Gas ha cambiato passo in campionato fino allo spartiacque di tutto che è stato durante la partita di Venezia con la squadra che ha giocato bene per oltre 35 minuti per poi gettare letteralmente al vento la partita con evidenti problemi di gestione del ritmo di gioco.
Chi pensava che quello fosse solamente un episodio si è sbagliato di grosso perché da quel momento la squadra non è stata più la stessa. Sono affiorate insicurezze e difficoltà, affiancate da problemi fisici che si trascinano e che evidentemente non si riescono a risolvere. Tre sconfitte consecutive al PalaTagliate fanno male, ma ancora di più fa male il modo in cui la squadra perde. Con Napoli e Ragusa parziali pesanti, contro Torino dopo due overtime, prima che le piemontesi ne perdessero di 36 in casa contro Venezia.
La metamorfosi di Martina Crippa è il miglior manifesto dell’attuale momento della Gesam Gas. Il capitano non è più quel mastino insuperabile in difesa, quell’esempio di agonismo e temperamento, quella giocatrice in grado di assumersi la responsabilità di un tiro importante, anche da tre, che si conosceva fino a qualche tempo fa. Come se vivesse una crisi di fiducia. E il clima non è più sereno, i rapporti già non semplici sono diventati più complicati e anche nell’entourage c’è tensione e preoccupazione per l’andamento di una stagione iniziata con l’obbligo di difendere al meglio lo scudetto cucito con la maglia.
Uno scudetto che aveva portato più risorse da parte degli sponsor nelle casse del club e che hanno consentito di allestire un roster sicuramente di livello importante, economicamente non meno impegnativo di quello dello scorso anno. In questa situazione, l’impressione è che manchi un punto di riferimento certo, un totem cui aggrapparsi per cercare di risalire dal tunnel della crisi. Perché un finale di stagione negativo, oltre a creare ulteriore tensione, potrebbe incidere pesantemente sul futuro, con la disaffezione del pubblico e degli sponsor. E allora bisogna fare attenzione perché questo campionato del Basket Le Mura, partito fra grandi sorrisi, iniezioni di fiducia e pacche sulle spalle, rischia di diventare davvero il rovescio della medaglia di quello che il 7 maggio 2017 ha portato lo scudetto.
Alessandro Petrini
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