Il Tirreno

Lucca

Lucchese defraudata da un errore arbitrale

di Luca Tronchetti
Lucchese defraudata da un errore arbitrale

Il pari del Livorno su rigore per fallo di mano commesso fuori area

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LUCCA. Il Livorno non è solo Vantaggiato, che segna, resta in vetta da solo nella classifica cannonieri (13 reti) e colpisce pure una traversa. È pure «avvantaggiato» da un arbitro - il signor Capone di Palermo - che fischia a senso unico concedendo alla capolista un rigore che vede soltanto lui e negando il gol del vantaggio alla Lucchese per un fallo di mano di Del Sante al momento del tiro. Il derby finisce in parità, ma a deludere sono gli amaranto che, al di là di una pressione costante nella ripresa, combinano poco dalle parti di Albertoni. Merito di una formazione - quella di mister Lopez, in panchina con la febbre a 39 e che viene espulso dopo il penalty concesso agli ospiti - ben organizzata in ogni reparto che sopperisce con la corsa, il pressing, la grinta e la volontà allo strapotere tecnico della prima di classe. Che mantiene la leadership (10 i punti di vantaggio sul tandem Robur Siena-Viterbese), si conferma squadra costruita per vincere il campionato, ma che non avrebbe bisogno di regali arbitrali di per portarsi a casa almeno un punto

Ritmi bassi e infortuni. L’avvio è al piccolo trotto. La Lucchese, orfana del febbricitante Baroni, schiera dall’inizio il neo acquisto Bertoncini che marca a uomo Vantaggiato andando a pressarlo sino in bagno e rivelandosi uno dei migliori con un colpo di testa nel finale di partita che potrebbe avere miglior sorte e che viene bloccato sulla linea dal reattivo Mazzoni. Senza Fanucchi e Mingazzini e con Shekiladze a mezzo servizio (quando entra a metà della ripresa il georgiano fa vedere i sorci verdi alla non irreprensibile retroguardia labronica) i padroni di casa si affidano ai lanci lunghi per l’inedito tandem Del Sante-Bortolussi. A fare la partita sono gli amaranto con un giropalla in velocità e con il tentativo sulle corsie esterne - a sinistra con la catena Franco-Doumbia e a destra con quella Pedrelli-Valiani - di trovare i varchi per mandare in rete le bocche da fuoco. Ma il Livorno non sfonda e al di là di una conclusione da fuori di Luci accade ben poco dalle parti di Albertoni. Nel giro 25’ si fanno male due comprimari: Merlonghi da una parte, Pedrelli dall’altra. Entrano Nolè e Morelli che non sfigureranno. Ci vuole una dormita di Gasbarro per ravvivare la gara. Passaggio corto del portiere, il centrale non rilancia e perde palla con Del Sante che innesca Bortolussi in area e consente al ragazzo in maglia rossonera di segnare in diagonale a centroarea il suo secondo gol da professionista.

Il rigore che non c’è. La prima della classe, come un animale ferito, si getta in avanti cercando di far uscire la retroguardia rossonera. Ma il lavoro di sacrificio dei centrali Bertoncini, Espeche e Capuano e degli esterni Tavanti e Cecchini copre tutti gli spazi. Ci vuol un’invenzione del mediocre Capone per concedere un rigore su un cross di Franco dalla sinistra che incoccia il braccio di Arrigoni attaccato al corpo e soprattutto di 20 centimetri fuori dall’area di rigore. Le vibranti proteste servono a poco e Vantaggiato con una botta secca dagli undici metri ristabilisce la parità. Anzi nei 4’di recupero concessi generosamente dall’arbitro una sua conclusione al volo dal limite centra la traversa.

Attacco senza sbocco. Nella ripresa il Livorno prova a vincere. Ma senza quel furore agonistico necessario a piegare una squadra che non molla un centimetro. Tanto che i cross dagli esterni e le conclusioni dal limite non creano troppe apprensioni ad Espeche e compagni. Finisce in parità. Ma alla fine a recriminare è la Lucchese.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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