Il dolore
Lopez espulso e infuriato «Senza quel penalty....»
Per il tecnico rossonero è stato un arbitraggio sbilanciato in una direzione Duro l’amministratore: «Capone era prevenuto, Livorno non ha bisogno di regali»
LUCCA. C’è sconcerto tra i dirigenti arbitrali per una direzione davvero a senso unico che ha lasciato inebetito anche chi di solito ha un profilo british e non colpevolizza mai chi deve giudicare sia che indossi una toga o una giacchetta nera. Stavolta però il signor Capone da Palermo l’ha fatta grossa e l’amministratore unico Carlo Bini al triplice fischio finale è fuori di sé: «Vorrei ringraziare mister Lopez (in panchina con la febbre alta), la squadra e il pubblico per quanto hanno fatto. Ma io, come responsabile del club, mi sento offeso. Qui (riferito al direttore di gara che è siciliano) c'è gente che fa 1200 chilometri per prenderci in giro. Il Livorno non ha bisogno di certi regali. Mi dispiace che certa gente manchi di rispetto alla città e alla squadra in questo modo, visto che siamo qua a lottare per la sopravvivenza. Piove sul bagnato e siamo trattati in modo vergognoso. L'arbitro Capone è un disonesto e se mi squalificano non mi interessa, questo signore offende chi gioca in serie C e mi spiace per il presidente di Lega Gravina, ma è così: l'arbitro è venuto a Lucca prevenuto e sul rigore Arrigoni non ha fatto in tempo neanche a toccarla che lui ha fischiato il fallo. Con lo stesso metro utilizzato per assegnare il penalty contro di noi, avremmo avuto almeno tre rigori a nostro favore. Noi abbiamo subito un torto e non ci sta bene, è una vergogna».
Giovanni Lopez ha 39 di febbre e però non si sottrae al rito del dopo partita. Anche lui, ovviamente, ha da lamentarsi dell'arbitraggio: «L'episodio del rigore è stato decisivo, è la causa del pareggio. Ma un errore ci può stare, il fatto è che oltre a quello ci sono cinque o sei punizioni invertite, falli laterali assegnati contro di noi quando erano a nostro favore. Quello che mi ha fatto arrabbiare di più sul rigore e che ha causato la mia espulsione è stato che il direttore di gara ha fischiato quando ancora forse Arrigoni non aveva terminato di toccare il pallone: mano o non mano, era già pronto ad assegnare il rigore. Il Livorno è più forte di noi e non ha bisogno di questi vantaggi, senza infortuni e senza quell'episodio forse avremmo vinto noi».
Lopez - che sino all’espulsione è sempre rimasto rintanato nella sua panchina lasciando al vice Niccolai il compito di dirigere le operazioni a bordo campo - racconta il pre partita: «L'avevamo preparata bene, incluso il fatto di giocarla soprattutto nella nostra metà campo, e i ragazzi l'hanno interpretata al meglio. Forse avremmo potuto fare di più sotto il profilo del palleggio, ma va bene così: ho rivisto una squadra vera, con tutti i suoi limiti e i suoi difetti, ma una compagine che per essere sconfitta bisogna sudare: questo mi rincuora».
I cronisti gli domandano se, dopo il punto conquistato in cinque partite, la sosta può aver rigenerato la squadra: «La ssosta ha fatto bene? Diciamo che peggio del periodo precedente sarebbe stato ben difficile fare. I nuovi si sono inseriti bene in partita, ma sono abituati a fare cose un po' diverse da quelle che facciamo noi. Un esempio: Russu non è pratico della linea a cinque. Ma sono ragazzi abituati a lavorare e sono buoni giocatori».
Bertoncini è felice per l’esordio in rossonero: «Sono contento della prestazione. Ho un po’ di rammarico per il risultato. Sapevamo di trovare un avversario forte, ma avremmo meritato di altri due punti in più».
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