Il lutto
La società rossonera ha speso 6.500 euro per controllare 2.000 persone con 80 steward
Meno di duemila persone controllate da ottanta steward. Se la matematica non è un’opinione meno di 25 operatori per ogni tifoso. Il tutto spendendo 6500 euro. A questo si aggiungano i costi per tre...
Meno di duemila persone controllate da ottanta steward. Se la matematica non è un’opinione meno di 25 operatori per ogni tifoso. Il tutto spendendo 6500 euro. A questo si aggiungano i costi per tre autoambulanze, l’autobotte dei vigili del fuoco e oltre mille euro da pagare al Comune di Lucca per la sistemazione dei cartelli indicatori per il percorso del settore ospiti. L’amministratore unico Carlo Bini se la prende con una burocrazia che finisce per uccidere il calcio e soprattutto le società che non hanno finanziatori alle spalle: «La misura è colma. Mi sembra che si cerchi in tutti i modi di impedire a Lucca e alla Lucchese di continuare a fare calcio a livello professionistico. Da una parte si giocano partite sentite come il derby con il Livorno di lunedì sera in notturna in concomitanza con la Juventus e in diretta su Rai Sport dimezzando se va bene l’incasso che un club come la Lucchese sarebbe decisamente importante. Dall’altra dalla questura ci chiedono di coprire l’evento con un numero sproporzionato di steward con costi che, aggiunti a quelli fissi e ad una percentuale dell’incasso da versare agli ospiti, riducono ai minimi termini i benefici economici dell’evento». (l.t.)
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