Il dolore
Melani mette tutti d’accordo
di Luca Tronchetti
Vinse a Livorno restando imbattuto e due anni dopo riportò in C1 la Lucchese
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LUCCA. Un derby lungo oltre un secolo ricco di fascino e con i tifosi pronti a sfidarsi nelle rispettive curve con slogan, striscioni e gli immancabili sfottò, il sale delle sfide che vanno al di là della contesa sportiva. Ma Lucchese e Livorno è la storia di tanti ex giocatori, allenatori e dirigenti che hanno indossato entrambe le casacche spesso con alterne fortune. E siccome la competizione tra rossoneri e amaranto risale ad oltre cent’anni anni fa sono più di cento (per l’esattezza 113) i doppi ex che hanno militato in periodi differenti, e in qualche caso con ruoli diversi, nelle due storiche e fiere rivali. Ma sono meno di dieci gli atleti o i trainer che sono stati capaci di trionfare in entrambe le esigenti piazze. Ma uno solo è riuscito due volte nell’impresa indossando la maglia della Pantera o della Triglia: Gaetano «Tano» Salvi. È stato profeta in patria vincendo un campionato di C2 con il Livorno e una nel torneo di Eccellenza dove gli amaranto erano precipitati in seguito ad un fallimento. Ma sotto le Mura il «poeta» del gol ha avuto la sua consacrazione conquistando sia la promozione in C1 nella stagione 1985-86 sia quella in serie B nell’annata calcistica 1989-90. Se Salvi detiene il record assoluto da calciatore come allenatore l’unico ad aver bissato la vittoria nella due piazze è Renzo Melani, oggi settantaseienne. Il kaiser di Fucecchio ha vinto a Livorno (83-84) e a Lucca (85-86). Uno specialista della C2. Furbo, concreto, vincente.
I magnifici sette. Rimettendo indietro le lancette del tempo negli anni Trenta troviamo «Guidone» Dossena poderoso centrocampista che portò in A il Livorno nella stagione 1932-33 e riuscì a ripetersi con la Lucchese nell’annata 1935-36. Con lui nello stesso periodo il terzino santacrocese Ivo Pescini, un grave infortunio gli impedì la convocazione in azzurro. Sempre nel periodo ante bellico il corazziere Vinicio Simonetto «Garone» Viani vinse il campionato cadetto con la Lucchese nella stagione 1935-36 realizzando 35 reti in 34 partite mentre riportò in A il Livorno nella stagione 1939-40 conquistandosi l’affetto della piazza visto che dal 1937 al 1942 disputò 99 partite realizzando 67 reti. Per trovare altri calciatori vincenti in entrambe le piazze bisogna arrivare agli anni Sessanta quando il mediano al fosforo Piero Ribechini nella stagione 1960-61 ottenne la promozione in C con la Lucchese per poi essere ceduto al Livorno e conquistare di nuovo la B nella stagione 1963-64. Negli anni Ottanta ecco il centrocampista Fabrizio De Poli, classe 1958, a trionfare nel Livorno edizione 1983-84 e ripetersi nella Lucchese due stagioni dopo. E con lui anche il mastino della difesa Walter Casarotto: ieri seguiva gli attaccanti oggi guida i pullman. Ultimo in ordine di tempo Alberto Francesconi, la versione toscana dell’inglese Stanley Matthews che giocò sino alla veneranda età di 54 anni. Lo Sparviero si fermò 10 anni prima vincendo il campionato di Eccellenza con la Lucchese (2011-12) dopo che 20 anni prima (1991-92) aveva trionfato, sempre nella serie A regionale, con il Livorno. L’unico tecnico in 100 anni di storia a vincere sia a Livorno che a Lucca è stato Renzo Melani, capace con gli amaranto di vincere il torneo di C2 (1983-84) senza mai perdere una partita e di riportare in C1 la Lucchese (1985-86) dopo 17 anni.
Vittorie e delusioni. Nella storia dei due club c’è chi ha vinto soltanto nella Lucchese o nel Livorno risultando un flop nell’altra compagine in cui ha militato. Gli esempi? Si parte dal livornese Athos Miniati che dal 1945 al 1947 ha trascinato la Lucchese in A, ma nella sua stagione con la maglia labronica ha collezionato 17 partite e 4 gol senza brillare. Sul fronte opposto Ferrero Alberti dal 1927 al 1935 gioca 142 partite e segna 10 reti nel Livorno vincendo pure un campionato mentre nella Lucchese gioca in A nella stagione 1935-36 senza brillare e guiderà dalla panchina la squadra commissariata nel 1953-54 che precipitò in IV serie. Natale Faccenda con il Livorno vinse un campionato di B (1936-37) da allenatore, chiamato al capezzale della Lucchese a 180’ dal termine della stagione 1965-66, non riuscì a salvare i rossoneri dalla D.
I super bomber. Nella storia di Livorno e Lucchese tanti i goleador che hanno militato su entrambe le sponde. I più polari: Ugo Conti e Eupremio Tony Carruezzo. Il primo è al terzo posto della classifica marcatori di tutti i tempi della Lucchese (62 reti in 97 partite) mentre con la maglia amaranto ha disputato due stagioni collezionando 45 presenze e segnando 15 reti, ma è rimasto nella storia del club come allenatore. Chiamato 5 volte sulla panchina labronica riuscì a salvare la squadra dalla retrocessione nella stagione 1980-81 vincendo all’ultima giornata in casa per 1-0 contro i rossoneri della Nocerina. Carruezzo invece è il secondo bomber della storia della Lucchese (70 gol in 132 partite), ma nell’unica stagione con il Livorno (C1, 1999-2000) in 30 partite mise a segno 12 reti. Altri attaccanti all’ombra dei Quattro Mori o delle Mura sono negli anni Venti-Trenta Mario Del Cittadino (dal 24 al 31 nel Livorno e dal 31 al 34 nella Lucchese vincendo un campionato di Prima Divisione), negli anni Trenta-Quaranta Danilo Michelini (icona rossonera con 133 presenze e 39 reti condite da tre campionati vinti e in maglia amaranto nel 41-42 con 29 presenze e 6 reti), negli anni Cinquanta-Sessanta Lido Mazzoni (nel Livorno dal 56 al 1960 e in precedenza per due stagioni nella Lucchese in IV serie), Emilio Gratton (dal 1957 al 1961 122 presenze e 46 gol con il Livorno e nei due anni successivi in B con la Lucchese).
I magnifici sette. Rimettendo indietro le lancette del tempo negli anni Trenta troviamo «Guidone» Dossena poderoso centrocampista che portò in A il Livorno nella stagione 1932-33 e riuscì a ripetersi con la Lucchese nell’annata 1935-36. Con lui nello stesso periodo il terzino santacrocese Ivo Pescini, un grave infortunio gli impedì la convocazione in azzurro. Sempre nel periodo ante bellico il corazziere Vinicio Simonetto «Garone» Viani vinse il campionato cadetto con la Lucchese nella stagione 1935-36 realizzando 35 reti in 34 partite mentre riportò in A il Livorno nella stagione 1939-40 conquistandosi l’affetto della piazza visto che dal 1937 al 1942 disputò 99 partite realizzando 67 reti. Per trovare altri calciatori vincenti in entrambe le piazze bisogna arrivare agli anni Sessanta quando il mediano al fosforo Piero Ribechini nella stagione 1960-61 ottenne la promozione in C con la Lucchese per poi essere ceduto al Livorno e conquistare di nuovo la B nella stagione 1963-64. Negli anni Ottanta ecco il centrocampista Fabrizio De Poli, classe 1958, a trionfare nel Livorno edizione 1983-84 e ripetersi nella Lucchese due stagioni dopo. E con lui anche il mastino della difesa Walter Casarotto: ieri seguiva gli attaccanti oggi guida i pullman. Ultimo in ordine di tempo Alberto Francesconi, la versione toscana dell’inglese Stanley Matthews che giocò sino alla veneranda età di 54 anni. Lo Sparviero si fermò 10 anni prima vincendo il campionato di Eccellenza con la Lucchese (2011-12) dopo che 20 anni prima (1991-92) aveva trionfato, sempre nella serie A regionale, con il Livorno. L’unico tecnico in 100 anni di storia a vincere sia a Livorno che a Lucca è stato Renzo Melani, capace con gli amaranto di vincere il torneo di C2 (1983-84) senza mai perdere una partita e di riportare in C1 la Lucchese (1985-86) dopo 17 anni.
Vittorie e delusioni. Nella storia dei due club c’è chi ha vinto soltanto nella Lucchese o nel Livorno risultando un flop nell’altra compagine in cui ha militato. Gli esempi? Si parte dal livornese Athos Miniati che dal 1945 al 1947 ha trascinato la Lucchese in A, ma nella sua stagione con la maglia labronica ha collezionato 17 partite e 4 gol senza brillare. Sul fronte opposto Ferrero Alberti dal 1927 al 1935 gioca 142 partite e segna 10 reti nel Livorno vincendo pure un campionato mentre nella Lucchese gioca in A nella stagione 1935-36 senza brillare e guiderà dalla panchina la squadra commissariata nel 1953-54 che precipitò in IV serie. Natale Faccenda con il Livorno vinse un campionato di B (1936-37) da allenatore, chiamato al capezzale della Lucchese a 180’ dal termine della stagione 1965-66, non riuscì a salvare i rossoneri dalla D.
I super bomber. Nella storia di Livorno e Lucchese tanti i goleador che hanno militato su entrambe le sponde. I più polari: Ugo Conti e Eupremio Tony Carruezzo. Il primo è al terzo posto della classifica marcatori di tutti i tempi della Lucchese (62 reti in 97 partite) mentre con la maglia amaranto ha disputato due stagioni collezionando 45 presenze e segnando 15 reti, ma è rimasto nella storia del club come allenatore. Chiamato 5 volte sulla panchina labronica riuscì a salvare la squadra dalla retrocessione nella stagione 1980-81 vincendo all’ultima giornata in casa per 1-0 contro i rossoneri della Nocerina. Carruezzo invece è il secondo bomber della storia della Lucchese (70 gol in 132 partite), ma nell’unica stagione con il Livorno (C1, 1999-2000) in 30 partite mise a segno 12 reti. Altri attaccanti all’ombra dei Quattro Mori o delle Mura sono negli anni Venti-Trenta Mario Del Cittadino (dal 24 al 31 nel Livorno e dal 31 al 34 nella Lucchese vincendo un campionato di Prima Divisione), negli anni Trenta-Quaranta Danilo Michelini (icona rossonera con 133 presenze e 39 reti condite da tre campionati vinti e in maglia amaranto nel 41-42 con 29 presenze e 6 reti), negli anni Cinquanta-Sessanta Lido Mazzoni (nel Livorno dal 56 al 1960 e in precedenza per due stagioni nella Lucchese in IV serie), Emilio Gratton (dal 1957 al 1961 122 presenze e 46 gol con il Livorno e nei due anni successivi in B con la Lucchese).
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