Sicurezza
Un altro figlio d’arte per Amore & Vita
Arriva Jan Andrè Freuler rampollo del grande sprinter elvetico dal 1980 al 1997 con 15 tappe vinte al Giro d’Italia
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CAPANNORI. Arriva ancora dalla Svizzera l’ennesimo rinforzo in casa Amore & Vita – Prodir. Classe ’92, di Reichenburg, Jan-Andrè Freuler è un velocista atipico e versatile che sarà molto utile per le strategie tecniche del Team diretto da Francesco Frassi.
Vincitore nel 2017 di quattro corse su strada e di varie competizioni su pista – dove è considerato come uno dei talenti più forti e promettenti d’Europa – Freuler sarà molto atteso al salto di qualità nel 2018, stagione che lo vedrà impegnato sempre su due fronti ma con particolare predilezione per la strada.
Jan ha uno zio d’eccezione: Urs Freuler, grandissimo campione degli anni ’80 e ’90, velocista straordinario che ancora oggi è considerato tra i più forti sprinter di tutti i tempi. In carriera ha conquistato 71 corse, tra cui qualcosa come 15 tappe al Giro d’Italia e 3 tappe al Tour de France, e in casa Fanini viene ricordato in maniera molto speciale soprattutto per essere riusciti a batterlo con un giovanissimo Alessio Di Basco nella tappa di Marina di Massa al Giro d’Italia 1988.
Una passione, quella per la pista (e per le Sei Giorni), che Urs ha trasmesso al nipote Jan, proprio come dimostrano i suoi risultati in questa disciplina impreziositi da ben sei titoli nazionali svizzeri, conquistati in diverse specialità. Resta sottointeso che seppur i successi di maggior rilievo Jan li abbia ottenuti per adesso su pista, rimane comunque un ottimo stradista, uno sprinter con enormi margini di miglioramento, e su questo elemento il cooperatore tecnico di A&V | Prodir Roberto Marchetti (che fortemente l’ha voluto nel team), è pronto a scommettere.
Quando si è di fronte a certi confronti mastodontici è sempre difficile ma a questo proposito il team manager Cristian Fanini ha le idee molto chiare: «Mi viene in mente Axl Merckx e penso a quanto sia stato difficile per lui prendere parte ad una corsa sapendo che suo padre in passato l’aveva già vinta per minimo 4 o 5 volte – spiega Fanini – In questo caso, pur facendo le dovute proporzioni, ci troviamo in una situazione simile. Mi auguro che Jan sia ugualmente bravo nel reggere la pressione che sorgerà dall’accostamento allo zio Urs, un personaggio davvero carismatico. Tra l’altro in passato abbiamo già annoverato nelle nostre file figli, fratelli o nipoti d’arte (come il nipote di Felice Gimondi, i figli di Gastone Nencini, il figlio di Pierino Gavazzi e il fratello di Maurizio Fondriest) e tutti hanno saputo gestire la situazione. In quanto a Jan, sappiamo che non sarà suo zio, ma sono certo che potrà dare tantissimo al mondo del ciclismo. Con Bogdanovics formerà una coppia di velocisti di alto livello.
Vincitore nel 2017 di quattro corse su strada e di varie competizioni su pista – dove è considerato come uno dei talenti più forti e promettenti d’Europa – Freuler sarà molto atteso al salto di qualità nel 2018, stagione che lo vedrà impegnato sempre su due fronti ma con particolare predilezione per la strada.
Jan ha uno zio d’eccezione: Urs Freuler, grandissimo campione degli anni ’80 e ’90, velocista straordinario che ancora oggi è considerato tra i più forti sprinter di tutti i tempi. In carriera ha conquistato 71 corse, tra cui qualcosa come 15 tappe al Giro d’Italia e 3 tappe al Tour de France, e in casa Fanini viene ricordato in maniera molto speciale soprattutto per essere riusciti a batterlo con un giovanissimo Alessio Di Basco nella tappa di Marina di Massa al Giro d’Italia 1988.
Una passione, quella per la pista (e per le Sei Giorni), che Urs ha trasmesso al nipote Jan, proprio come dimostrano i suoi risultati in questa disciplina impreziositi da ben sei titoli nazionali svizzeri, conquistati in diverse specialità. Resta sottointeso che seppur i successi di maggior rilievo Jan li abbia ottenuti per adesso su pista, rimane comunque un ottimo stradista, uno sprinter con enormi margini di miglioramento, e su questo elemento il cooperatore tecnico di A&V | Prodir Roberto Marchetti (che fortemente l’ha voluto nel team), è pronto a scommettere.
Quando si è di fronte a certi confronti mastodontici è sempre difficile ma a questo proposito il team manager Cristian Fanini ha le idee molto chiare: «Mi viene in mente Axl Merckx e penso a quanto sia stato difficile per lui prendere parte ad una corsa sapendo che suo padre in passato l’aveva già vinta per minimo 4 o 5 volte – spiega Fanini – In questo caso, pur facendo le dovute proporzioni, ci troviamo in una situazione simile. Mi auguro che Jan sia ugualmente bravo nel reggere la pressione che sorgerà dall’accostamento allo zio Urs, un personaggio davvero carismatico. Tra l’altro in passato abbiamo già annoverato nelle nostre file figli, fratelli o nipoti d’arte (come il nipote di Felice Gimondi, i figli di Gastone Nencini, il figlio di Pierino Gavazzi e il fratello di Maurizio Fondriest) e tutti hanno saputo gestire la situazione. In quanto a Jan, sappiamo che non sarà suo zio, ma sono certo che potrà dare tantissimo al mondo del ciclismo. Con Bogdanovics formerà una coppia di velocisti di alto livello.
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