Attenzione
Siena troppo forte per una Lucchese senz’anima e cuore
di Luca Tronchetti
Dominio bianconero e Porta Elisa violato dopo 36 anni Un punto in quattro partite e squadra risucchiata indietro
3 MINUTI DI LETTURA
LUCCA. Non c’è partita. E dopo 36 anni il Siena espugna il Porta Elisa dominando in lungo e in largo forte di un organico nettamente superiore e di una Lucchese che agevola la Robur perché non ci mette ardore, cuore e passione finendo in dieci uomini per l’ingenua espulsione di Fanucchi, il suo elemento migliore. Un punto nelle ultime quattro partite con i rossoneri che scivolano dal quinto al decimo posto (a pari merito con Alessandria, Arzachena e Arezzo, tutte battute nel girone d’andata) e che subiscono 9 reti (più di due a partita) realizzandone soltanto due. Così non va. Urge rivedere qualcosa sia in difesa dove Albertoni, Espeche, Capuano e Baroni sono stati semplicemente disastrosi sia a centrocampo dove Merlonghi, Arrigoni e Nolè non hanno mai visto palla. Un Natale decisamente avaro di soddisfazioni per i rossoneri che, nonostante il calore della curva, debbono recitare il mea culpa e pensare più al derby al Mannucci con il Pontedera che al panettone e allo spumante.
Mignani imbattuto con Lopez. La tradizione che vede il tecnico del Siena, l’ex rossonero Michele Mignani, imbattuto sia da calciatore che da allenatore (due vittorie su due partite) contro Giovanni Lopez si rinnova e con essa quella del trainer ospite imbattuto in panchina nelle sfide con la Lucchese (due pareggi la passata stagione alla guida dell’Olbia, due vittorie in questa annata calcistica a Siena). E dire che l’avvio aveva lasciato ben sperare i tifosi con il redivivo Del Sante abile a tradurre in rete un cross teso di Tavanti dalla destra dopo che intelligentemente Merlonghi si era fermato evitando l’offside lasciando spazio al terzino che veniva da dietro.
Rapido tracollo. Ma la seconda rete in campionato dell’attaccante rossonero invece di infondere coraggio in Nolé e compagni fa emergere le qualità e la personalità di un Siena che in 25’ ribalta il risultato e praticamente fa suo il derby. Possesso palla, aggressività nel pressing, raddoppi, velocità di esecuzione, rapidità negli scambi e nelle giocate di prima, mandano in tilt i rossoneri davvero imbarazzanti in difesa. Prima è Cristiani, come nella gara d’andata, a infilare Albertoni dopo una dormita di Capuano e Baroni. Poi è addirittura un difensore (Rondanini) a realizzare la prima doppietta in carriera con la complicità di un Albertoni poco reattivo. Il rombo di centrocampo bianconero con Guberti vertice alto e Gerli vertice basso e Vassallo e Cristiani a spaziare sugli esterni impedisce di ragionare ai rossoneri che arrivano sempre secondi sul pallone. Sul 3-1 per gli ospiti è Fanucchi ad avere la palla buona per riaprire la partita, ma calcia sul portiere in uscita.
La frittata di Fanucchi. Nella ripresa, complice l’infortunio alla spalla di Tavanti, Lopez inserisce Bortolussi accanto a Del Sante con Fanucchi trequartista. Qualche miglioramento traspare, ma tutto viene vanificato dal rosso diretto sventolato in faccia al fantasista che applaude ironicamente all’arbitro per contestare una decisione. Il derby finisce lì. In inferiorità numerica e sotto di due gol c’è il tempo per ammirare lo show del contestatissimo ex Marotta che si fa 40 metri di campo senza che Espeche lo fermi per poi beffare in uscita il portiere. Una sconfitta che deve far riflettere. Altro che playoff, adesso i rossoneri devono guardarsi decisamente alle spalle.
Mignani imbattuto con Lopez. La tradizione che vede il tecnico del Siena, l’ex rossonero Michele Mignani, imbattuto sia da calciatore che da allenatore (due vittorie su due partite) contro Giovanni Lopez si rinnova e con essa quella del trainer ospite imbattuto in panchina nelle sfide con la Lucchese (due pareggi la passata stagione alla guida dell’Olbia, due vittorie in questa annata calcistica a Siena). E dire che l’avvio aveva lasciato ben sperare i tifosi con il redivivo Del Sante abile a tradurre in rete un cross teso di Tavanti dalla destra dopo che intelligentemente Merlonghi si era fermato evitando l’offside lasciando spazio al terzino che veniva da dietro.
Rapido tracollo. Ma la seconda rete in campionato dell’attaccante rossonero invece di infondere coraggio in Nolé e compagni fa emergere le qualità e la personalità di un Siena che in 25’ ribalta il risultato e praticamente fa suo il derby. Possesso palla, aggressività nel pressing, raddoppi, velocità di esecuzione, rapidità negli scambi e nelle giocate di prima, mandano in tilt i rossoneri davvero imbarazzanti in difesa. Prima è Cristiani, come nella gara d’andata, a infilare Albertoni dopo una dormita di Capuano e Baroni. Poi è addirittura un difensore (Rondanini) a realizzare la prima doppietta in carriera con la complicità di un Albertoni poco reattivo. Il rombo di centrocampo bianconero con Guberti vertice alto e Gerli vertice basso e Vassallo e Cristiani a spaziare sugli esterni impedisce di ragionare ai rossoneri che arrivano sempre secondi sul pallone. Sul 3-1 per gli ospiti è Fanucchi ad avere la palla buona per riaprire la partita, ma calcia sul portiere in uscita.
La frittata di Fanucchi. Nella ripresa, complice l’infortunio alla spalla di Tavanti, Lopez inserisce Bortolussi accanto a Del Sante con Fanucchi trequartista. Qualche miglioramento traspare, ma tutto viene vanificato dal rosso diretto sventolato in faccia al fantasista che applaude ironicamente all’arbitro per contestare una decisione. Il derby finisce lì. In inferiorità numerica e sotto di due gol c’è il tempo per ammirare lo show del contestatissimo ex Marotta che si fa 40 metri di campo senza che Espeche lo fermi per poi beffare in uscita il portiere. Una sconfitta che deve far riflettere. Altro che playoff, adesso i rossoneri devono guardarsi decisamente alle spalle.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
