Il Tirreno

Lucca

La mototerapia regala un sorriso ai bambini del reparto di pediatria oncologica - Video

di Alessandro Bientinesi
La mototerapia regala un sorriso ai bambini del reparto di pediatria oncologica - Video

Il lucchese Emiliano Malagoli ha portato il progetto di Vanni Oddera al Policlinico Gemelli con i piloti-eroi della sua Onlus

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LUCCA. Il sorriso di un bambino malato di leucemia che “cavalca” una minimoto sognando di essere Valentino Rossi. L’abbraccio di un altro piccolo malato che, seppur non riuscendo ad alzarsi dal letto, guarda estasiato quei centauri con le tute da gara spingere fino al suo lettino le loro meravigliose moto. Tutto questo è la mototerapia, un sogno nato due anni fa da Vanni Oddera, il campione di motocross freestyle che per primo ha utilizzato le moto per portare gioia e sorrisi nei reparti degli ospedali italiani.

Ora anche il lucchese Emiliano Malagoli, il pilota “bionico”che guida la Di. Di. Diversamenti disabili onlus, ha iniziato questo percorso speciale. Malagoli, che dopo un brutto incidente ha perso una gamba, non si è arreso ed è tornato presto in sella. Ma ha fatto di più: ha creato la onlus per permettere ad altri disabili di montare in sella. Organizzando anche gare e vincendo più volte il titolo italiano. Fino all’organizzazione di una tappa di una delle gare dei piloti disabili a Le Mans nello stesso fine settimana in cui era impegnata la Moto Gp.

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«Ora sono stato coinvolto in questa iniziativa meravigliosa e grazie anche alla Agop Onlus siamo stati al Policlinico Gemelli che ha aperto le sue porte – racconta Malagoli –. Abbiamo portato le moto fino al 10D, il reparto di oncologia pediatrica».

Sulle porte delle stanze i piccoli, timi e increduli pazienti. Con i loro “alberi” di flebo. «Ciao, vuoi fare un giro? ». E lo stupore lascia in un attimo il posto al sorriso. Quelli dei bimbi e dei loro genitori che, per qualche minuto, sentono il cuore più leggero. Perché i piccoli sorridono.

E sorridono a quei piloti speciali, i loro personali eroi, della Di. Di. Diversamente disabili e al loro staff. Ecco, dunque, i novelli centauri in sella nel corridoio del reparto, sotto gli occhi amorevoli dei medici e degli infermieri. «Per una volta la burocrazia che di base non farebbe entrare le moto nell’ospedale è rimasta fuori – racconta Malagoli –. L’ordinario si interrompe momentaneamente. Non ci sono cure per un po’, non c’è sofferenza».

Ora è solo il momento di sognare: un rettilineo in pista, un tornate di montagna o un percorso lungo la costa. Chi non ha potuto alzarsi dal letto ha ricevuto comunque la visita dei piloti che hanno regalato loro gadget, regali, inviti in pista e una promessa: che i piloti speciali torneranno. In primis il “nostro” Malagoli. Poi via ai regali di Natale: le Playstation, le Wii, le Xbox e i giochi per le case dei bambini, sdraiette per neonato e altri doni per il personale del reparto. Perché sia un po’ Natale tutti i giorni.

Le moto escono, le porte si richiudono, le tute si tolgono. La giornata è finita, un sogno è diventato realtà. Vanni ci aveva mostrato che era possibile realizzare il progetto e aveva ragione. E tra i piloti speciali ora c’è anche il nostro Emiliano Malagoli con la sua Di. Di Onlus.

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