Sicurezza
Dopo la svolta societaria la Lucchese finisce ko
di Luca Tronchetti
Rossoneri sconfitti di misura e su rigore dalla Pro Piacenza
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INVIATO A PIACENZA. Nel giorno in cui esce allo scoperto il vero acquirente della Lucchese - l’imprenditore romano Pietro Belardelli noto nel calcio per essere legato a tre fallimenti societari (Castel di Sangro, Lecco e Lugano) che porterà una serie di collaboratori che Il Tirreno aveva già individuato e reso noto ai suoi fedeli lettori già a settembre - la squadra incappa in una sconfitta che poteva essere evitata. Ancora una volta Danilo Alessandro, 29 anni, di professione goleador, si rivela indigesto per i colori rossoneri. Ma se tre stagioni orsono la sua doppietta al Porta Elisa non era servita a portare acqua e sopratutto punti al mulino della Pro Piacenza, stavolta il rigore trasformato al 26' della ripresa consente ai rossoneri della Bassa Padana di conquistare la prima vittoria nei professionisti contro i rossoneri toscani. Masticano amaro i ragazzi di Lopez scivolati dopo il ko all’ottavo posto in classifica in compagnia di Monza, Arezzo e Carrarese. Una vittoria - quella della seconda squadra di Piacenza - sicuramente legittima, ma a conti fatti ottenuta con un pizzico di fortuna visto che il pari a reti bianche avrebbe rispettato meglio l'andamento del match. Soporifero nella prima frazione, a fasi alterne e decisamente migliore nella seconda parte. A rompere l'equilibrio un errore, una grossolana ingenuità del più esperto della Lucchese: Ciro Capuano. Su una ripartenza in campo aperto del veterano dei padroni di casa Abate, il centrale rossonero perde il passo sbagliando il tempo dell'intervento ed è costretto ad atterrare in area la punta mentre calcia a rete. Rigore sacrosanto con l'arbitro che grazia il centrale rossonero per l'occasione in maglia bianca sventolandogli in faccia il cartellino giallo anziché, come poteva starci, quello rosso. Quell'episodio decide la partita perché dopo il rigore trasformato con freddezza da Alessandro (7 reti), la Lucchese non reagisce e rischia pure di prendere il gol del raddoppio. Nemmeno l’ingresso delle punte Del Sante e Bortolussi riescono a rianimare una squadra dall’encefalogramma piatto. Certo è che, al di là dell’episodio, Espeche e compagni giocano al di sotto delle loro possibilità. Manca la consueta incisività, la padronanza di gioco, la voglia di lottare su ogni pallone. Forse le notizie delle ultime 72 ore, culminate con l’annuncio di Belardelli subito dopo la partita, legate al possibile passaggio di proprietà hanno creato apprensione e smarrimento nei protagonisti che sono apparsi meno reattivi e motivati di come eravamo abituati a vederli in campo. Sin dal fischio d’inizio la Lucchese si è adeguata all’avversario. Ritmi lenti, passaggi per linee orizzontali, lancioni lunghi a superare la meta campo con i padroni di casa che, complice la difesa alta della Lucchese, vengono pescati 4 volte in offside. A farla da padrone è Alessandro che parte da sinistra, con Tavanti che non lo prende mai, e prova a creare pericoli con cross a rientrare. Unico brivido per la Lucchese la traversa colpita su punizione da 30 metri da Aspas.
Si va al riposo sullo 0-0 e nella ripresa Lopez striglia i suoi lasciando Tavanti negli spogliatoi e inserendo Nolè in modo da spostare Merlonghi a destra. Nel primo quarto d’ora la Lucchese prende in mano la gara con gli emiliani che non riescono ad uscire dalla trequarti. Ma la mole di gioco non produce nulla. Su una ripartenza arriva il patatrac di Capuano e in pratica nemmeno il tentativo di giocare con due punte e una mezzapunta sortisce effetto. Finisce nel peggiore dei modi. E speriamo non sia solo l’inizio di un incubo.
Si va al riposo sullo 0-0 e nella ripresa Lopez striglia i suoi lasciando Tavanti negli spogliatoi e inserendo Nolè in modo da spostare Merlonghi a destra. Nel primo quarto d’ora la Lucchese prende in mano la gara con gli emiliani che non riescono ad uscire dalla trequarti. Ma la mole di gioco non produce nulla. Su una ripartenza arriva il patatrac di Capuano e in pratica nemmeno il tentativo di giocare con due punte e una mezzapunta sortisce effetto. Finisce nel peggiore dei modi. E speriamo non sia solo l’inizio di un incubo.
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