Attenzione
Venticinque anni di amore per il podismo
di VALTER NIERI
Atleta e dirigente del G.S. Lammari, è punto di riferimento per tanti sportivi
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Il rapporto di Teresa Todaro con il podismo è una storia di amore e resistenza, di sacrifici e di rinunce andando a letto presto la sera e svegliandosi all’alba. È tesserata dal 1992 con il G. S. Lammari, associazione sportiva dilettantistica, come podista e dirigente avendo ricoperto anche la carica di presidente dal 2005 al 2013. Ma è anche, all’età di 56 anni, un punto di riferimento per tutte le atlete sia a livello dirigenziale, sia a livello agonistico.
«Ho scoperto il podismo nel 1992 - racconta - accompagnando ad una gara podistica a Piano di Coreglia il mio ex marito. Lui era molto appassionato ed io non capivo la sua insistenza nell’uscire anche con la neve a correre per chilometri alzandosi presto la mattina. Dopo la prima uscita sono rimasta contagiata. Il podismo catturò anche me e non ho più smesso di praticarlo, sia pure a livello amatoriale. Ora corro con gioia, incontrando amici, scambiando qualche parola e anche con situazioni atmosferiche avverse: pioggia, gelo, nebbia e umidità non mi impediscono di coltivare questa passione di correre, di essere libera e di provare la grande gioia di respirare a pieni polmoni in mezzo alla natura».
Teresa ha superato i momenti critici grazie all’affetto delle due figlie Valentina di 34 anni e Irene, 30 anni, che l’ha fatta diventare una giovane nonna due anni e mezzo fa per la nascita di Ilari. Oggi Teresa e le figlie coniugate vivono a Lammari sotto lo stesso tetto, a dimostrazione della grande unità familiare che le ha sempre contraddistinte. Una forza interiore per Teresa che si è sempre circondata di persone e di amicizie ed in questo il G. S. Lammari le è stato di grande aiuto, oberandosi di impegni ed appuntamenti sportivi.
L’adolescenza. Calabrese di origine, è nata a Cirò Marina nel 1961, si trasferì a vivere nel comune di Capannori nel 1975 assieme a suo padre Francesco Todaro. Una migrazione spinta dal desiderio di trovare un lavoro che potesse migliorare le proprie condizioni di vita. Erano gli anni della ricostruzione e della ripresa economica. Una piccola cartiera di Zone assunse lavoratori provenienti da altre regioni, fra i quali lui. Mentre suo padre lavorava in cartiera Teresa studiava e nello stesso anno si congedò dalle scuole dell’obbligo acquisendo la licenza media. Nel 1976 entrò a lavorare da operaia nel Calzaturificio Consuelo di Segromigno dove è rimasta fino al 99 quando si licenziò. «Per molti - afferma Teresa - lasciare il proprio lavoro è un gesto di coraggio, non lo è stato per me. L’aria della fabbrica era diventata irrespirabile, fra me e quelle mura era subentrata una incompatibilità ambientale e poi da diversi anni avevo iniziato a praticare podismo e sentivo il bisogno di libertà, di evadere da un ambiente chiuso».
Il G.S. Lammari. Oggi Teresa prestando privatamente assistenza agli anziani. Ma l’attività fisica è ben presente: «Lo sport è vita - dice -: non ho mai praticato il podismo per puntare al risultato, ma è la partecipazione che mi gratifica. Ho disputato otto maratone, tutte portate a termine senza fatica e senza momenti di difficoltà. Ovviamente prima di prendere il via dovevo fare una preparazione specifica allenandomi per un massimo di 20-25 chilometri diverse volte alla settimana. La prima mMaratona la disputai a Roma e alla consegna della medaglia fui commossa dall’emozione. La maratona è una corsa meravigliosa, una grande kermesse dove si attraversano luoghi storici e le piazze in suggestive situazioni ambientali multicolore a cui seguono feste e stand gastronomici. Quando poi l’arrivo è dentro lo stadio, senti la folla riunita che ti accompagna nelle ultime centinaia di metri che separano alla conclusione. Ho corso a Salsomaggiore Terme, tre volte a Roma, Pisa, Montecarlo nel Principato di Monaco, l’ultima maratona che ho disputato è Venezia nel 2013. Ma prima di appendere le scarpette al chiodo voglio correrne almeno un’altra. Sono anche affiliata alla Fidal perché possa portare punti alla mia società, ovviamente nei piazzamenti della mia categoria. Ho corso nelle staffette, ho fatto anche tante corse campestri, soffro leggermente quando la strada sale ma sono un fulmine nei tratti in discesa. È gratificante anche occuparsi del fantastico gruppo di atlete del G.S. Lammari, un gruppo dedito all’amicizia, al vero amore per questo sport. Nell’organico abbiamo atlete che potrebbero competere a livello agonistico a livelli professionistici ma preferiscono stare con noi per l’amicizia che ci unisce. Mara Antongiovanni è dirigente e atleta come me della società. Ha corso migliaia di chilometri e disputato 40 maratone. Altre competitive sono Denise Cavallini, Claudia Dardini, che all’età di 46 anni, circa 3 anni fa, vinse la maratona di Livorno con il tempo eccezionale alla sua età di 2h42’. Poi Claudia Marietta, Sara Orsi, Cristina Neri, Cristina Perrone, Odette Ciabattari e Rachele Fabbro che mietono vittorie dapertutto con tempi di livello nazionale».
Teresa e il podismo. Teresa e il G. S. Lammari, due rapporti indissolubili. Una società che è l’orgoglio del paese per i trofei conquistati ma anche per l’attività agonistica che crea un grande movimento sportivo che ha riscosso la fiducia di atlete residenti in altre province della Toscana.
«Ho scoperto il podismo nel 1992 - racconta - accompagnando ad una gara podistica a Piano di Coreglia il mio ex marito. Lui era molto appassionato ed io non capivo la sua insistenza nell’uscire anche con la neve a correre per chilometri alzandosi presto la mattina. Dopo la prima uscita sono rimasta contagiata. Il podismo catturò anche me e non ho più smesso di praticarlo, sia pure a livello amatoriale. Ora corro con gioia, incontrando amici, scambiando qualche parola e anche con situazioni atmosferiche avverse: pioggia, gelo, nebbia e umidità non mi impediscono di coltivare questa passione di correre, di essere libera e di provare la grande gioia di respirare a pieni polmoni in mezzo alla natura».
Teresa ha superato i momenti critici grazie all’affetto delle due figlie Valentina di 34 anni e Irene, 30 anni, che l’ha fatta diventare una giovane nonna due anni e mezzo fa per la nascita di Ilari. Oggi Teresa e le figlie coniugate vivono a Lammari sotto lo stesso tetto, a dimostrazione della grande unità familiare che le ha sempre contraddistinte. Una forza interiore per Teresa che si è sempre circondata di persone e di amicizie ed in questo il G. S. Lammari le è stato di grande aiuto, oberandosi di impegni ed appuntamenti sportivi.
L’adolescenza. Calabrese di origine, è nata a Cirò Marina nel 1961, si trasferì a vivere nel comune di Capannori nel 1975 assieme a suo padre Francesco Todaro. Una migrazione spinta dal desiderio di trovare un lavoro che potesse migliorare le proprie condizioni di vita. Erano gli anni della ricostruzione e della ripresa economica. Una piccola cartiera di Zone assunse lavoratori provenienti da altre regioni, fra i quali lui. Mentre suo padre lavorava in cartiera Teresa studiava e nello stesso anno si congedò dalle scuole dell’obbligo acquisendo la licenza media. Nel 1976 entrò a lavorare da operaia nel Calzaturificio Consuelo di Segromigno dove è rimasta fino al 99 quando si licenziò. «Per molti - afferma Teresa - lasciare il proprio lavoro è un gesto di coraggio, non lo è stato per me. L’aria della fabbrica era diventata irrespirabile, fra me e quelle mura era subentrata una incompatibilità ambientale e poi da diversi anni avevo iniziato a praticare podismo e sentivo il bisogno di libertà, di evadere da un ambiente chiuso».
Il G.S. Lammari. Oggi Teresa prestando privatamente assistenza agli anziani. Ma l’attività fisica è ben presente: «Lo sport è vita - dice -: non ho mai praticato il podismo per puntare al risultato, ma è la partecipazione che mi gratifica. Ho disputato otto maratone, tutte portate a termine senza fatica e senza momenti di difficoltà. Ovviamente prima di prendere il via dovevo fare una preparazione specifica allenandomi per un massimo di 20-25 chilometri diverse volte alla settimana. La prima mMaratona la disputai a Roma e alla consegna della medaglia fui commossa dall’emozione. La maratona è una corsa meravigliosa, una grande kermesse dove si attraversano luoghi storici e le piazze in suggestive situazioni ambientali multicolore a cui seguono feste e stand gastronomici. Quando poi l’arrivo è dentro lo stadio, senti la folla riunita che ti accompagna nelle ultime centinaia di metri che separano alla conclusione. Ho corso a Salsomaggiore Terme, tre volte a Roma, Pisa, Montecarlo nel Principato di Monaco, l’ultima maratona che ho disputato è Venezia nel 2013. Ma prima di appendere le scarpette al chiodo voglio correrne almeno un’altra. Sono anche affiliata alla Fidal perché possa portare punti alla mia società, ovviamente nei piazzamenti della mia categoria. Ho corso nelle staffette, ho fatto anche tante corse campestri, soffro leggermente quando la strada sale ma sono un fulmine nei tratti in discesa. È gratificante anche occuparsi del fantastico gruppo di atlete del G.S. Lammari, un gruppo dedito all’amicizia, al vero amore per questo sport. Nell’organico abbiamo atlete che potrebbero competere a livello agonistico a livelli professionistici ma preferiscono stare con noi per l’amicizia che ci unisce. Mara Antongiovanni è dirigente e atleta come me della società. Ha corso migliaia di chilometri e disputato 40 maratone. Altre competitive sono Denise Cavallini, Claudia Dardini, che all’età di 46 anni, circa 3 anni fa, vinse la maratona di Livorno con il tempo eccezionale alla sua età di 2h42’. Poi Claudia Marietta, Sara Orsi, Cristina Neri, Cristina Perrone, Odette Ciabattari e Rachele Fabbro che mietono vittorie dapertutto con tempi di livello nazionale».
Teresa e il podismo. Teresa e il G. S. Lammari, due rapporti indissolubili. Una società che è l’orgoglio del paese per i trofei conquistati ma anche per l’attività agonistica che crea un grande movimento sportivo che ha riscosso la fiducia di atlete residenti in altre province della Toscana.
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