Il Tirreno

Lucca

Lucchese, Super Fanucchi non perdona l’Arzachena

Lucchese, Super Fanucchi non perdona l’Arzachena

Doppietta del fantasista che proietta la squadra al quarto posto in classifica  Contro la Giana l’emergenza continua perché anche il bomber non ci sarà

4 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. La vittoria del cuore, del carattere, ma soprattutto dell’intelligenza tattica. Perché ad Olbia, contro la neo promossa Arzachena rivelazione del campionato, aveva strappato i tre punti soltanto la Viterbese il 3 settembre scorso. La Lucchese compie davvero un’impresa e scala la classifica sino ad acciuffare un insperato quarto posto nonostante l’assenza di almeno sei titolari (Capuano, Nolé, Del Sante, Damiani, Bortolussi e Mingazzini che per onor di firma ha giocato gli ultimi 270 minuti più i 4 di recupero). Camaleontica la formazione di Giovanni Lopez capace di cambiar pelle e, contrariamente a quanto accadde a Grosseto con il Gavorrano, di adeguarsi alle caratteristiche dei padroni di casa. Pronta, specie nella ripresa, a chiudersi a riccio senza peraltro rischiare nulla e a ripartire con Fanucchi «falso nueve» capace di tradurre in rete il minimo errore commesso dai biancoverdi locali (in particolare dall’ex Baldanzeddu) a sette minuti dal termine. Con 11 punti conquistati in cinque partite (9 gol fatti e 6 subiti) i rossoneri scavalcano squadre decisamente più ambiziose e con un budget di 4-5 e anche 10 volte superiore a quello della vecchia Pantera. Una squadra, quella rossonera, che piace, diverte ed emoziona. Perché è capace di spingere al momento giusto e di saper soffrire all’occorrenza. Un gruppo unico: unito, coeso, plasmato da un tecnico come Lopez che non c’entra nulla con la serie C e meriterebbe ben altri palcoscenici se in questo Paese il valore e il merito fossero premianti più delle consorterie e dei centri di potere. Con quella contro l’Arzachena sono tre le vittorie esterne ottenute dopo i trionfi di Arezzo e Cuneo.

Il Divino. Già, Fanucchi. Il trentaseienne fantasista della Lucchese con la doppietta messa a segno in terra sarda diventa il bomber rossonero stagionale e aspira legittimamente anche in questa annata calcistica ad andare in doppia cifra. Lui è classe pura, intelligenza viva, forza di volontà e amore per la maglia che indossa. Unico neo di una partita perfetta l’ammonizione «regalata» per qualche parola di troppo con l’arbitro in agguato. Era in diffida e il cartellino giallo lo costringe a saltare la gara interna con la Giana Erminio Gorgonzola dove mancheranno anche tutti gli altri titolari che già erano assenti al «Bruno Nespoli» di Olbia. Morale? Il mago Lopez dovrà inventarsi qualcos’altro (neanche fosse Houdini) per compiere un’altra impresa.

Equilibrio tattico. Contro i granatieri dell’Arzachena (Sanna, 1,85, Vano, 1,90, Curcio 1,83) la parte del leone la fanno i tre centrali difensivi. Maini, Espeche, Magli che solo nella prima mezz’ora subiscono la forza fisica dei padroni di casa. Poi prendono le misure e annullano i giganti avversari mostrando una personalità, un tempismo e un senso tattico davvero straordinari. E quando nella ripresa Baroni rileva Cardore e si va a mettere sull’esterno sinistro con Cecchini che per oltre mezz’ora va a fare il centrocampista di fascia mancina si intuisce che i biancoverdi non sarebbero mai stati in grado di segnare.

La prima frazione. L’avvio aveva fatto temere il peggio. Perché, pur giocando su ritmi non certo elevati, i padroni di casa si mostravano più pronti e dinamici nel fraseggio e più dinamici sulle seconde palle. Oltretutto al quarto d’ora andavano in vantaggio. Gran giocata di Nuvoli a sinistra per Sanna che di tacco libera Curcio lasciato colpevolmente solo dai mediani rossoneri. Il trequartista - l’unico assieme a Baldanzeddu ad aver un passato pluriennale tra i professionisti - trova un buco nella difesa rossonera (Espeche non è lesto nel chiudere) ci si infila trafigge sotto la traversa l’incolpevole Albertoni. I trenta tifosi rossoneri, giunti con enormi sacrifici sull’isola, non smettono di incitare la squadra che li ripaga con il giusto atteggiamento tattico. Perché il gol subito non disunisce i rossoneri che in mezzo con si affidano al fosforo di Merlonghi e alle geometrie di Arrigoni. Chi stenta a decollare e appare un corpo estraneo è Cardore. Ma nel momento peggiore quando Albertoni deve compiere un intervento decisivo su un diagonale maligno di Lisai ecco che, su un’azione ben congegnata dal tandem Fanucchi-Arrigoni, la sfera arriva sui piedi del giovane mediano. L’ex Viterbese è bravo a difenderla in area e a costringere La Rosa al fallo da tergo. Rigore sacrosanto che con freddezza Fanucchi trasforma.

Il capolavoro. Nella ripresa l’Arzachena riparte a testa bassa. Ma i cross dagli esterni sono preda dei centrali rossoneri. La partita la fanno i sardi, ma con il passare dei minuti il furore agonistico si affievolisce e consente ad Espeche e compagni di non rischiare nulla. Lopez a un quarto d’ora dal termine toglie De Vena per Russo e lascia Fanucchi centravanti avanzato. Un’intuizione geniale perché il Divino intuisce un errore in disimpegno di Baldanzeddu e si getta come un falco sulla sfera, elude il recupero dei centrali Sbardella e La Rosa, entra in area e in diagonale supera Ruzzittu mettendo una pietra tombale sulla partita.

Luca Tronchetti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa