Il dolore
La Lucchese sfiora la grande impresa
di Luca Tronchetti
I rossoneri vanno due volte in vantaggio e vengono riacciuffati a fatica dalla Viterbese
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VITERBO. Sfiora la grande impresa una Lucchese che non finisce mai di stupire. Opposta ad una formazione grandi firme come la Viterbese - costata cinque volte tanto, che si permette il lusso di lasciare in panchina ex calciatori di seria A come Musacci e che aspira legittimamente a uno dei primi cinque posti in classifica - la squadra di Giovanni Lopez non soltanto non sfigura, ma va ad un passo dalla vittoria che manca al Rocchi da 44 anni. Per due volte i rossoneri, che perdono per infortunio muscolare dopo 20’ dall’inizio il perno difensivo Capuano rilevato da Maini con Espeche che va a fare il centrale, vanno in vantaggio. Ma non riescono ad amministrarlo e a causa di qualche ingenuità di troppo consentono la doppia rimonta ai nervosi padroni di casa che non conquistano tre punti a domicilio ormai da oltre un mese. E nella fredda e piovosa serata della Tuscia ancora una volta a caricarsi sulle spalle la squadra è il solito divino Jacopo Fanucchi. Tiene palla, smarca i compagni, rilancia, rientra per aiutare in difesa. Settantacinque minuti senza risparmio. Un vero leader, un giocatore che meriterebbe un monumento. Un punto pesante in un campo complicato che consolida la posizione in chiave playoff della Lucchese attesa dei due turni casalinghi (mercoledì il derby con il Prato e domenica la sfida con l’Alessandria) che potrebbero migliorare ulteriormente una classifica che, in considerazione del budget, già sorride ai rossoneri.
Chi gioca e chi rilancia. Stupisce, ma ormai non è una novità da quando la squadra è guidata dal miglior tecnico della categoria, come la Lucchese non rinunci mai a giocare, a far girare la palla, a provare la manovra corale, gli inserimenti dagli esterni e i tagli verticali. In una parola è una squadra che gioca al calcio. L’opposto della muscolare Viterbese che, specie nella prima frazione, va avanti con lanci lunghi a scavalcare il centrocampo per servire il panzer Razzitti (se la Lucchese avesse un centrale offensivo così sarebbe nei primi tre posti in classifica) in grado di fare reparto da solo. Modulo speculare (3-5-2) con un primo quarto d’ora di studio giocato a ritmi blandi. Ben presto si capisce che se la Lucchese spinge e osa può creare grattacapi alla retroguardia gialloblù (la peggiore del torneo) e soprattutto a un centrocampo solido, ma poco dinamico. A sinistra si crea più di una falla e in fase di ripartenza Cecchini, in un paio di circostanze, riesce ad andare sul fondo per i cross mai sfruttati. La traversa direttamente su corner del solito Arrigoni mette la partita sul binario più consono ai rossoneri. Che pressano alto e impediscono alla Viterbese di costruire gioco e azioni. Il solo Razzitti spaventa Albertoni con una conclusione dal limite che il giovane estremo neutralizza in corner.
Gol ed emozioni. Quando il primo tempo sta per andare in archivio ecco che da un angolo del solito Arrigoni scaturisce il gol. Iannarilli respinge di pugno, dal limite ci prova il baby Damiani e sulla traiettoria la palla viene sporcata da De Vena quanto basta per ingannare il portiere locale. È il minuto 44 e si va al riposo con la Lucchese in vantaggio. Ma la panchina di mister Nofri Onofri è ricca di talento. E quando Musacci - che si piazza a fare il centromediano - e il belga Vandeputte - motorino di fascia destra - rilevano Bismark e Tortoli, la musica cambia. Neanche un giro di lancette ed è pari. Errore in fase difensiva e sfera nell’area piccola a Razzitti che brucia Maini e supera Albertoni. Chi teme un tracollo rossonero non conosce l’anima di questa squadra. Basta un ribaltamento di fronte su una ripartenza per riportare la Lucchese in vantaggio. È capitan Nolè, al primo gol stagionale, a beffare ancora Iannarilli sul filo del fuorigioco con l’arbitro Robilotta che indica il centro del campo. Ora la Lucchese è stanca e l’ingresso di Mingazzini, nel tentativo di tener palla, non va a buon fine. Perché la Viterbese aumenta i giri del motore e nel quarto d’ora finale trova il pari con una giocata di due difensori (Sini ispiratore, Celiento realizzatori) portatisi in avanti per sfruttare un calcio da fermo. Alla fine a recriminare è la Lucchese.
Chi gioca e chi rilancia. Stupisce, ma ormai non è una novità da quando la squadra è guidata dal miglior tecnico della categoria, come la Lucchese non rinunci mai a giocare, a far girare la palla, a provare la manovra corale, gli inserimenti dagli esterni e i tagli verticali. In una parola è una squadra che gioca al calcio. L’opposto della muscolare Viterbese che, specie nella prima frazione, va avanti con lanci lunghi a scavalcare il centrocampo per servire il panzer Razzitti (se la Lucchese avesse un centrale offensivo così sarebbe nei primi tre posti in classifica) in grado di fare reparto da solo. Modulo speculare (3-5-2) con un primo quarto d’ora di studio giocato a ritmi blandi. Ben presto si capisce che se la Lucchese spinge e osa può creare grattacapi alla retroguardia gialloblù (la peggiore del torneo) e soprattutto a un centrocampo solido, ma poco dinamico. A sinistra si crea più di una falla e in fase di ripartenza Cecchini, in un paio di circostanze, riesce ad andare sul fondo per i cross mai sfruttati. La traversa direttamente su corner del solito Arrigoni mette la partita sul binario più consono ai rossoneri. Che pressano alto e impediscono alla Viterbese di costruire gioco e azioni. Il solo Razzitti spaventa Albertoni con una conclusione dal limite che il giovane estremo neutralizza in corner.
Gol ed emozioni. Quando il primo tempo sta per andare in archivio ecco che da un angolo del solito Arrigoni scaturisce il gol. Iannarilli respinge di pugno, dal limite ci prova il baby Damiani e sulla traiettoria la palla viene sporcata da De Vena quanto basta per ingannare il portiere locale. È il minuto 44 e si va al riposo con la Lucchese in vantaggio. Ma la panchina di mister Nofri Onofri è ricca di talento. E quando Musacci - che si piazza a fare il centromediano - e il belga Vandeputte - motorino di fascia destra - rilevano Bismark e Tortoli, la musica cambia. Neanche un giro di lancette ed è pari. Errore in fase difensiva e sfera nell’area piccola a Razzitti che brucia Maini e supera Albertoni. Chi teme un tracollo rossonero non conosce l’anima di questa squadra. Basta un ribaltamento di fronte su una ripartenza per riportare la Lucchese in vantaggio. È capitan Nolè, al primo gol stagionale, a beffare ancora Iannarilli sul filo del fuorigioco con l’arbitro Robilotta che indica il centro del campo. Ora la Lucchese è stanca e l’ingresso di Mingazzini, nel tentativo di tener palla, non va a buon fine. Perché la Viterbese aumenta i giri del motore e nel quarto d’ora finale trova il pari con una giocata di due difensori (Sini ispiratore, Celiento realizzatori) portatisi in avanti per sfruttare un calcio da fermo. Alla fine a recriminare è la Lucchese.
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