Il Tirreno

Lucca

IL MISTER DEI LOCALI: «SFIDA DURISSIMA»

di Luca Tronchetti

LUCCA. Sette anni fa - era il 24 ottobre 2010 - sedeva per l’ultima volta sulla panchina della Lucchese. Da quella disgraziata partita a Cava dei Tirreni che segnò il suo esonero e al termine della...

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Sette anni fa - era il 24 ottobre 2010 - sedeva per l’ultima volta sulla panchina della Lucchese. Da quella disgraziata partita a Cava dei Tirreni che segnò il suo esonero e al termine della stagione il fallimento, per la seconda volta in 33 mesi, del club rossonero, le strade tra la vecchia Pantera e mister Giancarlo Favarin non si sono più incrociate. Nel frattempo la Lucchese ha vinto due campionati (dall’Eccellenza alla D, dalla D alla Lega Pro) e il tecnico di Arena Metato addirittura tre (due con il Venezia e uno con la Fidelis Andria, sempre dalla D alla Lega Pro). «Lucca mi è rimasta nel cuore. La sera quando rientro e guardo i risultati al televideo il mio primo pensiero è legato alla Lucchese. Due stagioni fantastiche condite da altrettante promozioni. Cavalcate eccezionali e ricordi indelebili. Si era creato un bel feeling con i tifosi che so che mi vogliono ancora bene a distanza di anni. Quando oggi pomeriggio in tribuna rivedrò qualche faccia nota sarà inevitabile un po’ di commozione. Perché vincere a Lucca non è come vincere altrove. Io che qualche campionato l’ho vinto lo posso testimoniare. È una città che vince assieme alla squadra. Rimpianti per quell’ultima stagione? Mah, qualche errore l’ho commesso anch’io. Se ripenso che dopo tre giornate eravamo in testa alla classifica a punteggio pieno e contro la Ternana al Porta Elisa c’erano 4500 spettatori mi viene un groppo alla gola. Ci furono fattori indipendenti dalla nostra volontà». Oggi allo Zecchini arriva però una Lucchese che Favarin ritiene formazione tra le più assortite dal punto di vista tecnico: «Purtroppo l’assenza di Vitiello, elemento fondamentale per esperienza e modo di stare in campo, per noi peserà non poco. Oltretutto affrontiamo una squadra quadrata che gioca bene e che dal punto di vista tecnico è assortita benissimo con un mix di giovani di grande prospettiva e di anziani di categoria e personalità. Oltretutto al timone c’è un allenatore che conosco per aver frequentato con lui il corso a Coverciano: Lopez è uno dei tecnici più competenti della categoria». Favarin ha un diavolo per capello: il mancato tesseramento di Baldanzeddu: «Non si è comportato bene con me e con il club. Uno stucchevole tira e molla. L’ho sentito venerdì sera e alla fine l’abbiamo scaricato. Chi viene a Gavorrano deve avere entusiasmo altrimenti non serve. Io avevo altre proposte (Triestina e Pontedera), ma alla fine ho scelto la serietà di questa società. Per noi salvarsi equivale a vincere il campionato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa