Sicurezza
IL CASO
Settore giovanile, mancati pagamenti degli allenatori
LUCCA. Aria pesante nel settore giovanile della Lucchese. La questione più spinosa è quella degli stipendi di allenatori ed istruttori non ancora riscossi dall'inizio della stagione.Giovedì sera si...
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LUCCA. Aria pesante nel settore giovanile della Lucchese. La questione più spinosa è quella degli stipendi di allenatori ed istruttori non ancora riscossi dall'inizio della stagione.
Giovedì sera si è tenuta una riunione, un faccia a faccia tra gli allenatori e i dirigenti rossoneri per affrontare le diverse problematiche. Tra le varie questioni anche quella dei pulmini che la società ha assicurato dovrebbero essere messi a disposizione dalla prossima settimana dopo che a lungo non sono stati utilizzati per andare a prendere i ragazzi residenti fuori provincia come invece era stato promesso ai genitori. Altro problema è quello della mancanza del materiale tecnico per allenarsi e dei campi di allenamento. In pratica dodici squadre devono “condividere” il campo 2 dell'Acquedotto con evidenti disagi in attesa di trovare accordi con altre società locali in grado di mettere a disposizione campi da gioco dove fare allenare le formazioni giovanili rossonere. Non è semplice in queste condizioni il lavoro del responsabile del settore giovanile Andrea Ruglioni che sta facendo i salti mortali. Alcune trasferte più lontane (vedi Monopoli in Puglia) sono state organizzate grazie al contributo dei genitori dei ragazzi. Mentre altre, in Sardegna (Olbia e Arzachena), non verranno affrontate visto che si tratta di campionati giovanili sperimentali e le rinunce non vengono prese in considerazione e quindi non implicano penalizzazioni (verrebbe da chiedersi chi ha ideato quel girone e a cosa servono questi campionati). Tutto questo di fronte ai buoni risultati delle squadre grazie al lavoro di scouting impostato nella stagione passata dall'ex responsabile Massimo Indragoli (e dello stesso Ruglioni) che ad agosto è stato esonerato nonostante un buon operato.
Un settore giovanile con 250 ragazzi che non può essere trascurato se si vuole dare continuità, programmare ed investire sui giovani che dovrebbero essere la linfa vitale di una società di serie C. Gli allenatori (ad eccezione di Oliviero Di Stefano e Vito Graziani che sono contrattizzati) hanno chiesto il pagamento degli stipendi per questa stagione e degli arretrati. Una sorta di ultimatum. Adesso la palla passa alla società rossonera che l’altra sera all’incontro era rappresentata dall’amministratore unico Carlo Bini e dal diesse Antonio Obbedio. Una cosa appare chiara ai più. Dopo il cambio di tre responsabili del vivaio (Paolini, Bertacchini e Indragoli) in sette anni non ci pare aver più senso parlare di settore giovanile di qualità. Per costruire un vivaio all’altezza servono risorse. E in questo momento la Lucchese non ne ha nemmeno per la prima squadra.(ni.nu.)
Giovedì sera si è tenuta una riunione, un faccia a faccia tra gli allenatori e i dirigenti rossoneri per affrontare le diverse problematiche. Tra le varie questioni anche quella dei pulmini che la società ha assicurato dovrebbero essere messi a disposizione dalla prossima settimana dopo che a lungo non sono stati utilizzati per andare a prendere i ragazzi residenti fuori provincia come invece era stato promesso ai genitori. Altro problema è quello della mancanza del materiale tecnico per allenarsi e dei campi di allenamento. In pratica dodici squadre devono “condividere” il campo 2 dell'Acquedotto con evidenti disagi in attesa di trovare accordi con altre società locali in grado di mettere a disposizione campi da gioco dove fare allenare le formazioni giovanili rossonere. Non è semplice in queste condizioni il lavoro del responsabile del settore giovanile Andrea Ruglioni che sta facendo i salti mortali. Alcune trasferte più lontane (vedi Monopoli in Puglia) sono state organizzate grazie al contributo dei genitori dei ragazzi. Mentre altre, in Sardegna (Olbia e Arzachena), non verranno affrontate visto che si tratta di campionati giovanili sperimentali e le rinunce non vengono prese in considerazione e quindi non implicano penalizzazioni (verrebbe da chiedersi chi ha ideato quel girone e a cosa servono questi campionati). Tutto questo di fronte ai buoni risultati delle squadre grazie al lavoro di scouting impostato nella stagione passata dall'ex responsabile Massimo Indragoli (e dello stesso Ruglioni) che ad agosto è stato esonerato nonostante un buon operato.
Un settore giovanile con 250 ragazzi che non può essere trascurato se si vuole dare continuità, programmare ed investire sui giovani che dovrebbero essere la linfa vitale di una società di serie C. Gli allenatori (ad eccezione di Oliviero Di Stefano e Vito Graziani che sono contrattizzati) hanno chiesto il pagamento degli stipendi per questa stagione e degli arretrati. Una sorta di ultimatum. Adesso la palla passa alla società rossonera che l’altra sera all’incontro era rappresentata dall’amministratore unico Carlo Bini e dal diesse Antonio Obbedio. Una cosa appare chiara ai più. Dopo il cambio di tre responsabili del vivaio (Paolini, Bertacchini e Indragoli) in sette anni non ci pare aver più senso parlare di settore giovanile di qualità. Per costruire un vivaio all’altezza servono risorse. E in questo momento la Lucchese non ne ha nemmeno per la prima squadra.(ni.nu.)
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