Sicurezza
Lucchese, serve unità d’intenti tra i soci
di Luca Tronchetti
Entro l’inizio della settimana l’ingresso di La Cava e di Giusti della Geonova potrebbero agevolare la soluzione della crisi
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LUCCA. Ritrovare un punto di equilibrio da dove ripartire cercando di mettere da parte personalismi in nome della Lucchese. È l’unica ancora di salvezza per evitare la fine del calcio nella nostra città. Arnaldo Moriconi socio all’1%, ma in realtà soggetto che da febbraio ad oggi ha versato più di ogni altro nelle casse societarie (si parla di una cifra che si aggira sui 550mila euro), vuole uscire dal calcio. Voleva acquisire l’80% delle quote di Lucchese Partecipazioni, ma - stando al suo entourage - non ha ricevuto quel consenso che si attendeva. In pratica una parte degli altri soci non gli ha detto di sì a prescindere mettendolo sullo stesso piano degli altri «competitor»: gli avvocati pisani Carlo Coscia e Michele Cioni e l’imprenditore bolognese di origini casertane Nicola Di Matteo. In sostanza, secondo quanto riferito dalle persone vicine all’imprenditore lucchese, Moriconi si è sentito persona non gradita. E poiché il calcio non è una sua priorità sta maturando l’idea di lasciare il club rossonero. Non prima però di essersi ripreso, almeno in parte, il denaro che ha dato in prestito agli altri componenti la compagine societaria (in particolar modo a Bini e Nannini). Una situazione complicata visto che - anche nell’ultima scadenza per il pagamento di stipendi e contributi relativi al periodo maggio-giugno - è stato proprio il patron della Sice Telecomunicazioni a metter mano al portafogli. Ma qualcosa potrebbe cambiare all’inizio della prossima settimana con l’incontro in programma tra i soci di Lucchese Partecipazione, i componenti di Lucca United, Moreno Micheloni, Arnaldo Moriconi e l’imprenditore umbro-laziale Giorgio La Cava. Un summit in un albergo lucchese a cui prenderanno parte anche il commercialista di fiducia dell’imprenditore che possiede hotel e soprattutto garage nella capitale e l’ex vecchia gloria rossonera Carlo Pascucci persona di fiducia di La Cava. Al termine dell’incontro (ma i soci lucchesi avevano già avuto modo di apprezzare la correttezza dell’uomo d’affari di origini romane e trapiantato in provincia di Perugia) potrebbe esserci una decisione definitiva. E nel caso in cui La Cava, che sta trattando anche l’acquisto dal Monte dei Paschi di Siena dell’hotel Noblesse in centro storico, accettasse di entrare a far parte della compagine societaria si accollerebbe una quota che varia tra il 20 e il 30% e non sarebbe interessato ad incarichi verticistici. Per lui lo staff tecnico non si tocca. Obbedio e Lopez restano saldamente in sella con l’unica richiesta di inserire nell’organigramma Carlo Pascucci, personaggio amatissimo tra i tifosi (fu lui a calciare il rigore decisivo a Palermo che regalò la Coppa Italia di C) a fare da collante tra società, squadra e tifosi occupandosi anche del settore giovanile. E il Comune, attraverso il sindaco e l’assessore Celestino Marchini, hanno coinvolto la Geonova di Giusti nel progetto Lucchese. L’imprenditore, alla fine, potrebbe rompere gli indugi ed entrare nel club con una quota che si aggira intorno al 20%. Di fronte a questo scenario virtuoso anche il deluso Arnaldo Moriconi potrebbe ripensarci e decidere di restare tornando gradualmente in possesso del denaro da lui anticipato. Se così non fosse prepariamoci a vivere una nuova stagione da incubo. Ma allora meglio fermarsi perché fare calcio a Lucca diventerebbe un’impresa titanica.
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