Sicurezza
Lucchese, 10 giorni per decidere il futuro
di Luca Tronchetti
All’orizzonte una cordata con imprenditori provenienti da fuori Regione e almeno altre due manifestazioni d’interesse
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LUCCA. Dieci giorni o forse una settimana per passare la mano. Con la maggioranza delle quote che finiranno a una società con personaggi provenienti da altre regioni. E con un dubbio amletico: siamo propri sicuri che sia la scelta giusta? Perché sbagliare è umano, perseverare nell’errore diabolico. E dopo il fiorentino-renziano Andrea Bacci che nell’ultima conferenza stampa, prima di abbandonare la tolda di comando, aveva associato il nome dell’As Lucchese Libertas 1905 a quello del campionato di Eccellenza per la stagione 2017-2018, lasciare l’80% e quindi il controllo delle operazioni è esercizio complicato e delicato. E servirebbe soprattutto un consenso pieno da parte di tutte le componenti che ruotano attorno al club. Dall’amministratore unico, Carlo Bini, al socio di minoranza Moreno Micheloni che detiene l’1% sino alla cooperativa dei tifosi - salita sino al 10% e destinata a ridurre le quote come da accordi precedenti - che, giustamente, vogliono tutelare il marchio e il nome e sono disposti, nel caso in cui la cessione del pacchetto di maggioranza avvenga in modo poco trasparente e coinvolga soggetti non graditi ad arrivare a gesti estremi (il marchio e il nome appartengono a Lucca United che li ha concessi in comodato d’uso per 5 anni alla proprietà pro tempore).
L’imprenditoria locale. Inutile ribadire un concetto ormai stucchevole: l’imprenditoria locale non è interessata al calcio o allo sport professionistico. Lucchese e Basket Le Mura, con le potenzialità che esprime la nostra provincia, dovrebbero stabilmente occupare la serie B (calcio) e l’Europa League (pallacanestro). Vedere piccoli centri come Cittadella, Chiavari, Carpi che vivono stabilmente una dimensione importante grazie ad imprenditori locali fa male se rapportato a una città di centomila abitanti con un polo cartario di livello mondiale. Basterebbe mettere assieme (forse il problema è proprio quello) cinque-sei industrie di settore capaci di garantire un minimo ogni anno per iniziare una progettualità capace nel tempo di produrre frutti copiosi. E se non lo si è fatto ora che al timone c’erano piccoli imprenditori locali c’è da dubitare che il «miracolo» si compia in futuro. Il sindaco Alessandro Tambellini sostiene - e per la verità il tentativo lo hanno fatto anche altri primi cittadini della Piana - di aver provato a parlare con il gotha dell’industria lucchese su calcio e basket trovando davanti un muro. Sarà vero? Non sarà vero? Di certo c’è che ad oggi nella Lucchese non è entrato alcun imprenditore grande o piccolo che sia. Nonostante le tante aperture che erano state ventilate da aprile ad oggi.
Assemblea. Venerdì 22 è un giorno importante. C’è un’assemblea dei soci appositamente convocata. E molto probabilmente quel giorno verranno scoperte le carte. Sapremo quante e quali sono le cordate o i singoli imprenditori interessati a rilevare la maggioranza delle quote sociali. Per ora le fonti ufficiali parlano di «manifestazione d’interesse» di «contatti generici». In realtà dietro ci sarebbero contatti già intavolati anche se ancora lontani dall’essere definiti. Insomma, siamo giunti alla fine dell’interregno di Carlo Bini e il sostituto, come socio di maggioranza, di Andrea Bacci pare dietro l’angolo. L’importante è non sbagliare cavallo. Per non veder gettare alle ortiche le ultime speranze di rinascita della Pantera. E dalla conferma o meno di diesse e tecnico - che hanno operato bene e sono entrati nei cuori dei tifosi - capiremo tante cose.
L’imprenditoria locale. Inutile ribadire un concetto ormai stucchevole: l’imprenditoria locale non è interessata al calcio o allo sport professionistico. Lucchese e Basket Le Mura, con le potenzialità che esprime la nostra provincia, dovrebbero stabilmente occupare la serie B (calcio) e l’Europa League (pallacanestro). Vedere piccoli centri come Cittadella, Chiavari, Carpi che vivono stabilmente una dimensione importante grazie ad imprenditori locali fa male se rapportato a una città di centomila abitanti con un polo cartario di livello mondiale. Basterebbe mettere assieme (forse il problema è proprio quello) cinque-sei industrie di settore capaci di garantire un minimo ogni anno per iniziare una progettualità capace nel tempo di produrre frutti copiosi. E se non lo si è fatto ora che al timone c’erano piccoli imprenditori locali c’è da dubitare che il «miracolo» si compia in futuro. Il sindaco Alessandro Tambellini sostiene - e per la verità il tentativo lo hanno fatto anche altri primi cittadini della Piana - di aver provato a parlare con il gotha dell’industria lucchese su calcio e basket trovando davanti un muro. Sarà vero? Non sarà vero? Di certo c’è che ad oggi nella Lucchese non è entrato alcun imprenditore grande o piccolo che sia. Nonostante le tante aperture che erano state ventilate da aprile ad oggi.
Assemblea. Venerdì 22 è un giorno importante. C’è un’assemblea dei soci appositamente convocata. E molto probabilmente quel giorno verranno scoperte le carte. Sapremo quante e quali sono le cordate o i singoli imprenditori interessati a rilevare la maggioranza delle quote sociali. Per ora le fonti ufficiali parlano di «manifestazione d’interesse» di «contatti generici». In realtà dietro ci sarebbero contatti già intavolati anche se ancora lontani dall’essere definiti. Insomma, siamo giunti alla fine dell’interregno di Carlo Bini e il sostituto, come socio di maggioranza, di Andrea Bacci pare dietro l’angolo. L’importante è non sbagliare cavallo. Per non veder gettare alle ortiche le ultime speranze di rinascita della Pantera. E dalla conferma o meno di diesse e tecnico - che hanno operato bene e sono entrati nei cuori dei tifosi - capiremo tante cose.
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