Sicurezza
«Arrotondo lo stipendio facendo il pizzaiolo»
di Valter Nieri
Intervista a Marco Zamparella, eroe per un giorno e vincitore del Memorial dedicato a Marco Pantani
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LUCCA. Marco Zamparella eroe per un giorno e vincitore del Memorial Pantani in una gara UcI Europe Tour classe 1.1., la corsa la più importante della sua carriera. L'atleta di San Miniato, che il primo ottobre compirà 30 anni, ha gioito per se stesso e per la sua squadra:l'Amore e Vita Selle SMP Fondriest,l'unica formazione di terza fascia,Continental, che si è imposta in questa stagione almeno in una gara del ciclismo Cup, circuito di 15 corse organizzato dalla Lega ciclistica professionistica.Nelle 10 gare disputate fino ad oggi, cinque soltanto sono state vinte da corridori italiani. Ma mentre i successi di Ulissi , Feline e Colbrelli erano scontati correndo per squadre Uci World Tour, gli altri due sono giunti da parte di corridori di terza fascia, che indossano la maglia di Amore & Vita, gli unici ad aver vinto in Italia fra le squadre professional. Prima è toccato a Danilo Celano e sabato il "miracolo"è stato compiuto da Zamparella.Un successo ottenuto nella quarta pre-mondiale battendo gli azzurri che domenica a Bergen in Norvegia sono impegnati nel campionato del mondo in linea.Il corridore sanminiatese fu osservato a lungo e contattato dal Team Manager Cristian Fanini,che lo prelevò tre anni fa dalla Continental Utensilnord,dove aveva ottenuto soltanto un terzo posto nella Coppa Agostoni nel 2013 vinta da Filippo Pozzato davanti a Simone Ponzi.«Ho aspettato con pazienza il mio momento- dice soddisfatto Zamparella- facendo sempre il mio dovere che era quello di mettermi a disposizione della squadra, tirando gli sprint a Mattia Gavazzi prima, lavorando in salita per Celano e Ficara poi. Finalmente quando ho visto avvicinarsi il traguardo a Cesenatico ho dato tutto me stesso nello sprint finale partendo ai 200 metri.Avevo paura di Ulissi,generalmente molto veloce. Invece sono stato più veloce di lui battendo anche il colombiano Ega Bernal e Mattia Cattaneo». Una vittoria che gli apre prospettive più ampie e che forse gli consentirà di smettere di lavorare come pizzaiolo per arrotondare lo stipendio.«Nelle squadre Continental è difficile guadagnare uno stipendio rassicurante. Le risorse sono magre ed allora diversi giorni la settimana facendo il pizzaiolo riesco a gestire le spese familiari. Fare le pizze ed allenarmi costantemente mi hanno consentito di vivere e coltivare la mia passione per le due ruote».
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