Sicurezza
I brianzoli puntano a ripetere la vittoria di 10 anni fa
di Luca Tronchetti
LUCCA. L’ultima volta ha il sapore dolce come il miele. Sono passati quasi dieci anni da quando Marco Zaffaroni, classe 1969, il Mertsacker della Brianza, capitano e centrale difensivo del Monza, a...
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LUCCA. L’ultima volta ha il sapore dolce come il miele. Sono passati quasi dieci anni da quando Marco Zaffaroni, classe 1969, il Mertsacker della Brianza, capitano e centrale difensivo del Monza, a quasi 38 anni suonati esce dal Porta Elisa con tre punti pesanti come macigni. I brianzoli vincono nettamente: 2-0. E ridimensionano le ambizioni di una Lucchese allora guidata da Fulvio Pea, alla prima sconfitta interna stagionale. Alla fine però il destino di biancorossi e rossoneri presenta diverse analogie. La Pantera diciotto mesi dopo quel ko finisce in tribunale schiacciata dal primo fallimento della sua storia mentre il Monza perde lo spareggio per andare in B con il Pisa e qualche anno dopo, in mano ad avventurieri della peggior specie, precipita nei dilettanti. E Zaffaroni.
Dal giugno 2016 è tornato in una veste diversa: allenatore. E ha subito vinto il campionato e la Coppa di serie D. Domani ritrova la Lucchese, avversaria di tante battaglie: «Mi ricordo le tante sfide in B e in C. Ogni volta erano autentiche battaglie. Uno stadio importante e una piazza che trasuda calcio e che meriterebbe altri palcoscenici. Dieci anni fa con il Monza riuscì a violare la tana dei rossoneri. Non mi era mai capitato sino a quel giorno. Sarebbe bello potesse riaccadere adesso che faccio l’allenatore». Una squadra, quella della Brianza, che non ha cambiato pelle rispetto alla scorsa stagione: «È arrivato Cori, ma lo abbiamo perso per squalifica. È un giocatore importante che tiene alta la squadra e contro una formazione importante come quella rossonera avrebbe sicuramente inciso. Ci mancano lui e il difensore Caversazi. Per il resto ho tutti a disposizione compreso il neo acquisto Trainotti».
Domenica scorsa il portiere Liverani ha parato un rigore allo scadere che ha permesso al Monza di mantenere l’imbattibilità interna a discapito del Pisa, sulla carta, stellare: «La serie C l’ho fatta per tanti anni e so che è un campionato impegnativo. Ogni gara è difficilissima e spesso l’agonismo conta più della tecnica. Noi dobbiamo puntare sulla compattezza e il carattere per uscire indenni dal Porta Elisa. La squadra è formata da tanti neofiti della categoria. Dobbiamo crescere tutti assieme e l’unità del gruppo è la cosa che mi preme di più. Anche la Lucchese è cambiata poco rispetto all’anno scorso. Ed è un bel mix tra esperti e giovani. Chi ruberei all’amico Lopez? Sicuramente Fanucchi. Me lo ricordo quando giocava nel Figline. Affrontarlo era sempre problematico. È di un’altra categoria e non mi spiego come non sia riuscito a giocare con più continuità almeno in B. Ai ragazzi l’ho detto: ci sarà da soffrire. Loro hanno recuperato Cecchini e domenica non hanno giocato. Saranno determinati a conquistare l’intera posta. Non abbiamo scelta: per 95 minuti cercheremo di tener testa sul piano fisico e mentale. Se giocassimo per il punto avremmo perso in partenza. Il modulo? Non cambio: vado avanti con il 4-4-2 con Cogliati e D’Errico a fare da guastatori».
Dal giugno 2016 è tornato in una veste diversa: allenatore. E ha subito vinto il campionato e la Coppa di serie D. Domani ritrova la Lucchese, avversaria di tante battaglie: «Mi ricordo le tante sfide in B e in C. Ogni volta erano autentiche battaglie. Uno stadio importante e una piazza che trasuda calcio e che meriterebbe altri palcoscenici. Dieci anni fa con il Monza riuscì a violare la tana dei rossoneri. Non mi era mai capitato sino a quel giorno. Sarebbe bello potesse riaccadere adesso che faccio l’allenatore». Una squadra, quella della Brianza, che non ha cambiato pelle rispetto alla scorsa stagione: «È arrivato Cori, ma lo abbiamo perso per squalifica. È un giocatore importante che tiene alta la squadra e contro una formazione importante come quella rossonera avrebbe sicuramente inciso. Ci mancano lui e il difensore Caversazi. Per il resto ho tutti a disposizione compreso il neo acquisto Trainotti».
Domenica scorsa il portiere Liverani ha parato un rigore allo scadere che ha permesso al Monza di mantenere l’imbattibilità interna a discapito del Pisa, sulla carta, stellare: «La serie C l’ho fatta per tanti anni e so che è un campionato impegnativo. Ogni gara è difficilissima e spesso l’agonismo conta più della tecnica. Noi dobbiamo puntare sulla compattezza e il carattere per uscire indenni dal Porta Elisa. La squadra è formata da tanti neofiti della categoria. Dobbiamo crescere tutti assieme e l’unità del gruppo è la cosa che mi preme di più. Anche la Lucchese è cambiata poco rispetto all’anno scorso. Ed è un bel mix tra esperti e giovani. Chi ruberei all’amico Lopez? Sicuramente Fanucchi. Me lo ricordo quando giocava nel Figline. Affrontarlo era sempre problematico. È di un’altra categoria e non mi spiego come non sia riuscito a giocare con più continuità almeno in B. Ai ragazzi l’ho detto: ci sarà da soffrire. Loro hanno recuperato Cecchini e domenica non hanno giocato. Saranno determinati a conquistare l’intera posta. Non abbiamo scelta: per 95 minuti cercheremo di tener testa sul piano fisico e mentale. Se giocassimo per il punto avremmo perso in partenza. Il modulo? Non cambio: vado avanti con il 4-4-2 con Cogliati e D’Errico a fare da guastatori».
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