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Lucchese cerca l’impresa storica

Lucchese cerca l’impresa storica

Trecento cuori rossoneri sognano di violare l’Ardenza ventotto anni dopo l’epopea di Orrico

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Un derby che accende i cuori e che fa sognare. Una partita diversa dalle altre perché storia, tradizione e cultura si contrappongono in 90 minuti in cui il pallone diventa protagonista assoluto e il gol il simbolo del primato, della supremazia. Livorno-Lucchese è una classica da non perdere. E sul rettangolo verde nessuno mollerà un centimetro perché, al di là del tre punti, la posta in palio è decisamente più alta. E la settimana, a seconda del risultato finale, può iniziare con il piede giusto o con quello sbagliato. Il tifo avrà un componente importante, nella speranza che, al di là degli sfottò ironici (il sale del calcio), lo spettacolo in campo non venga rovinato da anacronistiche intemperanze. Ma ancora più importante sarà l’atteggiamento tattico della due squadre. Che, a detta dei loro allenatori, giocheranno una partita votata all’attacco nel tentativo di superarsi e portarsi a casa una vittoria fondamentale per la classifica e per il morale. La Lucchese non vince all’Armando Picchi da 28 anni (2-1 nella stagione 1988-89 con alla guida l’Omone di Volpara, ndr) e gli oltre 300 supporters sognano la grande impresa. Che sia la volta buona?

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