Il dolore
Una sfida antica giocata da tre doppi ex
di Nicola Nucci
Casarotto, Favarin e Salvi, protagonisti in entrambe le città, anticipano il match in programma domani al Picchi
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LUCCA . Tra Livorno e Lucchese è sfida dai sapori antichi, tra scoglio e mura cinquecentesche, tra 4 mori e pantere. Un derby giocato, ma anche ricordato, da tre ex su entrambi i fronti: Walter Casarotto, Giancarlo Favarin e Tano Salvi.
Pagine amarcord. «Livorno-Lucchese è sempre un derby affascinante», ricorda Casarotto, terzino di grande cuore che ha legato il suo nome e il suo proverbiale furore agonistico alla promozione dalla C2 alla C1 conquistata all'ombra della terrazza Mascagni nel 1983-84 e della torre Guinigi nell'85-86. «Erano altri tempi, all'Ardenza c'erano 11mila spettatori in C2, ma anche i tifosi lucchesi si muovevano in massa, spero ci sarà un bel pubblico anche stavolta. Il Livorno cerca di uscire dalla C per riprovare una scalata puntando su un organico importane, anche se con le pressioni di chi deve vincere. La Lucchese è ripartita da un bel gruppo e con giovani come Baroni e Damiani di cui si dice bene. È una squadra spigliata, con una sua identità. Potrebbe essere la sorpresa del campionato». In campo vede due protagonisti. «Fanucchi nella Lucchese e Valiani nel Livorno sono in grado di spostare gli equilibri della gara», dice Casarotto che da anni è autista di bus turistici.
Una pennellata storica. Pronostico dalla parte del Livorno anche per Tano Salvi che continua a gestire un banco al mercatino di Livorno. La sua punizione contro l'Alessandria del 23 marzo 1986, una perla, è ancora uno dei ricordi più belli dei tifosi rossoneri. «Il Livorno è partito bene, gioca in casa ed è favorito, ma è un derby e come sempre in queste gare può succedere di tutto, anche di stravolgere i copioni. Ho passato 4 stagioni nel Livorno e 5 nella Luchese, quasi tutta la carriera, anni stupendi. Con Livorno, la squadra della mia città, ho debuttato, c'è l'ho nel sangue da livornese doc. A Lucca ho ancora amici ed emozioni che mi porterò sempre dentro». Dai flashback alla partita di domenica alle 20.30 allo stadio Armando Picchi. «Mi aspetto una gara combattuta dove l'esperienza sarà un fattore decisivo. Luci è il faro del Livorno, come è fondamentale l'apporto di Gonnelli e Valiani. La Lucchese ha calciatori carismatici, su tutti Fanucchi che se è in vena può indirizzare la partita nel verso giusto».
Tra campo e panchina. Giancarlo Favarin sarà presente all'Ardenza. Da calciatore ha vestito la maglia amaranto dal 1981 al 1983 (59 gare e 3 gol) ed ha allenato la Lucchese per due stagioni e mezzo con uno storico doppio salto dalla D alla C1. «Il Livorno è ancora un cantiere aperto, Bruno è stato un ottimo innesto e Vantaggiato se recupera al meglio è un grande attaccante per la categoria. E poi ci sono due allenatori preparati e che giocano a calcio. Sarà un derby avvincente con un canovaccio abbastanza prevedibile: il Livorno spingerà forte per caricare l'ambiente e la Lucchese sarà attenta ed accorta, pronta a ripartire. Ho visto una squadra equilibrata col Pontedera, una bella prova che ha rinvigorito la squadra rossonera dopo la sconfitta di Siena, dove peraltro per un'ora era stata padrona del campo. In avanti De Vena e Fanucchi sono imprevedibili, danno fantasia e profondità. Del Sante mi dicono sia ancora indietro e questa penalizza l'attacco rossonero. Dietro c'è Capuano, grande personalità. E c'è ancora fuori Nolé che non sbaglia una partita, grande esempio di serietà. Il Livorno ha una scheggia che è Kanuté, preso dal Lecce. Ponce non lo conosco ma ha buone credenziali. Luci e Valiani sono una garanzia».
Favarin traccia gli orizzonti di Livorno e Lucchese. «Gli amaranto puntano a vincere il campionato come è nelle loro ambizioni, la rosa è importante, anche se Alessandria e Pisa sono più competitive. La Lucchese può ripetere l'anno scorso e forse qualcosa di più entrando nei playoff con una classifica migliore».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagine amarcord. «Livorno-Lucchese è sempre un derby affascinante», ricorda Casarotto, terzino di grande cuore che ha legato il suo nome e il suo proverbiale furore agonistico alla promozione dalla C2 alla C1 conquistata all'ombra della terrazza Mascagni nel 1983-84 e della torre Guinigi nell'85-86. «Erano altri tempi, all'Ardenza c'erano 11mila spettatori in C2, ma anche i tifosi lucchesi si muovevano in massa, spero ci sarà un bel pubblico anche stavolta. Il Livorno cerca di uscire dalla C per riprovare una scalata puntando su un organico importane, anche se con le pressioni di chi deve vincere. La Lucchese è ripartita da un bel gruppo e con giovani come Baroni e Damiani di cui si dice bene. È una squadra spigliata, con una sua identità. Potrebbe essere la sorpresa del campionato». In campo vede due protagonisti. «Fanucchi nella Lucchese e Valiani nel Livorno sono in grado di spostare gli equilibri della gara», dice Casarotto che da anni è autista di bus turistici.
Una pennellata storica. Pronostico dalla parte del Livorno anche per Tano Salvi che continua a gestire un banco al mercatino di Livorno. La sua punizione contro l'Alessandria del 23 marzo 1986, una perla, è ancora uno dei ricordi più belli dei tifosi rossoneri. «Il Livorno è partito bene, gioca in casa ed è favorito, ma è un derby e come sempre in queste gare può succedere di tutto, anche di stravolgere i copioni. Ho passato 4 stagioni nel Livorno e 5 nella Luchese, quasi tutta la carriera, anni stupendi. Con Livorno, la squadra della mia città, ho debuttato, c'è l'ho nel sangue da livornese doc. A Lucca ho ancora amici ed emozioni che mi porterò sempre dentro». Dai flashback alla partita di domenica alle 20.30 allo stadio Armando Picchi. «Mi aspetto una gara combattuta dove l'esperienza sarà un fattore decisivo. Luci è il faro del Livorno, come è fondamentale l'apporto di Gonnelli e Valiani. La Lucchese ha calciatori carismatici, su tutti Fanucchi che se è in vena può indirizzare la partita nel verso giusto».
Tra campo e panchina. Giancarlo Favarin sarà presente all'Ardenza. Da calciatore ha vestito la maglia amaranto dal 1981 al 1983 (59 gare e 3 gol) ed ha allenato la Lucchese per due stagioni e mezzo con uno storico doppio salto dalla D alla C1. «Il Livorno è ancora un cantiere aperto, Bruno è stato un ottimo innesto e Vantaggiato se recupera al meglio è un grande attaccante per la categoria. E poi ci sono due allenatori preparati e che giocano a calcio. Sarà un derby avvincente con un canovaccio abbastanza prevedibile: il Livorno spingerà forte per caricare l'ambiente e la Lucchese sarà attenta ed accorta, pronta a ripartire. Ho visto una squadra equilibrata col Pontedera, una bella prova che ha rinvigorito la squadra rossonera dopo la sconfitta di Siena, dove peraltro per un'ora era stata padrona del campo. In avanti De Vena e Fanucchi sono imprevedibili, danno fantasia e profondità. Del Sante mi dicono sia ancora indietro e questa penalizza l'attacco rossonero. Dietro c'è Capuano, grande personalità. E c'è ancora fuori Nolé che non sbaglia una partita, grande esempio di serietà. Il Livorno ha una scheggia che è Kanuté, preso dal Lecce. Ponce non lo conosco ma ha buone credenziali. Luci e Valiani sono una garanzia».
Favarin traccia gli orizzonti di Livorno e Lucchese. «Gli amaranto puntano a vincere il campionato come è nelle loro ambizioni, la rosa è importante, anche se Alessandria e Pisa sono più competitive. La Lucchese può ripetere l'anno scorso e forse qualcosa di più entrando nei playoff con una classifica migliore».
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