Il Tirreno

Lucca

«OCCHIO ALLE VERTICALIZZAZIONI DI FANUCCHI»

di Luca Tronchetti

LUCCA. La passione non ha età. E per Francesco Valiani, 37 anni ancora da compiere, il tempo sembra essersi fermato. «Vado all’allenamento con lo spirito di dieci anni fa: mi diverto e cerco ancora...

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LUCCA. La passione non ha età. E per Francesco Valiani, 37 anni ancora da compiere, il tempo sembra essersi fermato. «Vado all’allenamento con lo spirito di dieci anni fa: mi diverto e cerco ancora di imparare. L’età non conta e personalmente non mi pesa. Non metto limiti alla mia carriera: il giorno che mi alzerò e proverò fastidio o fatica ad andare al campo capirò che il momento di dire basta e attaccare le scarpette al chiodo». Domenica c’è il derby con la Lucchese e dall’altra parte della barricata troverà un amico, una persona con cui ha condiviso una splendida promozione in serie A e una salvezza miracolosa l’anno successivo: Nicola Mingazzini. «Un ragazzo splendido. Con lui si era creata un’alchimia speciale, direi magica. Entrambi ad inizio stagione con il club felsineo eravamo destinati alla panchina e alla fine giocavamo tutte le partite. Siamo due tipi simili, a partire dai capelli (entrambi sono praticamente calvi)». La mente va alla stagione 2008-2009 e 2009-2010: «Ricordo gli scherzi da caserma che lui, Marazzina e Bombardini facevano al giovane Bernacci. Lo mettevano in mezzo e gliele facevano di tutti i colori. Ma in campo era diverso. Nico è uno che si butta nel fuoco per aiutare un compagno di squadra in difficoltà. Un ragazzo di personalità che sa fare spogliatoio e che in futuro vedo bene come allenatore. È un giocatore che sa organizzare le ripartenze come pochi altri in categoria. E legge le partite meglio di tanti tecnici. Avrà 37 anni, ma preferirei vederlo in panchina piuttosto che sul rettangolo verde».

Il derby. Valiani mette in guardia i suoi dalla Lucchese: «È una squadra costruita con intelligenza. Un mix di giovani ed anziani con un giocatore super come Fanucchi. Abbiamo giocato insieme nelle giovanili della Pistoiese e non ho mai capito come non sia riuscito ad arrivare in serie A. Aveva tutti i numeri per arrivarci. Io che ero più scarso ho fatto oltre 100 partite nella massima serie. Dirò ai miei compagni di stare molto attenti alle sue verticalizzazioni e alle sue apertura che sono autentiche pennellate di artista. Domenica però non c’è Lucchese che tenga. Dobbiamo vincere. Dietro a questa maglia c’è una storia e un’intera città che ha ritrovato l’entusiasmo perduto e noi ne siamo consapevoli. Vogliamo fortemente i 3 punti. Mi dispiace per Nico, ma li prenderemo».

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