Il Tirreno

Lucca

Bernardi e i sogni azzurri del mondo del softball

di Valter Nieri
Bernardi e i sogni azzurri del mondo del softball

L’interbase campionessa negli anni 90 ha collezionato 45 partite in Nazionale «Dopo il sesto posto ai mondiali il mio ginocchio ha fatto crac e addio serie A»

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LUCCA. Quando il softball, baseball al femminile, entra nel sangue e fa crescere con una mentalità sportiva. È il caso di Claudia Bernardi, conosciuta dagli sportivi con il soprannome di «Berni», che a 41 anni è oggi un punto di riferimento in una disciplina che nei primi anni Ottanta cominciava a diffondersi anche a Lucca. La Bernardi si avvicinò a questo sport per caso nel 1985 all'età di 10 anni, quando i suoi due fratelli le fecero conoscere al Vallisneri di S.Anna, l'allenatore Mario Pucci che le insegno la tecnica di base, inserendola a giocare nel Koala Softball dove rimase fino a 18 anni. Non poteva che fare sport dal momento che suo padre Giuseppe Bernardi, scomparso a gennaio di quest'anno, aveva giocato a calcio e sua madre Rosanna Tomei praticava atletica nelle gare veloci (100 metri e staffette). All'inizio l'impatto fu per lei più difficoltoso del previsto, dal momento che non conosceva niente di questo sport, nemmeno cos'era un inning, la tattica board Traning e perché si doveva adoperare il guantone. Crescendo, una volta capite le regole del gioco, scalando le categorie cadetti, maturò nel ruolo difensivo Interbase (SS) ed ogni suo intervento difensivo sembrava un gioco di prestigio. Imparò a lanciare ed a ricevere, migliorò la concentrazione mentale nell'impugnare la mazza. Nel 1994, appena maggiorenne, entrò a giocare nel Woodstock Capannori esordendo in serie A ed arrivando come miglior risultato ai playoff. Nel pieno della maturità tecnica e mentale nel 2001 si trasferì a Bussolengo per poi tornare a giocare a Lucca nelle Pantere fra la B e la A2. Tornò a giocare in A1 con il Crocetta Parma e nel biennio 2005-06 raggiunse l'apice della sua carriera, con la convocazione in Nazionale ed il successo con le azzurre nel campionato europeo di Praga vincendo la finale contro la Grecia per 2-1. Nel 2006 raggiunse con la Nazionale il sesto posto ai mondiali di Peschino, miglior risultato di sempre delle azzurre.

DI AZZURRO VESTITA In Nazionale Berni ha totalizzato 45 presenze. «È una sensazione veramente straordinaria -dice Claudia - vestire i colori della Nazionale, una sensazione di sollievo e di gratitudine. Essere allenata da un grande coach come Marina Centrone fu il massimo a cui potevo aspirare. Ripensavo a quando iniziai la carriera giovanissima e che non conoscevo niente del softball,uno sport che mi prendeva sempre di più e che non ho più mollato».Le sue squadre successive sono state Liburnia di Livorno e Collecchio a Parma.

L’infortunio. Poi la carriera s’interrompe tre anni per la rottura dei legamenti al crociato anteriore del ginocchio.«Gli anni passano-dice Berni- e alla mia età era difficile essere sempre a grandi livelli. Dopo quell'incidente ho preferito dedicarmi al progetto delle Nuove Pantere e trasmettere la mia esperienza alle mie giovani compagne e alla squadra under 21. Gioco nel ruolo di interbase ed esterna e cerco di contribuire a far tornare la squadra ai suoi vecchi splendori. È lodevole il lavoro che sta facendo il Presidente Alessandro Bertolucci, che gestisce sei squadre: dalla B al settore giovanile. In campionato giochiamo nei campi dell'Acquedotto mentre la preparazione la facciamo negli impianti di Cecchi Calcio a Carraia. Fare qualche partitella aiuta a divertirsi e a tonificare i muscoli. Quando attaccherò le scarpette al chiodo voglio allenare: ho già il patentino di allenatrice di primo livello».

Claudia Bernardi è impiegata alla concessionaria Mercedes Guidi Car, vive oggi da sola a Lammari. O meglio, vive con tre gatti ed un cane, ama gli animali e adotta altri quattro gatti a distanza.

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