Il Tirreno

Lucca

Obbedio è fiducioso: «Squadra aggressiva pronti a sfatare il tabù»

di Luca Tronchetti
Obbedio è fiducioso: «Squadra aggressiva pronti a sfatare il tabù»

Il responsabile del mercato della Lucchese affronta il big match nella speranza di espugnare l’Armando Picchi dopo 28 anni

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LUCCA. «Sarà una partita bellissima, piena di rovesciamenti di fronte e aperta a qualsiasi risultato. La Lucchese non vince all’Ardenza da 28 anni. Sarebbe bello riuscire a sfatare dopo tanto tempo questo tabù». Antonio Obbedio, 48 anni, ex centrocampista con le maglie, tra le altre, di Virescit, Novara, Pro Vercelli, Alzano, Lucchese, Messina e Pisa, nutre fiducia nella sua creatura. Anche se ha massimo rispetto per il Livorno che ritiene tra le prime cinque compagini del campionato di serie C: «Devo fare i complimenti al mio amico Mauro Facci (il ds labronico) che reputo una persona seria e riservata, un gran lavoratore e un campione di modestia. Credo che noi due ci assomigliamo molto anche se lui ha fatto una carriera più veloce della mia». Poi Obbedio analizza il Livorno: «Per me sono più forti dello scorso anno. Specie davanti non hanno che l’imbarazzo della scelta con gente come Vantaggiato, Murilo, Doumbia, Maiorino, Montini e Ponce. Un attacco che fa paura, almeno a leggere i nomi, a qualsiasi difesa. Poi ho trovato una rosa più ricca nei cambi con due giocatori per ogni ruolo. Segno che c’è una certa logica dietro le scelte fatte».

Obbedio, ma ce l’avrà un punto debole questo benedetto Livorno?

«Ogni squadra, a partire dalla serie A, ha punti di forza, ma anche lacune. Di certo c’è che la formazione di Sottil è a trazione anteriore come dimostra il 4-2-3-1 con cui scendono in campo. Ecco, penso che noi dobbiamo cercare di rendere vulnerabile la loro fase difensiva. Difendono in 6-7 con l’eterno Valiani che va a fare da cerniera tra la fase difensiva e quella di costruzione. La forza dell’attacco può essere, in certe letture della partita, un’arma a doppio taglio. Perché attraverso le rapide verticalizzazioni la Lucchese può far male a una corazzata del torneo».

E la Lucchese, dopo la convincente vittoria con il Pontedera, può rappresentare la mina vagante del torneo?

«Noi siamo ancora work in progress. Abbiamo due titolari importanti come Cecchini (andrà in panchina a Livorno) e Nolè out per infortunio e gli attaccante Del Sante e De Vena non al meglio. Rispetto all’1-1 rimediato al Picchi l’anno passato ci mancano i centrimetri e la fisicità di Bruccini, Dermaku e Forte. Quest’anno con Arrigoni, Russo e Tavanti siamo più dinamici e aggressivi. Ai tifosi dico di seguirci numerosi. Assisteranno a un bello spettacolo. Sarà una partita aperta tra due formazioni blasonate che amano giocare al calcio».

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