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GhiviBorgo trascinato dalle prodezze di Frati

GhiviBorgo trascinato dalle prodezze di Frati

L’attaccante sogna di vestire la maglia del Livorno: «Ho rischiato di smettere dopo un grave infortunio»

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LUCCA. Sogna di indossare la maglia del Livorno, la squadra della sua città, nel frattempo si accontenta di mettersi in mostra con la casacca del GhiviBorgo a cui ha regalato la vittoria con una doppietta all’esordio in campionato. Matteo Frati, 22 anni, ha un sogno nel cassetto da cullare. «Un giorno spero di poter giocare nella squadra della città in cui vivo. Faccio il tifo per il Livorno e con la casacca amaranto avrei una marcia in più». Nella domenica di esordio in campionato, gli appassionati che seguono il GhiviBorgo hanno apprezzato piedi buoni e prodezze balistiche di questo ragazzo proveniente del Montecatini che tiene però a rimarcare che sono altre le sue qualità: «Fa piacere essere apprezzato per gol realizzati e per capacità tecniche, ma tutto questo sarebbe niente senza le doti caratteriali. Due stagioni orsono sono stato a lungo fermo per un infortunio alla caviglia, tanto da rischiare di smettere con il calcio. Ho avuto la fortuna di lavorare sodo, di non cedere alla pigrizia e di credere di uscire dal tunnel dell’infortunio. Grazie anche alla vicinanza della mia famiglia, posso dire con gioia di essere tornato a giocare in serie D. Spero di avere maggiore continuità». Padre, madre e fratello non potevano mancare alla prima in campionato di Matteo: «È stato bello segnare reti così, ancor di più per aver segnato un gol decisivo al termine di una gara sofferta». Ulteriore soddisfazione è stata la prodezza balistica che ha portato al gol: «Un gol così non capita di realizzarlo sempre. Avevo segnato su calcio di punizione in diverse occasioni nei settori giovanili e nella Primavera del Livorno, ma in serie D ancora non avevo ancora fatto centro da così lontano». Altro vantaggio di Frati è il tecnico: a volerlo al GhiviBorgo è stato Simone Venturi che già ne ha apprezzato le qualità al Montecatini nella passata stagione e sa che Matteo si esprime al meglio come seconda punta al fianco di un centravanti, pur sapendo egregiamente cosa fare quando è chiamato a dare manforte ai compagni a centrocampo. Meglio volare basso e continuare a lavorare sodo, anche se non mancano momenti di relax al di fuori dal calcio: «In questi giorni di settembre, nei momenti di riposo in cui posso rientrare a Livorno mi godo qualche ora di mare e un po’ di relax in spiaggia». Con la speranza che a Livorno possa un giorno restare anche per allenarsi e giocare tra i professionisti.

Michele Citarella



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